domenica 27 maggio 2012

Racconti di naufragio – 1
Historia tragico-maritima: la rivincita della letteratura

Come il contro canto di un’epopea diventa cifra dell’eroismo di un popolo

“E il naufragar m'è dolce in questo mare”. Con ogni probabilità, Giacomo Leopardi non conobbe che l’opera maggiore della letteratura portoghese. I Lusiadi di Luis Vaz de Camões sono presi e ripresi nello Zibaldone. Ne ‘La sera del dì di festa’ tornano versi del primo canto. Tuttavia, a echeggiare nell’ultimo verso dell’Infinito è un’altra opera, non meno suggestiva. La Historia tragico-maritima di Bernardo Gomes de Brito, è data per la prima volta alle stampe nel 1534. Inizia un genere letterario: il racconto di naufragio. L’eco di quelle pagine risuona nel Lord Jim di Conrad, come in Jonathan Swift, Jules Verne o in Manuel Garcia Marquez. Se oggi il naufragio è topos letterario, l’elemento di novità all’epoca non fu trascurabile. In Portogallo, l’epopea delle scoperte e l’apertura della Carriera das Indias aveva fin lì generato pagine di gloria. Era venuto il tempo di un contro canto. La rappresentazione di un disastro, autentico terrore di ogni marinaio, si prestò all’operazione messa in atto da un autore, la cui celebrità non fu mai tale da colmare, come per Camões, le lacune biografiche con aneddoti leggendari. In fondo, chi mostra l’opposto volto della luna splendente, non può chiedere troppe celebrazioni. Le cronache dei naufragi del galeone São João, della Conceição e della São Paulo sull’isola di Sumatra, della São Tomé, indecorosamente incagliata nella esotica Terra dei Fumi, o del São Francisco, salpato per il vicereame di Goa con una flotta meno sfortunata e disperso lungo il tragitto, smentiscono in parte le abilità marinare dei portoghesi. Di conseguenza, una certa curiosità dovevano destare le regioni per cui l’opera non venne mai osteggiata da un’Inquisizione all’apice della potenza, o di altre autorità sorveglianti sulla opportunità di pubblicare testi, almeno in apparenza tanto scarsamente celebrativi.

Fu Antonio Tabucchi ad appagarla per primo. Il saggio che conclude l’unica edizione italiana, Einaudi 1992, elenca e riassume le numerose licenze che accompagnano le altrettanto numerose ristampe della Historia. La più significativa sembra essere quella firmata nel 1734 da Francisco Xavier de Santa Teresa, accademico reale e chierico dell’ordine di San Francesco. Della raccolta dei cinque clamorosi naufragi, costui diede “due interpretazioni destinate a diventare costanti della cultura portoghese”. Così Tabucchi spiega il valore storico dei naufragi, nel contesto di una letteratura nazionale poggiata sui flutti e sulle onde: “Nella celebrazione di un eroismo senza ricompensa materiale (i tesori lasciati ‘no coração do Océano’), di un eroismo, dunque, per così dire gratuito, che vale in sé e per sé e non per ciò che conquista, egli [il censore, ndr] inizia l’interpretazione metastorica e misticheggiante che nel Novecento troverà il suo divulgatore nel Saudosismo e il suo geniale cantore nel Ferdinando Pessoa di Mensagem. Nella rivendicazione della superiorità di quell’Oceano […] definisce, forse inconsapevolmente, la fisionomia della storia del Portogallo, perlomeno dal Cinquecento ai giorni nostri: una storia che si è fatta sull’oceano e oltre l’oceano, voltando le spalle all’Europa, proiettata verso le civiltà extra-europee, in continua tensione e confronto con esse”. Lo stesso meccanismo sarà destinato a sottendere ogni naufragio che la letteratura europea sarà fatta carico di narrare. Per quanto sconfitto, c’è qualcosa di eroico nel semplice marinaio, o nel capitano, o nel poeta, a cui sia riservato in sorte di naufragare. È il fascino della sfida che l’uomo rinnova con gli elementi, l’ebbrezza di una rivalsa di questi su quello. Che si chiami divina punizione o umano errore, ha importanza secondaria. È il primato della fantasia che conta su ogni realtà. È la temerarietà dell’impresa, anche solo concepita, a soverchiare ogni considerazione sul risultato ottenuto. Singolare ed unico sarà quindi chi tenta di praticarla. Sia un paese europeo ed insieme extra-europeo come il Portogallo, o quel bizzarro eroe, sconfitto dai mulini a vento.

© Carlo Colombo

Bibliografia
Bernardo Gomes de Brito, Storia tragico-marittima, Einaudi, 1992

Histórias Breves e Admiráveis
de Soror Maria do Céu

Literatura Feminina do Barroco Português | Antologia
Editado por Anabela Galhardo Couto

Os textos que integram a presente antologia «Metáforas das Flores» e « Apólogos de algumas Pedras Preciosas » são um conjunto de curiosíssimas narrativas breves de Soror Maria do Céu, publicadas pela primeira vez em 1735. Rosas, tulipas, jasmins, rubis, pérolas, safiras são alguns dos protagonistas destas delicadas histórias que oferecem ao leitor saborosas e tocantes meditações sobre a arte de bem viver. Estes textos singulares espelham o essencial da linha criadora da Autora e resumem o encantamento do seu universo criativo: escrita figural suspensa de um imaginário onde o reino vegetal e mineral constituem uma espécie de alfabeto precioso e perfumado com o qual se escreve o sentido da vida.

Anabela Galhardo Couto


SOROR MARIA DO CÉU foi uma das vozes literárias mais singulares e inspiradas do panorama das letras portuguesas do período barroco. Nasceu em 1658 no seio da família ilustre dos Távora e em Lisboa ingressou no Mosteiro da Esperança, onde permaneceu até à data da sua morte em 1753. Ali no espaço confinado da cela se entregou à liberdade e à fantasia da criação. Muito aclamada e conceituada na época, com obra publicada em Espanha, os seus escritos conquistaram um público fiel e entusiasta de leitores. A sua vastíssima produção vai do teatro ao romance, da poesia à biografia. Num estilo fulgurante mas contido, as suas criações emprestaram uma tonalidade original à estética barroca, jogando com um universo alegórico permeado de delicadas princesas, belos pastores, aves e rios misteriosos que passam mensagens de inquietação metafísica.

ANABELA GALHARDO COUTO é licenciada em Filosofia e doutorada em Literatura Portuguesa. Professora Associada no IADE, é também Professora convidada na Universidade Aberta de Lisboa e na Università degli Studi della Tuscia, onde atualmente é titular de Letteratura e Cultura dei Paesi di Lingua Portoghese – Cátedra Pedro Hispano. Investigadora em vários centros de investigação dentro e fora de Portugal, tem publicado estudos nos domínios da literatura e da cultura do período barroco e dos estudos de género. Contam-se entre os últimos títulos publicados: Uma Arte de amar: Ensaio para uma cartografia amorosa, Lisboa 2006; Gli Abiti Neri: Letteratura Femminile del Barocco Portoghese, Roma 2007; Mulheres que Escrevem, Mulheres que Lêem: Repensar a Literatura pelo Género, Lisboa 2008; Variações sobre Sexo e Género, Lisboa 2009; Teaching Subjectivity:Travelling Selves for Feminist Pedagogy, Utrecht 2010.

mercoledì 16 maggio 2012

Sonhos e Imaginação - Racconti con Figure

Omaggio ad António Tabucchi a Firenze
Stampe di MATRIZ, una cooperativa di stampe d'arte del Portogallo
Acácio de Carvalho, Céu Costa, Mami Higuchi, Júlia Pintão & Ricardo Da Silva

21 maggio – 10 giugno 2012
Inaugurazione: lunedì 21 maggio alle ore 18:30

Gli artisti mettono in mostra i loro rispettivi lavori presso il Palazzo Jules Maidoff for the Visual Arts della SACI. Sono come un gruppo di amici in visita ad una vecchia conoscenza ispiratrice, che ha giocato un ruolo molto importante nelle loro vite. Jules Maidoff è un Membro Onorario del Matriz sin dal 2006. Sia Jules Maidoff che Mary Beckinsale hanno regalato, sin dal primo momento, un'enorme spontaneità alle nostre attività.
La mostra Sonhos e Imaginação / Racconti con Figure presenta una collezione di lavori che sono il risultato di progetti individuali di un gruppo di artisti capaci di rispettare e sostenere le proprie differenze, uniti come sono dallo stesso amore per la stampa d'arte. Il titolo italiano, Racconti con Figure, non è una traduzione del titolo portoghese, ma è simile per significato, un modo quasi ambiguo di rendere omaggio al toscano d'origine António Tabucchi. Un'amante dell'eredità di Pessoa, Tabucchi è divenuto una figura rispettata sia come insegnante che come studioso del grande poeta portoghese. Come scrittore, i suoi romanzi e le sue poesie hanno deliziato i lettori grazie alla loro delicatezza ed al loro modo speciale di lasciare qualcosa d'inspiegato, così come la sua malinconia e l'atmosfera oscura con cui parla della vita e delle emozioni.
L'amore di Tabucchi per le arti visive è trasmesso in modo esplicito nel suo libro Racconti con Figure:
"Spesso la pittura ha mosso la mia penna. Se in un lontano pomeriggio del 1970 non fossi entrato al Prado e non fossi rimasto prigioniero davanti a Las Meninas di Velazquez, incapace di uscire dalla sala fino alla chiusura del museo, non avrei mai scritto II gioco del rovescio".

La Galleria MAIDOFF è aperta dal lunedì al venerdì ore 9-19, ingresso gratuito.

Jules Maidoff Gallery - SACI
Via Sant'Egidio, 14
Firenze
www.saci-florence.edu
gallery@saci-florence.edu

mercoledì 2 maggio 2012

Um Percurso de Italianização: Os Desenhos dos Galli Bibiena em Lisboa em meados do século XVIII

Conferência pela Doutora Alexandra Gago da Câmara (UAb), no âmbito do 2º Ciclo de Conferências: Relações Luso-italianas na época medieval e moderna
Lisboa dos Italianos: Arte e História (Sécs. XIV-XVIII)

8 de Maio de 2012 | 18.00 | FCSH - Edifício I&D 
(Sala Multiusos 2, piso 4)
Entrada Livre


Informações | e-mail

Organização
Centro de História de Além-Mar, FCSH-UNL|UAç
Instituto de História de Arte, FCSH-UNL
Università della Tuscia-Viterbo
Università Roma Tre

CHAM - Centro de História de Além-Mar
Av. de Berna, 26-C 1069-061 Lisboa Portugal
Tel: (+ 351) 21 797 21 51 Fax: (+ 351) 21 790 83 08

mercoledì 25 aprile 2012

25 de Abril sempre! Fascismo nunca mais!

O 25 Abril também é italiano


Em Itália, o dia 25 de Abril também é feriado nacional. O fim do fascismo italiano coincide com a data da queda do Estado Novo.
A data 25 de Abril marcou a história da Europa. Apesar de “25 Aprile” e "25 de Abril" não serem o mesmo, ambos estão irremediavelmente ligados ao fim do fascismo.
O “25 Aprile” deu-se em Itália em 1945. Os "partigiani" (guerrilheiros anti-fascistas) e as forças aliadas protagonizaram a libertação da ocupação das tropas nazis, pondo fim à ameaça do fascismo ressurgir no seu panorama político.
Maria Pia Mottini é cidadã italiana residente em Portugal e professora de italiano no Conservatório de Música do Porto. Segundo a professora, “muita gente sofreu no final da guerra, muita gente moreu”. “Esta última fase levou muita gente para os campos de concentração, trouxe muita fome, destruição, doenças... Faltava tudo! A Itália de 44 e 45 era uma Itália completamente destruída”, concluiu.
O fascismo estava comprometido desde o desembarque dos aliados na Sícilia no Verão de 1943. A 25 de Julho do mesmo ano, o órgão máximo do fascismo decide derrubar e prender o "Duce", devido aos seus fracassos militares. Em 1944, o rei Vitor Emanuel rende-se aos Aliados e declara guerra à Alemanha nazi, que apoiara anteriormente. Entretanto, Hitler ajuda Mussolini a fugir. O italiano constitui a República Social Italiana a norte do país. Iniciou-se, assim, um período bastante negro, onde ao movimento de resistência contra os alemães se juntou a guerra civil entre os "partigiani" e os combatentes da República Social.
Pia Mottini, quando era mais nova, morava numa pequena aldeia a norte de Itália. Lembra-se de ver as “pessoas a chorar”, quando se tocava o tema da resistência ao fascismo. Na sua aldeia “houve também mais do que uma família que ficou sem familiares, na guerra na Rússia. Muitos ficavam adormecidos pelo caminho, sem forças para avançarem”.
O 25 de Abril italiano foi o fim tão desejado e esperado de uma história estremamente dramática. As pessoas sentiam-se finalmente livres e com vontade de recomeçar, o que levou ao "boom económico", continua a professora, contando a história que lhe foi transmitida um dia pelos seus pais e avós.
“Os nossos familiares tentavam, sobretudo, chamar-nos a atenção para que não se voltassem a cometer os mesmos erros do passado e se defender sempre a liberdade”, lembra Pia Mottini, que não consegue compreender o ressurgir de movimentos de extrema-direita, em especial ligados ao fenómeno do futebol.
Com os tempos, o "25 Aprile" tem caído no esquecimento. “Já não é tão falado e vivido”, de acordo com a cidadã italiana. “Há sempre uma vertente política (a esquerda), programas de televisão, actividades que recordam o que se passou durante a Guerra”, mas “já não se fazem aqueles desfiles” como antigamente. “Os italianos mantêm o espírito de protesto, desde os tempos do Império Romano, mas não o revolucionário”, comenta Pia Mottini.

Milene Marques

25 de Abril 1945-2008… 2011… sempre!

lunedì 23 aprile 2012

Lisbona – Igreja de São Roque
INAUGURATO IL RESTAURO DELLA CAPELA DE SÃO JOÃO BAPTISTA

L’opera straordinaria, commissionata dal Re D. João V, fu realizzata interamente a Roma, su progetto degli architetti italiani Luigi Vanvitelli e Nicola Salvi, e poi trasportata a Lisbona su tre navi.


Lo scorso 19 aprile, è stato presentato a Lisbona il restauro della Capela de São João Baptista, un capolavoro assoluto dell’arte sacra di tutti i tempi. La cappella si trova all’interno della Igreja de São Roque, fondata nel XVI secolo, che fu la prima e la più importante chiesa dei Gesuiti in Portogallo. L’opera, commissionata dal Re del Portogallo D. João V agli architetti italiani Luigi Vanvitelli e Nicola Salvi, fu realizzata interamente a Roma fra il 1742 e il 1747. Vi lavorarono 130 artisti, seguendo un rigoroso progetto architettonico ed estetico, che prevedeva fra l’altro la realizzazione di preziosi oggetti di culto, paramenti sacri ed elementi ornamentali. La corte portoghese seguì da vicino la realizzazione dell’opera, inviando a Roma João Frederico Ludovice, orafo e architetto di origine tedesca. A lavori ultimati, la Capela fu consacrata dal papa Benedetto XIV, prima d’essere smontata e trasportata a Lisbona con l’ausilio di ben tre navi. Rimontata nella Igreja de São Roque, fu inaugurata nel 1752, regnante D. José I.
La Capela de São João Baptista si distingue per la ricchezza dei materiali di rivestimento e la straordinaria qualità dei mosaici. Quello centrale rappresenta il Battesimo di Cristo da parte di San Giovanni Battista. Lo scrittore portoghese Fernando Pessoa la definì “un’opera d’arte suprema”, “notevole non solo per il suo valore materiale e artistico, ma anche perché non esiste forse in nessun luogo un’opera del genere, con la quale poterla comparare”. Il Tesoro della Capela de São João Baptista è esposto permanentemente nel Museu de São Roque annesso alla chiesa. Si tratta d’una collezione d'arte sacra, oreficieria e paramenti liturgici unica al mondo, fatta oggetto di pregevoli studi scientifici di rilevanza internazionale.
Il restauro della Capela, avviato nel mese di novembre del 2011, è stato portato a termine a marzo di quest’anno. Quello degli elementi in pietra e metallo è stato affidato a una équipe tecnica coordinata da Belmira Maduro, mentre il trattamento della base dell’altare, coordinato da Margarida Cavaco, è stato eseguito dall’Instituto dos Museus e da Conservação, attraverso il Departamento de Conservação e Restauro, con la collaborazione scientifica del Laboratório José Figueiredo. Significativo il contributo di specialisti italiani. Il restauro dei mosaici della Capela è stato realizzato da Enrico Montanelli (Conservazione e Restauro di Beni Culturali ed Opere d’Arte) con il coordinamento di Carlo Stefano Salerno dell’Instituto Centrale per il Restauro di Roma, la collaborazione del Departamento de Conservação e Restauro da Faculdade de Ciências e Tecnologia dell’Universidade Nova de Lisboa, e la direzione scientifica di Solange Muralha dell’Unidade da Investigação VICARTE (Vidro e Cerâmica para as Artes).
Un intenso programma di visite guidate, mostre e conferenze si protrarrà fino al 26 maggio 2012 per celebrare e promuovere l’evento. Alcune delle conferenze saranno svolte in lingua italiana con traduzione simultanea (vedi programma).

Domenico Condito


Il Battesimo di Cristo – Mosaico della Capela de São João Baptista
(Foto di Laura Za ©)


Capela de São João Baptista
(Foto di Laura Za ©)


Alcuni elementi del Tesoro della Capela de São João Baptista
esposti nel Museu de São Roque
 (Foto di Laura Za ©)

sabato 21 aprile 2012

Lisboa - Livros Italianos na grande livraria dos duques de Bragança na primeira metade do século XVI: geografia, cultura e poder

Conferência pela Doutora Ana Isabel Buescu (FCSH/UNL), no âmbito do 2º Ciclo de Conferências: Relações Luso-italianas na época medieval e moderna
Lisboa dos Italianos: Arte e História (Sécs. XIV-XVIII)

24 de Abril de 2012 | 17.30 | Sociedade de Geografia de Lisboa
Rua das Portas de Santo Antão, 1000-1150 Lisboa
Entrada Livre


Informações | e-mail

Organização
Centro de História de Além-Mar, FCSH-UNL|UAç
Instituto de História de Arte, FCSH-UNL
Università della Tuscia-Viterbo
Università Roma Tre

CHAM - Centro de História de Além-Mar
Av. de Berna, 26-C 1069-061 Lisboa Portugal
Tel: (+ 351) 21 797 21 51 Fax: (+ 351) 21 790 83 08

OLHARES SOBRE O FADO

Concorso Fotografico sul Fado


L’Associazione culturale italo-portoghese Tu-Cá-Tu-Lá con il patrocinio di SevenMuses MusicBooks e la partecipazione dell’Associazione culturale Qubì e dell’Arci Torino vuole celebrare il Fado, riconosciuto bene immateriale patrimonio dell’umanità dall’Unesco, con un concorso fotografico!

La sfida è quella di cogliere, non attraverso l’ascolto ma attraverso lo sguardo, tutta l’essenza del Fado: i luoghi che lo ispirano, i luoghi dove si suona e si canta, le persone che lo mettono in scena e quelle che se ne lasciano rapire. Il Fado tradizionale e le sue rivisitazioni, i suoi colori e le sue sfumature. Sguardi, espressioni, mimica, posture, vestiti, scialli, pettinature, chitarre, atmosfere, umori, testi, storie, poesie, narrazioni…
Le migliori opere verranno esposte e le foto vincitrici premiate la sera dell’8 giugno presso l’Associazione Qubì di Torino in occasione dell’inaugurazione della mostra personale sul Fado del fotografo Ivano Cetta.

A seguire, il regolamento e il modulo di partecipazione al concorso (in italiano e portoghese).



“Atenção, que se vai fotografar o Fado!”

domenica 25 marzo 2012

Addio ad Antonio Tabucchi

Lo scrittore è morto oggi nella sua amata Lisbona

“Ci ha lasciato un amico, un compagno di strada, un uomo che è stato dentro il suo tempo con passione e rabbia, un intellettuale europeo, un grande scrittore. Si è spento stamattina nella sua Lisbona, la sua seconda patria, la casa dei suoi cari, la casa dei suoi poeti più amati”. Cosi Feltrinelli dà oggi notizia sul suo sito della morte dello scrittore Antonio Tabucchi.


Chi era Antonio Tabucchi
Antonio Tabucchi (Pisa, 1943 - Lisbona, 2012) è considerato una delle voci più rappresentative della letteratura europea. Autore di romanzi, racconti, saggi, testi teatrali, curatore dell’edizione italiana dell’opera di Fernando Pessoa, i suoi libri sono tradotti in quaranta lingue (in tutti i paesi europei, Stati Uniti e America Latina e nelle lingue più lontane, come il Giapponese, Cinese (Taiwan e Repubblica Popolare Cinese), Ebraico, Arabo (Libano e Siria), Kurdo, Indi, Urdu e Farsi.
Alcuni dei suoi romanzi sono stati portati sullo schermo da registi italiani e stranieri (Roberto Faenza, Alain Corneau, Alain Tanner, Fernando Lopes) o sulla scena da rinomati registi teatrali (Giorgio Strehler e Didier Bezace fra gli altri).
Ha ricevuto numerosi premi in Italia, fra cui il Pen Club Italiano, il Premio Campiello e il Premio Viareggio-Rèpaci; e prestigiosi riconoscimenti all’estero, fra cui il Prix Médicis Etranger, il Prix Européen de la Littérature e il Prix Méditerranée in Francia; l’Aristeion in Grecia; il Nossack dell’Accademia Leibniz in Germania; l’Europäischer Staatspreis in Austria; il Premio Hidalgo e il premio per la libertà di opinione “Francisco Cerecedo” attribuito ogni anno dal Principe delle Asturie, in Spagna. È stato nominato “Chevalier des Arts et des Lettres” dalla Repubblica francese e ha ricevuto la decorazione dell’Ordine dell’Infante D. Henrique dal presidente della Repubblica portoghese.
È stato professore cattedratico (attualmente in pensione) dell’ Università di Siena ed ha insegnato in prestigiose Università straniere (Bard College di New York, Ecole de Hautes Etudes e Collège de France di Parigi). Ha collaborato e collabora con quotidiani italiani e stranieri (“Corriere della Sera”. “Unità”, “Il manifesto”, “Le Monde”, “El País”, “Diário de Notícias”, “La Jornada”, “Allegemein Zeitung”) e riviste quali “La Nouvelle Revue Française” e Lettre International”. È membro fondatore dell’”International Parliament of Writers”. Dal 2000 è stato proposto dal Pen Club italiano all’Accademia di Svezia quale candidato italiano per il Nobel di letteratura.

Qui di seguito i link ai materiali di e su Antonio Tabucchi pubblicati su www.feltrinellieditore.it :

mercoledì 21 marzo 2012

Il capitano Henrique Galvão, un eroe portoghese

Militare dell'esercito, esploratore e scrittore, è annoverato fra i principali oppositori del regime di Salazar. Con il dirottamento della Santa Maria sollevò il problema del salazarismo sul piano internazionale.

Tempo fa, sfogliavo “Mille soli”, una raccolta di eventi e protagonisti incontrati da Dominique Lapierre durante la sua carriera, e adocchiavo una piccola foto. Ritraeva Lapierre giovane e un altro ragazzo fare capolino da un salvagente su cui era scritto: “Lisboa”. Ero appena tornato dal Portogallo e la cosa mi incuriosì. Sotto c’era la foto più grande di un capitano che posava con fiera semplicità alla prua di una nave. Dalla didascalia apprendevo trattarsi della Santa Maria, ribattezzata Santa Liberdade, e che quello era il capitano Henrique Galvão. Ora, “Mille soli” prende il titolo a prestito da un proverbio indiano, che nei momenti di sconforto ricorda: “Ci sono mille soli al di là delle nuvole”. Henrique Galvão è stato in Africa, in America Latina, non è mai stato in India, ma questo proverbio lo sapeva bene. Per gli altri, abituati alle nuvole, era solo un matto e uno sconsiderato. In gioventù Galvão sostenne il governo di Salazar, prima e dopo il suo insediamento, ma era una persona indipendente. Leggeva tanti libri, ne scriveva altrettanti ed era poliglotta. Perché non facesse troppi danni fu mandato a Luanda, in Angola, dove ricoprì incarichi di una certa importanza. Essere organico al sistema, occupando posti di privilegio, non gli impedì di denunciare abusi e ipocrisie, in particolare sulle condizioni di fattiva schiavitù della popolazione locale. Benché per la legge i coloni portoghesi e i neri angolani avessero pari diritti una volta che questi ultimi avessero ottenuto la cittadinanza, per l’estrema difficoltà di ottenerla, vigeva una sorta di apartheid e i neri svolgevano i mestieri più umili a prezzi da fame. La dissidenza tra Galvão e il regime, che pure senza essere una dittatura totalitaria come il fascismo in Italia, conservava le forme della democrazia svuotate della loro sostanza, portò all’allontanamento del capitano.

In Venezuela, dove si stabilì, Galvão trovò un modo più efficace dei semplici j’accuse già dati alle stampe, di porre all’ordine del giorno sul piano internazionale il problema di quel residuo fascista che erano il salazarismo e il franchismo nella penisola iberica: dirottare una nave da crociera. Con un manipolo di portoghesi libertari e repubblicani spagnoli, diede modo ai giornali di mezzo mondo di titolare a caratteri cubitali: “I nuovi pirati”. Appena avvistata da un isola britannica, a cui la Santa Liberdade si avvicinò per calare un membro dell’equipaggio rimasto ferito durante le operazioni, Lisbona e Madrid gli mandarono subito incontro due cacciatorpediniere. Washington fece lo stesso e arrivò per primo. Galvão fu costretto ad abbandonare l’idea certo velleitaria di approdare a Luanda e fare scoppiare la rivoluzione, accettando di attraccare a Recife, dove Lapierre riuscì ad assicurarsi un’intervista in esclusiva per Paris Match grazie a uno stratagemma. Il capitolo che il giornalista avrebbe dedicato al ricordo di quell’impresa si intitola: “Don Chisciotte e venticinque pirati contro i tiranni”. Ciò che mi ha fatto riflettere in questa storia è la ricerca di un principio di giustizia che pure nella generale connivenza e omertà, finisce per spuntarla. Sì, perché se anche il capitano Galvão è stato considerato un eccentrico, un pazzo, e la sua visione non si sia certo avverata, il dirottamento della Santa Liberdade contribuì a denunciare una carenza democratica che le democrazie ignoravano per convenienza più che per ignoranza. Galvão morì quattro anni prima di assistere a quella rivoluzione che proprio partendo dall’Angola e dalla stanchezza di combattere una guerra insensata infilò garofani nei fucili dei soldati che da Santarem occuparono Lisbona, ma quella sua pazzia allora dovette suonare savia e il suo esempio premonitore.

© Carlo Colombo


Bibliografia:
Luis Miguel Solla de Andrade Peres, Henrique Galvão, 1895-1970: Aspects of an Euro-african Crusade 1895-1970, University of South Africa, marzo 2009.
Dominique Lapierre, Mille soli, Mondadori, 1997

Altri riferimenti:
Nelson Moreira Antão - Célia Gonçalves Tavares, Henrique Galvão e o assalto ao Santa Maria. Percurso de uma dissidência do Estado Novo e suas repercussões internacionais, in Revista Sapiens, Lisbona, dicembre 2008
Pedro Jorge Castro, O Inimigo n.º 1 de Salazar, Esfera do Caos, Lisbona 2010
Francisco Teixeira da Mota, Henrique Galvão: Um Herói Português, Oficina do Livro, Lisbona 2011

Perugia - Doppio appuntamento con i libri dell'Urogallo

Venerdì 23 marzo 2012

Alle 16.30, al Caffè della Penna, in Corso Cavour 24, a Perugia, in collaborazione con la Libreria La Piccola Nuvola presentiamo di Luís Cardoso, Requiem per il navigatore solitario.



Alle 20.00, alla Libreria Kafé Trottamunto, in Via della Stella, a Perugia, nell'ambito della manifestazione "Libri alla goccia" presentiamo il libro di João Paulo Borges Coelho, Cronaca di Rua 513.2


Vi aspettiamo a braccia aperte per chiacchiere, interventi, consigli, critiche, ma soprattutto un bel bicchiere di birra o vino in compagnia, con le nostre pubblicazioni sul tavolo!

Marco Bucaioni

OLHARES SOBRE O FADO

Concorso fotografico dell’Associazione culturale italo-portoghese Tu-Cá-Tu-Lá

Regolamento e informazioni dettagliate saranno disponibili dal 1 aprile 2012 sul blog dell’Associazione all’indirizzo: http://associazionetucatula.wordpress.com/


Plaudiamo alla bellissima iniziativa e ringraziamo vivamente l’Associazione Tu-Cá-Tu-Lá per l’invito a partecipare all’evento.

Associazione Culturale Luís de Camões

“Café con Arte” no Teatro Alberto Maranhão

Quinta-feira, 29 de Março de 2012, às 17,30H
Salão Nobre do Teatro Alberto Maranhão
Praça Augusto Severo, S/N – Ribeira - Natal-RN (Brasil)

Carlos Morais dos Santos
Caros amigos e amigas

Envio o convite para participarem do evento a realizar no Salão Nobre do “T.A.M.” - TEATRO ALBERTO MARANHÃO, no dia 29 de Março, às 17h30, no âmbito de um programa especial, multicultural dos “CAFÉ COM ARTE”.

O programa consta de uma exposição de fotografias com dois temas da minha autoria - “MÁSCARAS E CARNAVAIS DA EUROPA” e “ARTE AFRICANA DO ZIMBABWÉ” – que serão apoiados por duas pequenas palestras, apoiadas com projeção de slides – uma de Selma Calasans Rodrigues sobre as origens, differentes expressões e significados dos carnavais, e outra proferida por mim próprio, explicativa de aspetos diferenciadores de cada um dois temas em exposição.

No fim desta “VERNISAGE” serão apresentados no jardin do “T.A.M.” dois grupos artísticos, um de música - “CANTARES” – e outro de dança - “SUPREMACIA DA DANÇA” – que farão o encerramento lúdico deste especial programa multicultural do “T.A.M.”.

Aguardando o grande prazer de contar com a prestigiosa presença dos amantes das artes, endereçamos a todos as nossas saudações cordiais.

Carlos Morais dos Santos
Selma Calasans Rodrigues

Carissimos amigos Carlos e Selma
Queremos naturalmente, desde já agradecer esse convite que muito nos honra, na certeza que será mais um evento de muito sucesso!
Abraços

Associazione Culturale Luís de Camões

giovedì 15 marzo 2012

A Lisboa de Manuel Pessanha


Conferência pela Doutora Giulia Rossi Vairo (IHA - FCSH/UNL), no âmbito do 2º Ciclo de Conferências: Relações Luso-italianas na época medieval e moderna.
20 de Março de 2012 às 18h30
Gabinete de Estudos Olisiponenses
Estrada de Benfica, 368, 1500-100 Lisboa


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Leia também:
Lisboa dos Italianos: Arte e História (Sécs. XIV-XVIII)
2.º Ciclo di Conferenze: Relazioni luso-italiane nell’epoca medievale e moderna
Da marzo a dicembre 2012

Instituto Italiano de Cultura de Lisboa - Ciclo Perspectiva Itália
Projecção do filme Si può fare

Segunda-feira, 19 de Março de 2012 às 21h30
Ciclo Perspectiva Itália. Projecção do filme Si può fare de Giulio Manfredonia, 2008. Duração: 111 min.
Com Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston.
Legendado em inglês.

Nos anos ‘80 é aplicada a Lei 180 sobre os tratamentos sanitários, também conhecida como Lei Basaglia, o psiquiatra que a promoveu e que suprime os manicómios, assim como eram então considerados. Nello, um empresário milanês, dirige uma cooperativa de ex pacientes de hospitais psiquiátricos. Acredita na dignidade do trabalho e sensibiliza os sócios a aprender um ofício para se subtraírem às esmolas da assistência, inventa para eles um papel adequado às suas capacidades, acabando por se debater com humanas e tragicómicas contradições.

A entrada para a projecção (às 21h30) é GRATUITA no limite dos lugares disponíveis.
Inf. e reservas: Tel. 213 574 36

Estes encontros serão antecipados, a partir das 20h00, pelo CINE-APERITIVO: uma ocasião única para experimentar os sabores da cozinha italiana e aproveitar uma hora de convívio antes de entrar na sala. Tudo ao preço de um bilhete de cinema (6€)



CICLO PERSPECTIVA ITÁLIA
encontros com o novo cinema italiano contemporâneo
organizado pelo Instituto Italiano de Cultura em colaboração com a Associação Cultural Il Sorpasso de Lisboa

Poucos instrumentos, como o cinema, conseguem descrever de uma forma tão apurada e inteligível a variável realidade italiana de início do milénio. Ainda mais se se pensar que desde há alguns anos a cinematografia vive uma nova primavera, onde percursos de autores, inéditas formas produtivas e a capacidade de atingir com inteligência a nossa tradição cinematográfica, se uniram com um justo equilíbrio para um resultado de valor. Partindo destes pressupostos o Instituto Italiano de Cultura de Lisboa, em colaboração com a Associação Cultural Il Sorpasso de Lisboa, entendeu organizar um ciclo de cinema italiano contemporâneo que se torne um encontro regular para o público português. Um encontro quinzenal numa das salas mais emblemáticas de Lisboa que possa, através das mais interessantes obras das últimas temporadas, relatar e fazer reflectir sobre a situação social, cultural e política da Itália actual. Todos os filmes serão introduzidos por uma apresentação e acompanhados de uma ficha técnica e crítica.

Espaço Nimas
Avenida 5 de Outubro 42B – Lisboa
Tel: 213574362 - e-mail: nimas.cinema@gmail.com

Instituto Italiano de Cultura
Rua do Salitre, 146
1250-204 Lisboa
Tel: 213884172 - e-mail: iiclisbona@esteri.it
www.iiclisbona.esteri.it

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