Ricordiamo così il grande artista italiano. La sua arte continuerà a scaldare la nostra anima... non lo dimenticheremo mai. Il nostro paese ha perso un musicista raffinato, un poeta vero, un campione d'umanità.
giovedì 1 marzo 2012
lunedì 27 febbraio 2012
Lisboa dos Italianos: Arte e História (Sécs. XIV-XVIII)
A PRESENÇA ITALIANA NA ICONOGRAFIA DA CIDADE DE LISBOA
Conferência pela Doutora Nunziatella Alessandrini (CHAM, FCSH-UNL|UAç) e pelo Prof. Doutor Pedro Flor (UAb/IHA/FCSH-UNL), no âmbito do 2º Ciclo de Conferências: Relações Luso-italianas na época medieval e moderna.
Quarta-feira, 7 de Março de 2012 às 19h00
Instituto Italiano de Cultura, Rua do Salitre, 146 – 1250-204 Lisboa
View more presentations from Domenico Condito
Leia também:
Lisboa dos Italianos: Arte e História (Sécs. XIV-XVIII)
2.º Ciclo di Conferenze: Relazioni luso-italiane nell’epoca medievale e moderna
Da marzo a dicembre 2012
giovedì 16 febbraio 2012
"The City of the Dead" del regista portoghese Sergio Trefaut torna al Cairo
La presentazione all'Istituto Italiano di Cultura
A seguire il documentario di Trefaut (la visualizzazione potrebbe richiedere qualche istante di attesa).
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| Sergio Trefaut |
(ANSAmed) - IL CAIRO, 14 FEB - Nella città dei morti al Cairo le tombe servono ai bambini per riconcorrersi, alle donne di casa per stenderci i panni, agli attori di un piccolo teatro ambulante per allestire il loro spettacolo di burattini. È quanto racconta il documentario del regista portoghese Sergio Trefaut, dedicato al più grande cimitero del mondo, dove le tombe sono case per un milione di persone.
Girato fra il 2004 e il 2009 e presentato per la prima volta al Cairo all'Istituto Italiano di Cultura nell'ambito del progetto co-finanziato dall'Ue di cinema Rising star, per giovani registi egiziani, il film fa entrare per la prima volta le telecamere nell'immensa necropoli, tuttora utilizzata come cimitero, per raccontare la vita degli abitanti. “Sono molto emozionato - ha raccontato il regista davanti ad una affollata platea – perché è la prima volta che questo film viene proiettato al Cairo e quindi sono molto interessato a conoscere che reazione provocherà qui''. Trefaut ha raccontato di non avere mai ottenuto l'autorizzazione a girare dalle autorità all'epoca dell'ex rais Hosni Mubarak e di avere deciso di dedicare un film alla città dei morti quando un amico gli ha raccontato di questo immenso cimitero nel quale migliaia di persone vivono, si sposano, vanno a scuola e organizzarono il più grande mercato in Egitto.
''Generalmente i cimiteri, ma anche gli ospedali, nella cultura occidentale sono sempre tenuti separati e lontani dai luoghi dei vivi e quindi volevo vedere come fosse possibile che la gente vivesse nel luogo dei morti, dove fosse il confine'', ha raccontato il regista.
Lo stesso stupore lo hanno manifestato gli spettatori egiziani, che, pur sapendo della città dei morti, non ne avevano mai sentito parlare gli abitanti. Come la madre di famiglia che seduta su una tomba racconta alla troupe dei suoi figli, tutti nati nella città dei morti. ''Per me questa è casa'', dice. (ANSAmed)
A seguire il documentario di Trefaut (la visualizzazione potrebbe richiedere qualche istante di attesa).
martedì 14 febbraio 2012
Città della Pieve - Nao Sou Nada
Recital letterario musicale su testi tratti da Fernando Pessoa
Post bilingue: italiano-português
“I testi di Fernando Pessoa sono come carte da gioco: ogni curatore può mescolarli come crede”. Così ha scritto Leyla Perrone-Moisés a proposito dei frammenti conosciuti con il titolo di Livro do desassossego.
Riccardo Riccardi ha percorso con entusiasmo la produzione di Pessoa inventando un proprio itinerario poetico su cui ha costruito la parte musicale privilegiando la valenza emotiva dei testi e la sonorità della parola. Le diverse personalità di Fernando Pessoa e i tanti caratteri da lui creati vengono resi fedelmente dai molteplici registri della voce di Isabel Barbosa, la cantante brasiliana per la quale è scritto il lavoro.
Projeto
A Poesia de Fernando Pessoa è como cartas de jogo! Cada um pode mescolar com melhor entender…. Assim escreveu Leyla Perrone Moises em relacao aos fragmentos inseridos no Livro dos desassossegos.
Progetto
Poesia-Livro do dessassossego in musica
Omaggio allo scrittore portoghese Fernando Pessoa
Teatro Comunale Città della Pieve
sabato 18 febbraio, ore 21.00
Nao sou nada...
Ciclo di canzoni
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| Isabel Barbosa |
Riccardo Riccardi ha percorso con entusiasmo la produzione di Pessoa inventando un proprio itinerario poetico su cui ha costruito la parte musicale privilegiando la valenza emotiva dei testi e la sonorità della parola. Le diverse personalità di Fernando Pessoa e i tanti caratteri da lui creati vengono resi fedelmente dai molteplici registri della voce di Isabel Barbosa, la cantante brasiliana per la quale è scritto il lavoro.
Lo spettacolo sarà ripetuto in Portogallo e Brasile rispettivamente nel 2012 e 2013
Projeto
Poesia-Livro do dessassossego em musica
Homenagem ao escritor portugues Fernando Pessoa
Teatro Comunale Citta della Pieve-Italia
sabado 18 fevereiro, as 21hs
Nao sou nada...
Ciclo de cancoes
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| Isabel Barbosa e Riccardo Riccardi |
O compositor italiano Riccardo Riccardi, com entusiasmo, percorreu a obra de Pessoa encontrando um suo itinerario e compondo a parte musical.
Um percurso poetico-musical que intensifica com grande forca emocional as palavras, seus significados e sons.
A personalidade de Fernando Pessoa e os variados caracteres que ele mesmo criou, vem fielmente ilustrado em voz lirica, atraves da interpretacao dessa soprano brasileira Isabel Barbosa, para quem foi composto esse Ciclo de cancoes.
Essa Performance sera exibida em 2012/2013 em Portugal e Brasil, respectivamente.
Isabel Barbosa,soprano
Riccardo Riccardi,pianista
venerdì 10 febbraio 2012
Guimarães, Capitale europea della Cultura 2012
Il Consiglio dell'Unione Europea ha indicato le città di Guimarães, in Portogallo, e Maribor, in Slovenia, come capitali europee della cultura nel 2012. Andiamo insieme alla scoperta dell’affascinante città portoghese.
Guimarães, la culla del Portogallo
Alla scoperta della località del nord del Paese iberico, quest'anno Capitale europea della Cultura. Castelli e palazzi ricordano la nascita di una nazione.
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| Veduta della città |
Atmosfere antiche e dinamismo moderno circolano tra le strade di Guimarães, dove tutto è pronto per vivere un anno di musica, cinema, arte, libri, teatro, danza. Seicento eventi e duecento laboratori animeranno fino a dicembre la città lusitana eletta capitale europea della cultura 2012 (il programma).
Guimarães, già Patrimonio Mondiale Unesco dal 2001, affonda le sue radici nella costruzione dell'identità nazionale portoghese. Tra le sue torri merlate, le stradine lastricate in pietra e sormontate da archetti, i chiostri ed i palazzi signorili si sono sviluppate le vite di personaggi di primo piano per la vita del Paese. Dalla chiesa della Colegiada de Guimarães, che si trova in Largo de Nossa Senhora da Oliveira, partì, diretto a Roma, Pedro Hispano destinato a diventare l'unico papa portoghese della storia, con il nome di Giovanni XXI. E pare che tra le mura del castello medievale nacque Alfonso Henriques, destinato a diventare il primo re del Portogallo. Vinse gli eserciti di sua madre, nel 1128, e fu acclamato erede del Condado Portucalense dai guerrieri del Minho.
Dall'atmosfera medievale di Largo de São Tiago all'ariosità dell'illuminismo settecentesco di Largo do Toural, si snoda, nella particolare morfologia del tessuto urbano medievale, una storia garbatamente custodita e preservata, tra piazze di grande valore formale e qualità ambientale. Il quartiere storico, nonostante abbia subìto un'evoluzione tutta sua, ha saputo mantenere una grande unità formale complessiva tant'è che il Comune (che gestisce la realizzazione dei maggiori interventi negli spazi culturali) lo definisce "l'investimento più riproduttivo e duraturo della città".
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| Un evento al Palazzo dei Duchi di Braganza |
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| Largo da Oliveira |
Per visitare il cuore storico della città, Largo da Oliveira può essere una buona base di partenza. Sul lato nord della piazza trovate il palazzo medievale del vecchio Municipio, sormontato da una scultura di pietra, che, secondo la tradizione, rappresenta Guimarães. Sul lato orientale, in stile gotico risalente al regno di Afonso IV, la commemorazione della battaglia di Salado, mentre dietro alla chiesa di Nossa Senhora de Oliveira (che ospita nel chiostro il Museo Alberto Sampaio) si innalza il primo monumento gotico eretto nel Minho (per sciogliere un voto per la vittoria nella battaglia di Aljubarrota, del 1385, contro le truppe di Castiglia).
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| Rua da Santa Maria |
Da São Tiago, uno dei luoghi più antichi della città - dove potrete vedere le case del XVI e XVII secolo a tre piani, con il legno delle balconate intagliato dagli antichi falegnami - prendete Rua de Santa Maria: è una delle prime vie tracciate a Guimarães (citata già in documenti del XII secolo). In questa stretta strada, in epoca medievale, risiedevano l'alto clero, la nobiltà e i ricchi mercanti. Da vedere il Convento de Santa Clara (XVII sec.), Casa do Arco, Casa dos Peixotos, Casa Gótica dos Valadares e la signorile costruzione di Casa dos Carneiros. Per scoprire la città ottocentesca andate a Largo Martins Sarmento, dove troverete l'antico Convento do Carmo, una delle opere barocche più espressive di Guimarães. E poi ancora, tra i larghi do Toural, di João Franco e da Condessa de Juncal, il Castelo dos Almadas (Rua Dr. Avelino Franco), la Capela do Anjo da Guarda, il Palácio dos Lobo Machado, tipica abitazione nobile del XVIII secolo e Casa dos Coutos, proprio di fronte (in Rua D. Maria II).
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| Il castello |
Il Castello si trova sul Monte Largo, "alpis latitus" nel latino dei documenti dell'epoca. Fatto costruire nell'anno 968 da una contessa galiziana, Mumadona, era rifugio per la popolazione durante gli assalti delle orde vichinghe dal Nord Europa e dei musulmani provenienti dai territori occupati del sud. Fino alla fine del XIV secolo fu scenario di eroici combattimenti per la difesa del giovane regno del Portogallo, la cui indipendenza era resa fragile dalle questioni dinastiche che lo opponevano alla Castiglia. Restaurato nella prima metà del XX secolo, oggi il castello ripropone leggendarie atmosfere nella sua grandiosità e bellezza. Si può visitare dal martedì alla domenica (dalle 9.30 alle 12 e dalle 14 alle 17).
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| Palazzo dei Duchi di Braganza |
Da vedere anche il palazzo dei Duchi di Braganza, ispirato alle abitazioni signorili francesi, risalente ai primi anni del Quattrocento e poi diventato, nel 1807, una caserma militare. La ristrutturazione, iniziata nel '39, si concluse nell'831 esimo anniversario della battaglia di S. Mamede, il il 24 giugno del 1959. Oggi ospita un museo di arte contemporanea (dove si trovano i dipinti del pittore José de Guimarães, creatore del simbolo del turismo portoghese), aperto dal martedi alla domenica dalle 10 alle 18.
Se amate le ottiche dall'alto prendete la funivia che porta sul monte della Penha: vi si aprirà uno dei più dei panorami del Portogallo, terra di dolci contrasti e forti emozioni, tra i sapori della cucina locale e l'aroma del celebre Porto.
Anna Maria De Luca
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| Castello |
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| La statua dedicata a Don Alfonso Enriques (Alfonso I) |
giovedì 9 febbraio 2012
Il fado di Ana Moura ad Aosta
Giovedì 1 marzo - ore 21.00
Teatro Giacosa
AOSTA - La voce e il fascino di Ana Moura portano ad Aosta le note e le atmosfere del nuovo fado portoghese. L'artista di Santarem salirà sul palco del teatro Giacosa giovedì 1 marzo (alle 21, biglietto 15 euro) nell'ambito della Saison Culturelle, rassegna organizzata dall'Assessorato regionale all'Istruzione e Cultura.
Teatro Giacosa
AOSTA - La voce e il fascino di Ana Moura portano ad Aosta le note e le atmosfere del nuovo fado portoghese. L'artista di Santarem salirà sul palco del teatro Giacosa giovedì 1 marzo (alle 21, biglietto 15 euro) nell'ambito della Saison Culturelle, rassegna organizzata dall'Assessorato regionale all'Istruzione e Cultura.Erede di una lunga dinastia di "fadiste" - a partire dall'indimenticabile Amalia Rodrigues, fino a Dulce Pontes, passando per Tereza Salgueiro, Bevinda, Mafalda Arnauth, Cristina Branco e Mariza (alcune ben note al nostro pubblico per i loro straordinari concerti in Valle) - Ana Moura esplora la contemporaneità con il suo fado che ha conquistato la ribalta internazionale.
Il suo primo album Guarda-me a Vida Na Mo è uscito in Portogallo nel 2003 e subito ha ricevuto ottimi giudizi dalla critica nazionale e internazionale. Grazie al successo di Aconteceu, Ana Moura ha partecipato ad un tour nei Paesi Bassi suonando nello storico Concertgebouw di Amsterdam. Proprio in quel periodo Tim Ries, il sassofonista dei Rolling Stones, colpito dalla voce di Ana, la invitò la cantante a partecipare ad un suo progetto: il secondo volume del Rolling Stones Project e nel giugno 2007 Mick Jagger la sorprese invitandola a salire con loro sul palco dello stadio Alvalade di Lisbona di fronte a 30.000 spettatori cantando assieme a lui No expectations.
Alla fine del 2006 Ana Moura ha cominciato a registrare i brani di Para Alem da Saudade. L'album, a lungo in testa alla classifica delle vendite in Portogallo, contiene fado originali ma anche musiche tradizionali con nuovi testi poetici. A giugno 2008 Ana Moura si è esibita al Coliseu do Porto e al Coliseu dos Recreios a Lisbona in due concerti considerati memorabili da parte del pubblico anche per le due ospiti a sorpresa che la cantante ha portato sul palco: Beatriz da Conceio e Maria da Fé, due fra le più significative voci nella storia del fado.
Nel frattempo la cantante ha vinto il doppio disco di platino, rendendo Para Alem da Saudade uno degli album di fado di maggior successo nella storia. Nello stesso anno è stata premiata anche dalla più grande associazione portoghese negli Stati Uniti (Palcus) con un prestigioso riconoscimento internazionale. Sempre in quel periodo l'interprete portoghese ha pubblicato il suo promo dvd Coliseu, la registrazione della magica serata di giugno in Lisbona, che ha ricevuto grandi apprezzamenti dalla critica. Per il suo ultimo album Leva-me Aos Fados Ana Moura è stata recentemente premiata ai Globos de Ouro come migliore interprete. (ANSA).
Casa da Galeria - Centro de Arte Contemporânea
Cinema Alemão - Ciclo Werner Herzog
11 de Fevereiro de 2012, 16h
Casa da Galeria - Centro de Arte Contemporânea
R. Prof Dr. Joaquim Augusto Pires de Lima 33-37
4780-449 Santo Tirso - Região Norte do Distrito do Porto
Entrada livre
A Casa da Galeria irá dar início (11 de Fevereiro) ao ciclo de cinema Werner Herzog Até Ao Fim do Mundo – uma programação do Cineclube de Joane em colaboração com o Goethe Institut. Tal como tem vindo a ser hábito, o Cineclube de Joane fará a apresentação do ciclo e no final da sessão, moderará uma pequena tertúlia com os presentes.
“Da geração órfã do cinema alemão, no final dos anos 60, brotou Werner Herzog, cineasta singular.
Afamado pelas rodagens impossíveis, pelos conflitos com Klaus Kinsky, protagonista de 5 dos seus filmes, o fascínio pela obra de Herzog revela um alcance muito mais vasto: o cineasta empreendeu um percurso orientado para a construção de um conjunto de obras reveladoras do mundo, da civilização e da linguagem.
Este interesse antropológico, revelador de uma paixão pelo mundo, permite-nos viajar até ao local mais remoto e inóspito do planeta, interagir com os últimos representantes de uma tribo ou de um ofício particular, o que nos conduz, por vezes simultaneamente, ao fim do mundo, à criação e a contextos que roçam a ficção científica.
Num património de imagens e sons inigualável, Herzog procura, de forma perseverante, nas paisagens e nos rostos, o que ele designa por “verdade extática”, um espanto encantado, um grito que vem das imagens.
14 filmes que percorrem mais de 30 anos de produção, distribuídos por 7 sessões, onde a ficção e o documentário se unificam indistintos, num programa montado em colaboração com o Goethe Institut”. (Cineclube de Joane, Janeiro de 2012)
O ciclo começa com o filme «Fata Morgana» (1970, 79 min.) e divide-se em 3 capítulos: a Criação, o Paraíso e a Idade do Ouro.
FATA MORGANA (79 min, 1970)
Dividido em três capítulos: Criação, Paraíso e A Idade do Ouro. Contado por três diferentes narradores alemães: a historiadora de cinema Lotte Eisner, Eugen Des Montagnes, e Wolfgang von Ungern-Sternberg. O termo tomado para título, Fata Morgana, refere-se a miragens, e é um bom título para a obra filmada nos desertos do Norte de África. Trata-se de uma sucessão rítmica e musical de imagens e cenas curtas.
Na criação o Universo navega numa calma perfeita, existindo só o céu e o mar e as imagens mostram, em movimentos laterais, dunas e montanhas imponentes, interrompidas por poucos momentos civilizacionais. A voz de Lotte Eisner lê passos do Popol Vuh, o livro da criação dos Quíchas da Guatemala. No Paraíso aparecem figuras humanas em diversas situações, sobre as quais se detém o olhar do realizador. A voz, entretanto, conta-nos como é a vida nas terras paradisíacas e sugere imagens surreais e hipnóticas. A Idade do Ouro, pelo contrário, é o tempo da completa degradação e a natureza é um conceito já esquecido. Um grupo medíocre toca a música num baile, alguns turistas saem de um terreno vulcânico, um homem de fato de mergulho mostra bocados de uma tartaruga.
Werner Herzog
Título Original: Fata Morgana (1970, 79 min.)
Realização, Argumento e Produção: Werner Herzog
Interpretação: Wolfgang von Ungern-Sternberg, James Wiliam Gledhill, Eugen des Montagnes
Narração: Lotte Eisner, W. Bächler, M. Eigendorf
Fotografia: Jörg Schmidt-Reitwein
Música: Händel, Mozart, Blind Faith, Couperin, L. Cohen
mercoledì 8 febbraio 2012
Charles Dickens in Portogallo
La Biblioteca Nacional de Portugal (BNP) dedica una mostra allo scrittore inglese nel bicentenario della nascita.
La BNP celebra il bicentenario della nascita di Charles Dickens (7 febbraio 1812) con una mostra biblio-iconografica realizzata in collaborazione con il Centro de Estudos Anglísticos da Universidade de Lisboa (CEAUL). L’esposizione ricostruisce la storia della pubblicazione delle opere di Dickens in Portogallo a partire dal 22 agosto 1839, quando il periodico critico-letterario O Ramalhete pubblicò Conto verdadeiro: o estalajadeiro de Andermatt, il primo racconto dello scrittore tradotto in lingua portoghese. Un esemplare della storica rivista è esposto nella mostra inaugurata ieri a Lisbona, che rimarrà aperta fino al 10 marzo 2012.
La BNP celebra il bicentenario della nascita di Charles Dickens (7 febbraio 1812) con una mostra biblio-iconografica realizzata in collaborazione con il Centro de Estudos Anglísticos da Universidade de Lisboa (CEAUL). L’esposizione ricostruisce la storia della pubblicazione delle opere di Dickens in Portogallo a partire dal 22 agosto 1839, quando il periodico critico-letterario O Ramalhete pubblicò Conto verdadeiro: o estalajadeiro de Andermatt, il primo racconto dello scrittore tradotto in lingua portoghese. Un esemplare della storica rivista è esposto nella mostra inaugurata ieri a Lisbona, che rimarrà aperta fino al 10 marzo 2012.
Charles Dickens cominciò la sua carriera letteraria con la pubblicazione di racconti brevi, usciti inizialmente su giornali e riviste, e pubblicati solo più tardi in volume. Risale al 1833 il racconto A Dinner at Poplar’s Walk, apparso sul numero di dicembre del Monthly Magazine. Avvenne così anche per il suo romanzo The Pickwik Papers (1836-1837) e con quelli successivi, che uscirono inizialmente su pubblicazioni mensili o settimanali. Lo stesso scrittore fu editore di pubblicazioni periodoche come Bentley’s Miscellany, Household Words e All the Year Round.
La ricezione delle opere di Charles Dickens in Portogallo fu avviata dalla traduzione di vari racconti brevi, tratti in gran parte dall’opera Sketches by Boz, e pubblicati soprattutto dopo il 1860. Ed è ancora nell’Ottocento che furono presentati al pubblico portoghese le prime traduzioni dei romanzi: Oliver Twist (1837-1839), The Life and Adventures of Nicholas Nickleby (1838-1839), A Tale of two Cities (1859), Great Expectations (1860-1861) e The Posthumous Papers of the Pickwick Club (1836-1837).
Durante il XX secolo le pubblicazioni delle opere di Dickens in Portogallo furono concentrate soprattutto fra il 1940 e il 1960. In questo periodo uscirono per la prima volta in portoghese i romanzi The Old Curiosity Shop (1840-1841), Hard Times, for these Times (1854), The Life and Adventures of Martin Chuzzlewit (1843-1844), The Mystery of Edwin Drood (incompiuto), Dealings with the Firm of Dombey and Son (1846-1848) e Little Dorrit (1855-1857).
Alla fine del Novecento comparvero nuove traduzioni di racconti brevi, destinati soprattutto a bambini e giovani lettori.
Il suo romanzo più celebrato, David Copperfield (1849-1859), ricco di elementi autobiografici, è stato tradotto per la prima volta in portoghese nel 1909, e ha conosciuto sette edizioni diverse. Il racconto A Christmas Carol in Prose: A Ghost Story of Christmas (1843) è uscito in Portogallo con vari titoli (Cântico de Natal, Laos de Natal, Conto de Natal, ecc), e ha riscosso, con più di venti edizioni diverse, un grande successo fra i lettori. Lo stesso dicasi per il romanzo Oliver Twist, or, the Parish Boy’s Progress (1837-1839) che è stato tradotto ben diciassette volte.
Per sottolineare il grande interesse per Charles Dickens in Portogallo, segnaliamo inoltre il film Tempos Difíceis, este tempo, tratto dal romanzo Hard Times, for these Times (1854), realizzato da João Botelho nel 1988. Il film, con musiche di António Pinho Vargas e la partecipazione degli attori Henrique Viana, Julia Britton, Eunice Muñoz, Ruy Furtado e Isabel de Castro, è stato proiettato alla Cinemateca Portuguesa, alla presenza del regista, nel giorno della celebrazione del bicentenario della nascita di Dickens.
Il suo romanzo più celebrato, David Copperfield (1849-1859), ricco di elementi autobiografici, è stato tradotto per la prima volta in portoghese nel 1909, e ha conosciuto sette edizioni diverse. Il racconto A Christmas Carol in Prose: A Ghost Story of Christmas (1843) è uscito in Portogallo con vari titoli (Cântico de Natal, Laos de Natal, Conto de Natal, ecc), e ha riscosso, con più di venti edizioni diverse, un grande successo fra i lettori. Lo stesso dicasi per il romanzo Oliver Twist, or, the Parish Boy’s Progress (1837-1839) che è stato tradotto ben diciassette volte.
Per sottolineare il grande interesse per Charles Dickens in Portogallo, segnaliamo inoltre il film Tempos Difíceis, este tempo, tratto dal romanzo Hard Times, for these Times (1854), realizzato da João Botelho nel 1988. Il film, con musiche di António Pinho Vargas e la partecipazione degli attori Henrique Viana, Julia Britton, Eunice Muñoz, Ruy Furtado e Isabel de Castro, è stato proiettato alla Cinemateca Portuguesa, alla presenza del regista, nel giorno della celebrazione del bicentenario della nascita di Dickens.
lunedì 6 febbraio 2012
All’architetto portoghese Paulo David la Medaglia Alvar Aalto 2012
L’architettura in Portogallo si conferma una delle aree d’eccellenza del paese. Quest’anno la Medaglia Alvar Aalto è stata assegnata all’architetto portoghese Paulo David. Si tratta di un premio molto prestigioso conferito ogni quattro anni dalla Associazione Finlandese degli Architetti ed intitolato ad Alvar Aalto. La premiazione è avvenuta il 4 febbraio al Gala World Design Capital di Lahti, in Finlandia. A parere della giuria, l’architettura di David costituisce una sintesi convincente di architettura contemporanea e tradizionale. Come si legge nella motivazione, il premio è stato conferito a David “per la sua capacità di creare un’architettura senza tempo, svolgendo un ruolo significativo nella sua isola natale di Madeira. Il rispetto di David per la storia, il tempo, lo spazio, la cultura e la tecnologia gli hanno permesso di resistere alla tendenza di una “architettura disperatamente interessante” e di creare una nuova immagine degli storici paesaggi vulcanici di Madeira”.
La Medaglia Alvar Aalto è stata assegnata 11 volte, e Paulo David è il secondo portoghese a ricevere l’importante riconoscimento dopo Siza Vieira premiato nel 1988. Fra le sue opere maggiormente celebrate il Centro das Artes - Casa das Mudas sull’isola di Madeira.
Immagini del Centro das Artes - Casa das Mudas di Madeira
(Fonte: www.centrodasartes.com)
domenica 5 febbraio 2012
Arcipelago di Madeira
LA FESTA DEI FIORI
Dal 19 al 25 Aprile 2012
Con l’arrivo della Primavera, la città di Funchal si trasforma in un inebriante parco floreale multicolore e pieno d’incanto. La magia di questo evento ha inizio sabato mattina con il Corteo Infantile, quando centinaia di bambini vestiti a festa sfilano fino alla Piazza del Municipio, per comporre un bellissimo murale di fiori, battezzato simbolicamente il Muro della Speranza. Nel pomeriggio di domenica, le strade della baixa cittadina risuonano di musica e colori con la famosa sfilata dei carri allegorici floreali, che mettono in mostra la molteplice varietà di fiori presenti sull’isola, diffondendo nell’aria i loro profumi.
Parallelamente a questi eventi, la Festa dei Fiori comprende una serie di attività artistiche, ludiche e ricreative ricche di charme e simbolismi, come la composizione di delicati tappeti floreali di ineguagliabile bellezza lungo le principali strade di Funchal. Completano il programma della festa i concerti musicali, gli spettacoli dei gruppi folkloristici della regione, i concorsi di decorazione floreale. Imperdibile la visita all’incantevole Esposizione del Fiore allestita presso il Largo da Restauração.
Nella regione si trovano, inoltre, giardini botanici di grande pregio. Qui si coltivano fiori e piante provenienti da tutte le latitudini, che normalmente crescono senza difficoltà nel particolare clima madeirense.
Il Giardino Botanico di Madeira è stato aperto al pubblico nel 1960, e si trova a 3 km dal centro di Funchal, sulla dorsale sud di un avvallamento caratterizzato da condizioni eccezionali per la riproduzione e il mantenimento di una esuberante vegetazione. Nei suoi giardini, occupanti un’area superiore a 35.000 mq, oltre 2000 piante oriunde di tutti i continenti convivono come nel loro habitat d’origine, perfettamente adattate alle caratteristiche ambientali dell’isola. In un‘epoca caratterizzata dal crescente impoverimento della biodiversità a livello mondiale, il Giardino Botanico di Madeira costituisce un polo scientifico e culturale di primaria importanza, con l’obiettivo di conservare e proteggere le piante minacciate di estinzione. Notevole interesse rivestono inoltre il Museo di Storia Naturale e l’Erbario dell’isola.
Cinemateca Portuguesa-Museu do Cinema
O PRIMEIRO OLHAR: O CICLO DAS ESTAÇÕES
Em colaboração com Os Filhos de Lumière Associação Cultural
Quinta-feira 9 de Fevereiro de 2012 às 19h00
Cinemateca Portuguesa-Museu do Cinema
Rua Barata Salgueiro, 39 - Lisboa
Integrado na oficina fundadora da Associação Os Filhos de Lumière, “O Primeiro Olhar – O Ciclo das Estações” é um projecto que alia a iniciação ao cinema com a observação e reflexão sobre os ciclos da natureza, que culminou na realização de quatro filmes-ensaio (ou um filme em quatro partes) sobre as várias estações do ano. Realizados entre Outubro de 2009 e Setembro de 2010 no Jardim Botânico de Lisboa – o outro parceiro deste projecto –, os vários filmes a apresentar envolveram a participação de alunos de quatro escolas: Escola Secundária Passos Manuel (Outono), Escola Secundária Pedro Nunes (Inverno), Escola Básica Marquesa de Alorna (Primavera) e o Centro de Promoção Juvenil (CPJ) (Verão). Depois de uma primeira projecção na Cinemateca Júnior, onde os filmes foram apresentados dois a dois, esta sessão procura reunir todos os participantes do projecto de modo a que possam ver os quatro filmes juntos, partilhem o seu olhar e reflictam sobre esta experiência.
Projecção seguida de conversa com os participantes do projecto
FIM DE VERÃO
Portugal, 2011 – 10 min
OUTONO
Portugal, 2011 – 10 min
INVERNO
Portugal, 2011 – 10 min
PRIMAVERA
Portugal, 2011 – 10 min
Acompanhados por profissionais de cinema, pelos professores das respectivas escolas e por elementos do Serviço de Extensão Pedagógica do Jardim Botânico, os participantes do projecto “O Primeiro Olhar – O Ciclo das Estações” tiveram oportunidade de preparar, rodar e montar quatro filmes sobre as várias estações do ano. FIM DE VERÃO, OUTONO, INVERNO e PRIMAVERA é assim o estimulante resultado de um programa pedagógico que procura conciliar a iniciação ao cinema com a observação da natureza e dos seus diferentes ciclos.
Cinemateca Portuguesa-Museu do Cinema
Rua Barata Salgueiro, 39
1269 -059 Lisboa, Portugal
Tel. 213 596 200 | Fax 213 523 180
Os Filhos de Lumière
domenica 29 gennaio 2012
Sérgio Azevedo - Reflections on a Portuguese Lullaby
Carlos Damas, violino
Mission Chamber Orchestra diretta da Emily Ray
AVA - MUSICAL EDITIONS
http://www.editions-ava.com/store/composer/16/
Leggi anche:
Sérgio Azevedo - Compositore
Mission Chamber Orchestra diretta da Emily Ray
“Reflections on a Portuguese Lullaby” è una composizione di rara e intensa bellezza del musicista portoghese Sérgio Azevedo (nella foto), fra i più importanti e prolifici compositori della sua generazione. Il pezzo s’ispira al tema di Ó Menino Ó, un’antica ninna nanna della musica tradizionale portoghese. Il compositore, fin dalle prime battute, espone il tema musicale affidandolo al “canto” intimo e sognante del violino, come per avvolgere, con delicatezza soffusa, il sonno di un bambino appena addormentato. Poche e semplici note utilizzate per esplorare a fondo il registro dello strumento. Lo sviluppo del tema prosegue lentamente, con il “canto” dell’orchestra che si accompagna e si alterna al violino in un equilibrio perfetto. Secondo Eduardo Aroso, “…il compositore riduce al minimo l’intervento dell’orchestra, sebbene questa emerga di tanto in tanto negli opportuni crescendo. Se volessimo utilizzare un’immagine poetica, si direbbe che la delicatezza dell’interpretazione e lo stesso strumento, il violino che "culla", suscitano il sogno del bambino, e il sogno è tutta l’orchestra che sta appena sullo sfondo, giusto il necessario”.
Vi proponiamo l’ascolto della registrazione dal vivo realizzata a San Jose, Palo Alto, in California (USA), nel mese di giugno del 2010. Al violino lo straordinario Carlos Damas. La Mission Chamber Orchestra è diretta da Emily Ray.
AVA - MUSICAL EDITIONS
http://www.editions-ava.com/store/composer/16/
Leggi anche:
Sérgio Azevedo - Compositore
mercoledì 25 gennaio 2012
Fundação Gulbenkian - Fernando Pessoa, Plural como o Universo
Mostra: 9 febbario – 30 aprile
Fundação Calouste Gulbenkian - Lisbona
Curatori: Carlos Felipe Moisés e Richard Zenith
Il poeta Fernando Pessoa e i suoi eteronimi saranno al centro della prossima esposizione della Fundação Gulbenkian di Lisbona, che sarà inaugurata l’8 febbraio 2012, nell’ambito delle celebrazioni per l’Anno del Brasile in Portogallo. Nata da una collaborazione tra la Fundação Roberto Marinho e il Museu da Lingua Portuguesa di Sao Paolo (Brasile), con il sostegno della Fundação Gulbenkian, l’esposizione offre un quadro completo della vita-opera e dell’opera-vita di Pessoa, conducendo il visitatore lungo un itinerario costituito dagli eventi biografici del poeta, presentati nella loro intima relazione con la formazione e la creazione letteraria dello scrittore portoghese. La mostra, inaugurata a San Paolo nel 2010, è stata trasferita a Rio de Janeiro a marzo del 2011.
Pessoa e gli eteronimi
Uno degli spazi di Fernando Pessoa, Plural como o Universo è dedicato alla presentazione, in comparti separati, dell’ortonimo e dei quattro più importanti eteronimi dello scrittore: Alberto Caeiro, Ricardo Reis, Alvaro de Campos e Bernardo Soares. In un altro spazio è allestita una raccolta di testi con l’intento di mostrare come potrebbero convivere, nello spirito di Pessoa, gli eteronimi, gli scritti autointerpretativi, e tutti gli altri progetti che il poeta andava sviluppando, all’interno di un processo dinamico e al contempo solitario.
La mostra comprende inoltre documenti inediti, quadri e altri oggetti che non sono mai stati esposti in Portogallo. All’interno dell’esposizione i visitatori troveranno anche uno spazio dedicato alla lettura, dove potranno disporre delle opere del poeta sia in portoghese che tradotte in altre lingue. Un’opportunità per la lettura o rilettura, in uno spazio inusuale, degli scritti di Pessoa.
Multimedia
La mostra presenta inoltre un’ampia rassegna di contributi multimediali: filmati, voci, suoni, poesie recitate, pagine di libri e poemi, di cui il visitatore potrà fruire con un solo tocco, grazie all’ausilio delle più moderne tecnologie messe a sua disposizione. Ciascun visitatore potrà costruire così un proprio percorso all’interno dell’esposizione, utilizzando il gran numero di scritti e di files esistenti. Parallelamente, in collaborazione con la Casa Fernando Pessoa, saranno realizzate attività complementari, che prevedono la proiezione di film, spettacoli musicali, laboratori per bambini e adulti, e letture inscenate. La mostra sarà anche un’occasione per un’ampia riflessione sull’opera di Fernando Pessoa: l’editore, lo scrittore e i suoi lettori, insieme alle testimonianze di 50 personalità, portoghesi e straniere, racconteranno della propria relazione con l’opera del poeta.
Fernando Pessoa, lo scrittore che ancora oggi suscita commozione e inquietudine, potrà essere così rivisitato, per tre mesi, attraverso questo viaggio affascinate nel suo universo esistenziale e letterario, che è assolutamente unico, molteplice e straordinario.
martedì 24 gennaio 2012
“Così l’Olanda saccheggia le entrate fiscali del Portogallo”
Dalla notizia de Il Sole 24 Ore alla lucida analisi di Carlo Colombo, che rievoca la figura di padre Antonio Vieira. Il missionario gesuita, autore del “Sermão pelo Bom Sucesso das Armas de Portugal contra as de Holanda”, contribuì a respingere i tentativi olandesi di occupare il Brasile, immalinconito dall’unione della corona portoghese a quella di Spagna.
Sabato 21 gennaio, il Sole 24 Ore dava un esempio concreto delle precarie fondamenta dell’Europa. In un momento di attacco speculativo che rischia di avere gravi conseguenze, è permesso a un paese membro di sottrarre risorse economiche ad un altro, già molto in difficoltà. L’antagonismo che si ripropone sembra uscito dai libri di storia, più che da uno stadio di calcio: Olanda contro Portogallo. “Così l’Olanda saccheggia le entrate fiscali del Portogallo” si annuncia sotto l’occhiello, che a sua volta strizza l’occhio alla celebre favola di La Fontaine: “Cicale e formiche europee”. Non è solo la naturale simpatia verso la cicala ad abbreviare il passo che separa l’antipatica formichina dalla colpevolezza. Lo scriveva anche Gianni Rodari, in una personale rivisitazione della favola classica. Il meccanismo che regola i rapporti di questa favola senza lieto fine è semplice. Il regime fiscale olandese favorisce i capitali societari prodotti nelle filiali di altri paesi dell’Ue. L’effetto è stata la migrazione da Lisbona ad Amsterdam di diciassette delle venti maggiori società portoghesi, alleggeriti della fiscalità sui frutti di attività in Brasile e Africa.
Per l’eccessivo indebitamento del secondo paese iberico, la stessa Europa che ha acconsentito alla pratica olandese impedisce ora al Portogallo di fare lo stesso per recuperare almeno parte del gettito perduto, con la spiegazione che i benefici sarebbero semplicemente teorici. Per quanto il ragionamento regga, è inevitabile notare come la legge del più forte sia retta dallo spirito dell’avidità, primo e maggiore dogma del capitalismo nella sua versione neoliberista. Se a questo dogma è ancora oggi delegato il compito di costruire un impero universale, o quinto impero come un barocco avrebbe intesa la globalizzazione, che regola i rapporti fra le nazioni e gli individui, è necessario ricordare che non sempre gli imperi sono stati immaginati su principi tanto odiosi quali la violenza, l’avidità e la sopraffazione. Perciò, davanti a una simile notizia, ricordiamo la figura di padre Antonio Vieira, che secondo Fernando Pessoa fu “imperatore della lingua portoghese”. A metà del XVII secolo, il suo “Sermão pelo Bom Sucesso das Armas de Portugal contra as de Holanda” diede un contributo a respingere i tentativi olandesi di occupare il Brasile, immalinconito dall’unione della corona portoghese a quella di Spagna. La riscossa, arrivata con la Restaurazione dell’indipendenza nazionale, dovette molto alla spinta mistica e profetica che partì dalle “Trovas” del Bandarra per sfociare nei mille rivoli del Sebastianismo. In questa operazione, intellettuale e al contempo popolare, il gesuita missionario di Camutà ebbe un ruolo di primo piano, tanto per il contrasto agli “eretici” olandesi quanto ai rapaci coloni portoghesi, sempre a caccia di schiavi tra gli indios da impiegare come manodopera per i loro allucinati sogni di ricchezza. Non è un caso che l’opera più nota di padre Vieira, “Historia do Futuro”, sia inclusa nella più articolata e ampia “Clavis Prophetarum”, rimasta incompleta.
Come riferisce Silvano Peloso in “Antonio Vieira e l’impero universale”, l’intento era pronosticare e determinare insieme, secondo la doppia caratteristica delle profezie, la nascita di un impero di pace e prosperità (incluso il ritorno degli ebrei nella terra promessa) fondato sull’amore, secondo un messaggio evangelico capace di superare le diverse confessioni e religioni, in uno sforzo che oggi diremmo ecumenico. Che la cosa non piacesse al potere costituito, Chiesa e assolutismo stretti nella santa alleanza, è abbastanza chiaro dalla persecuzione cui l’autore fu fatto oggetto per mano dell’Inquisizione. Lasciamo volentieri al lettore il piacere di scovare analogie e differenze, consonanze e contraddizioni, anacronismi e sintonie tra le fantasie barocche di padre Vieira e il mondo di oggi.
Carlo Colombo ©
Per approfondimenti:
Antonio Vieira, “Per la storia del futuro”, L’Eubage, Aosta, 2002
Silvano Peloso, “Antonio Vieira e l’impero universale. La Clavis Prophetarum e i documenti inquisitoriali”, Sette città, Viterbo, 2005
Antonio Vieira, “Sermão pelo Bom Sucesso das Armas de Portugal contra as de Holanda” (bocc.ubi.pt/pag/vieira-antonio-contra-armas-holanda.pdf)
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