Una singolare ricerca storica ricostruisce l'antico legame che unisce Stalettì, in Calabria, con la capitale del Portogallo.
Domenico Condito
Il Museu de São Roque di Lisbona conserva, all’interno di un prezioso reliquario, il cranio di San Gregorio Taumaturgo, Padre della Chiesa del III secolo. La reliquia fu venerata a Stalettì, in Calabria, fino alla seconda metà del XVI secolo, all’interno dell’antica chiesa bizantina che custodisce a tutt’oggi i resti mortali del Santo. Nel 1587, la reliquia fu donata alla Igreja de São Roque di Lisbona da Don Juan de Borja, figlio di San Francisco de Borja e ambasciatore di Filippo II a Praga, con tutta la sua ricca collezione di reliquie e reliquari. Il nobile valenciano, autore delle Empresas Morales, capolavoro della letteratura spagnola del Siglo de Oro, fu infatti uno dei massimi collezionisti di reliquie del suo tempo. Don Juan era entrato in possesso del cranio del Taumaturgo grazie al legame di parentela con il Principe di Squillace, Don Pietro Borgia, nel cui principato ricadeva appunto Stalettì. La reliquia era considerata la più importante dell’intera collezione e fu accolta trionfalmente nella Igreja de São Roque il 25 gennaio 1588, alla presenza del viceré del Portogallo, il principe cardinale Alberto. L'arrivo della reliquia a Lisbona favorì la diffusione del culto di San Gregorio Taumaturgo, che divenne uno dei santi maggiormente venerati nella città negli ultimi anni del regno di Filippo II.

Comunque la si pensi sul culto dei santi e delle reliquie, o sull’autenticità delle stesse, si tratta della "riscoperta" e dell’approfondimento di un’importante pagina di storia, che stabilisce una relazione significativa fra Stalettì e la città di Lisbona.
I protagonisti di questa vicenda furono personaggi di primissimo piano nell’Europa del XVI secolo:
- il Re di Spagna Filippo II, il principale collezionista di reliquie del suo tempo, nonché amico e sostenitore di don Juan de Borja;
- sua sorella, l’imperatrice Maria, moglie dell’imperatore Massimiliano II d’Asburgo e madre di Rodolfo II (l’imperatore della Praga “magica” immortalato nei celebri ritratti di Arcimboldo); fu lei a firmare il documento di autentica della reliquia del Taumaturgo, sul quale è impresso il sigillo imperiale e la firma autografa della sovrana;
- il sopracitato Don Juan de Borja, che donò la reliquia alla città di Lisbona;- il Re di Spagna Filippo II, il principale collezionista di reliquie del suo tempo, nonché amico e sostenitore di don Juan de Borja;
- sua sorella, l’imperatrice Maria, moglie dell’imperatore Massimiliano II d’Asburgo e madre di Rodolfo II (l’imperatore della Praga “magica” immortalato nei celebri ritratti di Arcimboldo); fu lei a firmare il documento di autentica della reliquia del Taumaturgo, sul quale è impresso il sigillo imperiale e la firma autografa della sovrana;
- Dona Francisca de Aragão, moglie di Don Juan de Borja. Donna estremamente raffinata e colta, secondo qualche autore avrebbe ispirato e finanziato la pubblicazione de I Lusiadi (Os Lusíadas in portoghese) di Luís Vaz de Camões, la più importante opera della letteratura portoghese (sui rapporti fra la nobildonna e il poeta ha scritto anche Josè Saramago, premio Nobel per la letteratura nel 1998, che ha dedicato alle vicende del poema una celebre pièce teatrale). Dona Francisca alimentò e condivise con il marito e l’imperatrice Maria la ricchissima collezione di reliquie, che comprendeva anche quella di San Gregorio Taumaturgo, ritenuta da loro la più importante.
Il trasferimento della admirável reliquia di San Gregorio Taumaturgo da Stalettì a Lisbona avvenne in un contesto storico di grande rilievo, e assunse una particolare importanza anche in relazione all’allestimento dell’Invincibile Armata, che si andava completando sulle rive del Tago proprio al tempo in cui la reliquia di Stalettì giunse a Lisbona. Fu in questo contesto, infatti, che maturò l’idea di organizzare in forma solenne e sontuosa la donazione delle reliquie del Borja alla città di Lisbona, la più grande donazione di reliquie mai realizzata in Portogallo. Doveva essere un festa grandiosa, capace di sollevare il morale della città, di galvanizzare e motivare le truppe e, soprattutto, di sostenere, con un’operazione di propaganda senza precedenti, l’idea dell’intervento armato in Inghilterra, giudicata nei sermoni del tempo terra di eretici e di profanatori di reliquie: l’esercito di Santi, le cui reliquie, a centinaia, sarebbero state condotte trionfalmente in processione alla Igreja de São Roque, doveva prefigurare l’altro esercito, fatto di uomini, che di li a poco si sarebbe mosso alla conquista dell’Inghilterra, garantendo ad essi protezione e vittoria (in realtà, la spedizione ebbe un esito disastroso). Un corteo di carri riccamente addobbati, sui quali vennero collocate le reliquie e i reliquari, attraversò così la città di Lisbona dalla Cattedrale (Sé) fino alla Igreja de São Roque. L'ultimo di questi, il più ricco e sontuoso, trasportava la reliquia di San Gregorio Taumaturgo, ritenuta dagli organizzatori dell'evento la più importante dell'intera collezione.

Si spera di poter realizzare l’iniziativa nei prossimi anni.
conservato nel Museu de São Roque di Lisbona
Il reportage della RTP
Il reportage della RTP

introduce l'intervista di Domenico Condito nel servizio della RTP .

durante la preparazione del serivzio televisivo all'interno del
Museu de São Roque.
con la poetessa portoghese Isabel Branco,
appassionata sostenitrice dello scambio culturale
fra Stalettì e Lisbona.
fra Stalettì e Lisbona.
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2 commenti:
Já conhecia o video, mas agora pude apreciar toda a documentação. Excelente trabalho o seu1
bjs
Amiga Ana
Muito obrigado por estar acompanhando meu trabalho há tanto tempo, e obrigado pelos elogios! Ouvi-los sempre é uma motivação!
Um grande abraço
Domenico
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