domenica 25 marzo 2012

Addio ad Antonio Tabucchi

Lo scrittore è morto oggi nella sua amata Lisbona

“Ci ha lasciato un amico, un compagno di strada, un uomo che è stato dentro il suo tempo con passione e rabbia, un intellettuale europeo, un grande scrittore. Si è spento stamattina nella sua Lisbona, la sua seconda patria, la casa dei suoi cari, la casa dei suoi poeti più amati”. Cosi Feltrinelli dà oggi notizia sul suo sito della morte dello scrittore Antonio Tabucchi.


Chi era Antonio Tabucchi
Antonio Tabucchi (Pisa, 1943 - Lisbona, 2012) è considerato una delle voci più rappresentative della letteratura europea. Autore di romanzi, racconti, saggi, testi teatrali, curatore dell’edizione italiana dell’opera di Fernando Pessoa, i suoi libri sono tradotti in quaranta lingue (in tutti i paesi europei, Stati Uniti e America Latina e nelle lingue più lontane, come il Giapponese, Cinese (Taiwan e Repubblica Popolare Cinese), Ebraico, Arabo (Libano e Siria), Kurdo, Indi, Urdu e Farsi.
Alcuni dei suoi romanzi sono stati portati sullo schermo da registi italiani e stranieri (Roberto Faenza, Alain Corneau, Alain Tanner, Fernando Lopes) o sulla scena da rinomati registi teatrali (Giorgio Strehler e Didier Bezace fra gli altri).
Ha ricevuto numerosi premi in Italia, fra cui il Pen Club Italiano, il Premio Campiello e il Premio Viareggio-Rèpaci; e prestigiosi riconoscimenti all’estero, fra cui il Prix Médicis Etranger, il Prix Européen de la Littérature e il Prix Méditerranée in Francia; l’Aristeion in Grecia; il Nossack dell’Accademia Leibniz in Germania; l’Europäischer Staatspreis in Austria; il Premio Hidalgo e il premio per la libertà di opinione “Francisco Cerecedo” attribuito ogni anno dal Principe delle Asturie, in Spagna. È stato nominato “Chevalier des Arts et des Lettres” dalla Repubblica francese e ha ricevuto la decorazione dell’Ordine dell’Infante D. Henrique dal presidente della Repubblica portoghese.
È stato professore cattedratico (attualmente in pensione) dell’ Università di Siena ed ha insegnato in prestigiose Università straniere (Bard College di New York, Ecole de Hautes Etudes e Collège de France di Parigi). Ha collaborato e collabora con quotidiani italiani e stranieri (“Corriere della Sera”. “Unità”, “Il manifesto”, “Le Monde”, “El País”, “Diário de Notícias”, “La Jornada”, “Allegemein Zeitung”) e riviste quali “La Nouvelle Revue Française” e Lettre International”. È membro fondatore dell’”International Parliament of Writers”. Dal 2000 è stato proposto dal Pen Club italiano all’Accademia di Svezia quale candidato italiano per il Nobel di letteratura.

Qui di seguito i link ai materiali di e su Antonio Tabucchi pubblicati su www.feltrinellieditore.it :

mercoledì 21 marzo 2012

Il capitano Henrique Galvão, un eroe portoghese

Militare dell'esercito, esploratore e scrittore, è annoverato fra i principali oppositori del regime di Salazar. Con il dirottamento della Santa Maria sollevò il problema del salazarismo sul piano internazionale.

Tempo fa, sfogliavo “Mille soli”, una raccolta di eventi e protagonisti incontrati da Dominique Lapierre durante la sua carriera, e adocchiavo una piccola foto. Ritraeva Lapierre giovane e un altro ragazzo fare capolino da un salvagente su cui era scritto: “Lisboa”. Ero appena tornato dal Portogallo e la cosa mi incuriosì. Sotto c’era la foto più grande di un capitano che posava con fiera semplicità alla prua di una nave. Dalla didascalia apprendevo trattarsi della Santa Maria, ribattezzata Santa Liberdade, e che quello era il capitano Henrique Galvão. Ora, “Mille soli” prende il titolo a prestito da un proverbio indiano, che nei momenti di sconforto ricorda: “Ci sono mille soli al di là delle nuvole”. Henrique Galvão è stato in Africa, in America Latina, non è mai stato in India, ma questo proverbio lo sapeva bene. Per gli altri, abituati alle nuvole, era solo un matto e uno sconsiderato. In gioventù Galvão sostenne il governo di Salazar, prima e dopo il suo insediamento, ma era una persona indipendente. Leggeva tanti libri, ne scriveva altrettanti ed era poliglotta. Perché non facesse troppi danni fu mandato a Luanda, in Angola, dove ricoprì incarichi di una certa importanza. Essere organico al sistema, occupando posti di privilegio, non gli impedì di denunciare abusi e ipocrisie, in particolare sulle condizioni di fattiva schiavitù della popolazione locale. Benché per la legge i coloni portoghesi e i neri angolani avessero pari diritti una volta che questi ultimi avessero ottenuto la cittadinanza, per l’estrema difficoltà di ottenerla, vigeva una sorta di apartheid e i neri svolgevano i mestieri più umili a prezzi da fame. La dissidenza tra Galvão e il regime, che pure senza essere una dittatura totalitaria come il fascismo in Italia, conservava le forme della democrazia svuotate della loro sostanza, portò all’allontanamento del capitano.

In Venezuela, dove si stabilì, Galvão trovò un modo più efficace dei semplici j’accuse già dati alle stampe, di porre all’ordine del giorno sul piano internazionale il problema di quel residuo fascista che erano il salazarismo e il franchismo nella penisola iberica: dirottare una nave da crociera. Con un manipolo di portoghesi libertari e repubblicani spagnoli, diede modo ai giornali di mezzo mondo di titolare a caratteri cubitali: “I nuovi pirati”. Appena avvistata da un isola britannica, a cui la Santa Liberdade si avvicinò per calare un membro dell’equipaggio rimasto ferito durante le operazioni, Lisbona e Madrid gli mandarono subito incontro due cacciatorpediniere. Washington fece lo stesso e arrivò per primo. Galvão fu costretto ad abbandonare l’idea certo velleitaria di approdare a Luanda e fare scoppiare la rivoluzione, accettando di attraccare a Recife, dove Lapierre riuscì ad assicurarsi un’intervista in esclusiva per Paris Match grazie a uno stratagemma. Il capitolo che il giornalista avrebbe dedicato al ricordo di quell’impresa si intitola: “Don Chisciotte e venticinque pirati contro i tiranni”. Ciò che mi ha fatto riflettere in questa storia è la ricerca di un principio di giustizia che pure nella generale connivenza e omertà, finisce per spuntarla. Sì, perché se anche il capitano Galvão è stato considerato un eccentrico, un pazzo, e la sua visione non si sia certo avverata, il dirottamento della Santa Liberdade contribuì a denunciare una carenza democratica che le democrazie ignoravano per convenienza più che per ignoranza. Galvão morì quattro anni prima di assistere a quella rivoluzione che proprio partendo dall’Angola e dalla stanchezza di combattere una guerra insensata infilò garofani nei fucili dei soldati che da Santarem occuparono Lisbona, ma quella sua pazzia allora dovette suonare savia e il suo esempio premonitore.

© Carlo Colombo


Bibliografia:
Luis Miguel Solla de Andrade Peres, Henrique Galvão, 1895-1970: Aspects of an Euro-african Crusade 1895-1970, University of South Africa, marzo 2009.
Dominique Lapierre, Mille soli, Mondadori, 1997

Altri riferimenti:
Nelson Moreira Antão - Célia Gonçalves Tavares, Henrique Galvão e o assalto ao Santa Maria. Percurso de uma dissidência do Estado Novo e suas repercussões internacionais, in Revista Sapiens, Lisbona, dicembre 2008
Pedro Jorge Castro, O Inimigo n.º 1 de Salazar, Esfera do Caos, Lisbona 2010
Francisco Teixeira da Mota, Henrique Galvão: Um Herói Português, Oficina do Livro, Lisbona 2011

Perugia - Doppio appuntamento con i libri dell'Urogallo

Venerdì 23 marzo 2012

Alle 16.30, al Caffè della Penna, in Corso Cavour 24, a Perugia, in collaborazione con la Libreria La Piccola Nuvola presentiamo di Luís Cardoso, Requiem per il navigatore solitario.



Alle 20.00, alla Libreria Kafé Trottamunto, in Via della Stella, a Perugia, nell'ambito della manifestazione "Libri alla goccia" presentiamo il libro di João Paulo Borges Coelho, Cronaca di Rua 513.2


Vi aspettiamo a braccia aperte per chiacchiere, interventi, consigli, critiche, ma soprattutto un bel bicchiere di birra o vino in compagnia, con le nostre pubblicazioni sul tavolo!

Marco Bucaioni

OLHARES SOBRE O FADO

Concorso fotografico dell’Associazione culturale italo-portoghese Tu-Cá-Tu-Lá

Regolamento e informazioni dettagliate saranno disponibili dal 1 aprile 2012 sul blog dell’Associazione all’indirizzo: http://associazionetucatula.wordpress.com/


Plaudiamo alla bellissima iniziativa e ringraziamo vivamente l’Associazione Tu-Cá-Tu-Lá per l’invito a partecipare all’evento.

Associazione Culturale Luís de Camões

“Café con Arte” no Teatro Alberto Maranhão

Quinta-feira, 29 de Março de 2012, às 17,30H
Salão Nobre do Teatro Alberto Maranhão
Praça Augusto Severo, S/N – Ribeira - Natal-RN (Brasil)

Carlos Morais dos Santos
Caros amigos e amigas

Envio o convite para participarem do evento a realizar no Salão Nobre do “T.A.M.” - TEATRO ALBERTO MARANHÃO, no dia 29 de Março, às 17h30, no âmbito de um programa especial, multicultural dos “CAFÉ COM ARTE”.

O programa consta de uma exposição de fotografias com dois temas da minha autoria - “MÁSCARAS E CARNAVAIS DA EUROPA” e “ARTE AFRICANA DO ZIMBABWÉ” – que serão apoiados por duas pequenas palestras, apoiadas com projeção de slides – uma de Selma Calasans Rodrigues sobre as origens, differentes expressões e significados dos carnavais, e outra proferida por mim próprio, explicativa de aspetos diferenciadores de cada um dois temas em exposição.

No fim desta “VERNISAGE” serão apresentados no jardin do “T.A.M.” dois grupos artísticos, um de música - “CANTARES” – e outro de dança - “SUPREMACIA DA DANÇA” – que farão o encerramento lúdico deste especial programa multicultural do “T.A.M.”.

Aguardando o grande prazer de contar com a prestigiosa presença dos amantes das artes, endereçamos a todos as nossas saudações cordiais.

Carlos Morais dos Santos
Selma Calasans Rodrigues

Carissimos amigos Carlos e Selma
Queremos naturalmente, desde já agradecer esse convite que muito nos honra, na certeza que será mais um evento de muito sucesso!
Abraços

Associazione Culturale Luís de Camões

giovedì 15 marzo 2012

A Lisboa de Manuel Pessanha


Conferência pela Doutora Giulia Rossi Vairo (IHA - FCSH/UNL), no âmbito do 2º Ciclo de Conferências: Relações Luso-italianas na época medieval e moderna.
20 de Março de 2012 às 18h30
Gabinete de Estudos Olisiponenses
Estrada de Benfica, 368, 1500-100 Lisboa


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2.º Ciclo di Conferenze: Relazioni luso-italiane nell’epoca medievale e moderna
Da marzo a dicembre 2012

Instituto Italiano de Cultura de Lisboa - Ciclo Perspectiva Itália
Projecção do filme Si può fare

Segunda-feira, 19 de Março de 2012 às 21h30
Ciclo Perspectiva Itália. Projecção do filme Si può fare de Giulio Manfredonia, 2008. Duração: 111 min.
Com Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston.
Legendado em inglês.

Nos anos ‘80 é aplicada a Lei 180 sobre os tratamentos sanitários, também conhecida como Lei Basaglia, o psiquiatra que a promoveu e que suprime os manicómios, assim como eram então considerados. Nello, um empresário milanês, dirige uma cooperativa de ex pacientes de hospitais psiquiátricos. Acredita na dignidade do trabalho e sensibiliza os sócios a aprender um ofício para se subtraírem às esmolas da assistência, inventa para eles um papel adequado às suas capacidades, acabando por se debater com humanas e tragicómicas contradições.

A entrada para a projecção (às 21h30) é GRATUITA no limite dos lugares disponíveis.
Inf. e reservas: Tel. 213 574 36

Estes encontros serão antecipados, a partir das 20h00, pelo CINE-APERITIVO: uma ocasião única para experimentar os sabores da cozinha italiana e aproveitar uma hora de convívio antes de entrar na sala. Tudo ao preço de um bilhete de cinema (6€)



CICLO PERSPECTIVA ITÁLIA
encontros com o novo cinema italiano contemporâneo
organizado pelo Instituto Italiano de Cultura em colaboração com a Associação Cultural Il Sorpasso de Lisboa

Poucos instrumentos, como o cinema, conseguem descrever de uma forma tão apurada e inteligível a variável realidade italiana de início do milénio. Ainda mais se se pensar que desde há alguns anos a cinematografia vive uma nova primavera, onde percursos de autores, inéditas formas produtivas e a capacidade de atingir com inteligência a nossa tradição cinematográfica, se uniram com um justo equilíbrio para um resultado de valor. Partindo destes pressupostos o Instituto Italiano de Cultura de Lisboa, em colaboração com a Associação Cultural Il Sorpasso de Lisboa, entendeu organizar um ciclo de cinema italiano contemporâneo que se torne um encontro regular para o público português. Um encontro quinzenal numa das salas mais emblemáticas de Lisboa que possa, através das mais interessantes obras das últimas temporadas, relatar e fazer reflectir sobre a situação social, cultural e política da Itália actual. Todos os filmes serão introduzidos por uma apresentação e acompanhados de uma ficha técnica e crítica.

Espaço Nimas
Avenida 5 de Outubro 42B – Lisboa
Tel: 213574362 - e-mail: nimas.cinema@gmail.com

Instituto Italiano de Cultura
Rua do Salitre, 146
1250-204 Lisboa
Tel: 213884172 - e-mail: iiclisbona@esteri.it
www.iiclisbona.esteri.it

domenica 11 marzo 2012

Bartolomeo Marchionni: un mercante banchiere florentino a Lisbona (secolo XV-XVI)


Conferência pelo Prof. Doutor Francesco Guidi Bruscoli, investigador de história económica da Universidade de Florença, no âmbito do 2º Ciclo de Conferências: Relações Luso-italianas na época medieval e moderna.
Terça-feira, 13 de Março de 2012 às 17h30
Auditório Adriano Moreira - Sociedade de Geografia de Lisboa
Rua das Portas de Santo Antão 100, Lisboa


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giovedì 8 marzo 2012

ArchDaily - Premio Edificio dell’Anno 2011
Premiati tre progetti portoghesi

ArchDaily ha assegnato il Premio Edificio dell’Anno 2011. Tre i progetti portoghesi premiati: la Capela Árvore da Vida (Braga / Cerejeira Fontes Arquitetos) nella categoria "Religious Architecture"; la MIMA House (Viana do Castelo / MIMA Architects) nella categoria "Houses"; e la sede della Associação Fraunhofer (Oporto / Pedro Silva Architects) nella categoria "Interiors".
Erano 10 gli edifici portoghesi compresi fra i 70 finalisti del prestigioso premio che contempla 14 categorie. I vincitori sono stati scelti attraverso una votazione online, alla quale hanno partecipato oltre 65.000 votanti. Un ennesimo riconoscimento mondiale all’Architettura moderna portoghese, che si conferma una delle aree di eccellenza del paese.
La Capela Árvore da Vida, ubicata all’interno del Seminário Conciliar de Braga, è stata realizzata utilizzando 20 tonnellate di legno.
La MIMA House, ispirata alla tradizione giapponese, è un’abitazione di 36 metri quadrati con griglie che permettono l’installazione di pareti quando necessario.
La sede della Associação Fraunhofer di Oporto è stata premiata per le decorazioni interne.

Capela Árvore da Vida / Cerejeira Fontes Arquitectos / © Nelson Garrido

Capela Árvore da Vida / Cerejeira Fontes Arquitectos / © Nelson Garrido

Capela Árvore da Vida / Cerejeira Fontes Arquitectos / © Nelson Garrido

Capela Árvore da Vida / Cerejeira Fontes Arquitectos / © Nelson Garrido


MIMA House / MIMA Architects / © Jose Campos

MIMA House / MIMA Architects / © Jose Campos


Fraunhofer Headquarters / Pedra Silva Architects / © João Morgado

giovedì 1 marzo 2012

lunedì 27 febbraio 2012

Lisboa dos Italianos: Arte e História (Sécs. XIV-XVIII)
A PRESENÇA ITALIANA NA ICONOGRAFIA DA CIDADE DE LISBOA


Conferência pela Doutora Nunziatella Alessandrini (CHAM, FCSH-UNL|UAç) e pelo Prof. Doutor Pedro Flor (UAb/IHA/FCSH-UNL), no âmbito do 2º Ciclo de Conferências: Relações Luso-italianas na época medieval e moderna.
Quarta-feira, 7 de Março de 2012 às 19h00
Instituto Italiano de Cultura, Rua do Salitre, 146 – 1250-204 Lisboa


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giovedì 16 febbraio 2012

"The City of the Dead" del regista portoghese Sergio Trefaut torna al Cairo

La presentazione all'Istituto Italiano di Cultura

Sergio Trefaut
(ANSAmed) - IL CAIRO, 14 FEB - Nella città dei morti al Cairo le tombe servono ai bambini per riconcorrersi, alle donne di casa per stenderci i panni, agli attori di un piccolo teatro ambulante per allestire il loro spettacolo di burattini. È quanto racconta il documentario del regista portoghese Sergio Trefaut, dedicato al più grande cimitero del mondo, dove le tombe sono case per un milione di persone.
Girato fra il 2004 e il 2009 e presentato per la prima volta al Cairo all'Istituto Italiano di Cultura nell'ambito del progetto co-finanziato dall'Ue di cinema Rising star, per giovani registi egiziani, il film fa entrare per la prima volta le telecamere nell'immensa necropoli, tuttora utilizzata come cimitero, per raccontare la vita degli abitanti. “Sono molto emozionato - ha raccontato il regista davanti ad una affollata platea – perché è la prima volta che questo film viene proiettato al Cairo e quindi sono molto interessato a conoscere che reazione provocherà qui''. Trefaut ha raccontato di non avere mai ottenuto l'autorizzazione a girare dalle autorità all'epoca dell'ex rais Hosni Mubarak e di avere deciso di dedicare un film alla città dei morti quando un amico gli ha raccontato di questo immenso cimitero nel quale migliaia di persone vivono, si sposano, vanno a scuola e organizzarono il più grande mercato in Egitto.
''Generalmente i cimiteri, ma anche gli ospedali, nella cultura occidentale sono sempre tenuti separati e lontani dai luoghi dei vivi e quindi volevo vedere come fosse possibile che la gente vivesse nel luogo dei morti, dove fosse il confine'', ha raccontato il regista.
Lo stesso stupore lo hanno manifestato gli spettatori egiziani, che, pur sapendo della città dei morti, non ne avevano mai sentito parlare gli abitanti. Come la madre di famiglia che seduta su una tomba racconta alla troupe dei suoi figli, tutti nati nella città dei morti. ''Per me questa è casa'', dice. (ANSAmed)

A seguire il documentario di Trefaut (la visualizzazione potrebbe richiedere qualche istante di attesa).

martedì 14 febbraio 2012

Città della Pieve - Nao Sou Nada
Recital letterario musicale su testi tratti da Fernando Pessoa

Post bilingue: italiano-português

Progetto
Poesia-Livro do dessassossego in musica
Omaggio allo scrittore portoghese Fernando Pessoa

Teatro Comunale Città della Pieve
sabato 18 febbraio, ore 21.00

Nao sou nada...
Ciclo di canzoni

Isabel Barbosa
“I testi di Fernando Pessoa sono come carte da gioco: ogni curatore può mescolarli come crede”. Così ha scritto Leyla Perrone-Moisés a proposito dei frammenti conosciuti con il titolo di Livro do desassossego.
Riccardo Riccardi ha percorso con entusiasmo la produzione di Pessoa inventando un proprio itinerario poetico su cui ha costruito la parte musicale privilegiando la valenza emotiva dei testi e la sonorità della parola. Le diverse personalità di Fernando Pessoa e i tanti caratteri da lui creati vengono resi fedelmente dai molteplici registri della voce di Isabel Barbosa, la cantante brasiliana per la quale è scritto il lavoro.

Lo spettacolo sarà ripetuto in Portogallo e Brasile rispettivamente nel 2012 e 2013


 
Projeto
Poesia-Livro do dessassossego em musica
Homenagem ao escritor portugues Fernando Pessoa

Teatro Comunale Citta della Pieve-Italia
sabado 18 fevereiro, as 21hs

Nao sou nada...
Ciclo de cancoes

Isabel Barbosa e Riccardo Riccardi
A Poesia de Fernando Pessoa è como cartas de jogo! Cada um pode mescolar com melhor entender…. Assim escreveu Leyla Perrone Moises em relacao aos fragmentos inseridos no Livro dos desassossegos.
O compositor italiano Riccardo Riccardi, com entusiasmo, percorreu a obra de Pessoa encontrando um suo itinerario e compondo a parte musical.
Um percurso poetico-musical que intensifica com grande forca emocional as palavras, seus significados e sons.
A personalidade de Fernando Pessoa e os variados caracteres que ele mesmo criou, vem fielmente ilustrado em voz lirica, atraves da interpretacao dessa soprano brasileira Isabel Barbosa, para quem foi composto esse Ciclo de cancoes.

Essa Performance sera exibida em 2012/2013 em Portugal e Brasil, respectivamente.


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Isabel Barbosa,soprano
Riccardo Riccardi,pianista

venerdì 10 febbraio 2012

Guimarães, Capitale europea della Cultura 2012

Il Consiglio dell'Unione Europea ha indicato le città di Guimarães, in Portogallo, e Maribor, in Slovenia, come capitali europee della cultura nel 2012. Andiamo insieme alla scoperta dell’affascinante città portoghese.
 

Guimarães, la culla del Portogallo

Alla scoperta della località del nord del Paese iberico, quest'anno Capitale europea della Cultura. Castelli e palazzi ricordano la nascita di una nazione.

Veduta della città
Atmosfere antiche e dinamismo moderno circolano tra le strade di Guimarães, dove tutto è pronto per vivere un anno di musica, cinema, arte, libri, teatro, danza. Seicento eventi e duecento laboratori animeranno fino a dicembre la città lusitana eletta capitale europea della cultura 2012 (il programma).
Guimarães, già Patrimonio Mondiale Unesco dal 2001, affonda le sue radici nella costruzione dell'identità nazionale portoghese. Tra le sue torri merlate, le stradine lastricate in pietra e sormontate da archetti, i chiostri ed i palazzi signorili si sono sviluppate le vite di personaggi di primo piano per la vita del Paese. Dalla chiesa della Colegiada de Guimarães, che si trova in Largo de Nossa Senhora da Oliveira, partì, diretto a Roma, Pedro Hispano destinato a diventare l'unico papa portoghese della storia, con il nome di Giovanni XXI. E pare che tra le mura del castello medievale nacque Alfonso Henriques, destinato a diventare il primo re del Portogallo. Vinse gli eserciti di sua madre, nel 1128, e fu acclamato erede del Condado Portucalense dai guerrieri del Minho.
Dall'atmosfera medievale di Largo de São Tiago all'ariosità dell'illuminismo settecentesco di Largo do Toural, si snoda, nella particolare morfologia del tessuto urbano medievale, una storia garbatamente custodita e preservata, tra piazze di grande valore formale e qualità ambientale. Il quartiere storico, nonostante abbia subìto un'evoluzione tutta sua, ha saputo mantenere una grande unità formale complessiva tant'è che il Comune (che gestisce la realizzazione dei maggiori interventi negli spazi culturali) lo definisce "l'investimento più riproduttivo e duraturo della città".

Un evento al Palazzo dei Duchi di Braganza
Oggi Guimarães conta più di 160mila abitanti, la metà dei quali ha meno di 30 anni e vive una forte componente tecnologica (che ha il suo cuore nell'università di Minho, centro di innovazione per l'intera regione) spinta ancor di più dall'elezione a capitale europea della cultura. Un'opportunità che la città sta cogliendo in pieno per raggiungere tre grandi obiettivi: "lo sviluppo del capitale umano", "lo sviluppo di un'economia creativa" e "la generazione di una nuova geografia dei sensi". In un contesto di work in progress, articolato sui concetti di "Città", "Cittadinanza e Partecipazione" e "Dimensione europea", si snodano le opere di ristrutturazione di grandi ed importanti edifici come l'Arts and Creativity Platform, il Design Institute, il CampUrbis - Advanced Research Centre e il Landscape Lab. Man mano che si concludono i lavori si aprono nuovi spazi culturali. Ne è un esempio la vecchia fabbrica che attualmente ospita il Centre for the Subjects of Art and Architecture: appena rinnovata, sta già ospitando esibizioni e residenze artistiche.

Largo da Oliveira
Per visitare il cuore storico della città, Largo da Oliveira può essere una buona base di partenza. Sul lato nord della piazza trovate il palazzo medievale del vecchio Municipio, sormontato da una scultura di pietra, che, secondo la tradizione, rappresenta Guimarães. Sul lato orientale, in stile gotico risalente al regno di Afonso IV, la commemorazione della battaglia di Salado, mentre dietro alla chiesa di Nossa Senhora de Oliveira (che ospita nel chiostro il Museo Alberto Sampaio) si innalza il primo monumento gotico eretto nel Minho (per sciogliere un voto per la vittoria nella battaglia di Aljubarrota, del 1385, contro le truppe di Castiglia).

Rua da Santa Maria
Da São Tiago, uno dei luoghi più antichi della città - dove potrete vedere le case del XVI e XVII secolo a tre piani, con il legno delle balconate intagliato dagli antichi falegnami - prendete Rua de Santa Maria: è una delle prime vie tracciate a Guimarães (citata già in documenti del XII secolo). In questa stretta strada, in epoca medievale, risiedevano l'alto clero, la nobiltà e i ricchi mercanti. Da vedere il Convento de Santa Clara (XVII sec.), Casa do Arco, Casa dos Peixotos, Casa Gótica dos Valadares e la signorile costruzione di Casa dos Carneiros. Per scoprire la città ottocentesca andate a Largo Martins Sarmento, dove troverete l'antico Convento do Carmo, una delle opere barocche più espressive di Guimarães. E poi ancora, tra i larghi do Toural, di João Franco e da Condessa de Juncal, il Castelo dos Almadas (Rua Dr. Avelino Franco), la Capela do Anjo da Guarda, il Palácio dos Lobo Machado, tipica abitazione nobile del XVIII secolo e Casa dos Coutos, proprio di fronte (in Rua D. Maria II).

Il castello
Il Castello si trova sul Monte Largo, "alpis latitus" nel latino dei documenti dell'epoca. Fatto costruire nell'anno 968 da una contessa galiziana, Mumadona, era rifugio per la popolazione durante gli assalti delle orde vichinghe dal Nord Europa e dei musulmani provenienti dai territori occupati del sud. Fino alla fine del XIV secolo fu scenario di eroici combattimenti per la difesa del giovane regno del Portogallo, la cui indipendenza era resa fragile dalle questioni dinastiche che lo opponevano alla Castiglia. Restaurato nella prima metà del XX secolo, oggi il castello ripropone leggendarie atmosfere nella sua grandiosità e bellezza. Si può visitare dal martedì alla domenica (dalle 9.30 alle 12 e dalle 14 alle 17). 

Palazzo dei Duchi di Braganza
Da vedere anche il palazzo dei Duchi di Braganza, ispirato alle abitazioni signorili francesi, risalente ai primi anni del Quattrocento e poi diventato, nel 1807, una caserma militare. La ristrutturazione, iniziata nel '39, si concluse nell'831 esimo anniversario della battaglia di S. Mamede, il il 24 giugno del 1959. Oggi ospita un museo di arte contemporanea (dove si trovano i dipinti del pittore José de Guimarães, creatore del simbolo del turismo portoghese), aperto dal martedi alla domenica dalle 10 alle 18.
Se amate le ottiche dall'alto prendete la funivia che porta sul monte della Penha: vi si aprirà uno dei più dei panorami del Portogallo, terra di dolci contrasti e forti emozioni, tra i sapori della cucina locale e l'aroma del celebre Porto.

Anna Maria De Luca

Castello

La statua dedicata a Don Alfonso Enriques (Alfonso I)

Largo da Oliveira

L'Igreja do Carmo

Processione


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