giovedì 9 febbraio 2012

Il fado di Ana Moura ad Aosta

Giovedì 1 marzo - ore 21.00
Teatro Giacosa

AOSTA - La voce e il fascino di Ana Moura portano ad Aosta le note e le atmosfere del nuovo fado portoghese. L'artista di Santarem salirà sul palco del teatro Giacosa giovedì 1 marzo (alle 21, biglietto 15 euro) nell'ambito della Saison Culturelle, rassegna organizzata dall'Assessorato regionale all'Istruzione e Cultura.
Erede di una lunga dinastia di "fadiste" - a partire dall'indimenticabile Amalia Rodrigues, fino a Dulce Pontes, passando per Tereza Salgueiro, Bevinda, Mafalda Arnauth, Cristina Branco e Mariza (alcune ben note al nostro pubblico per i loro straordinari concerti in Valle) - Ana Moura esplora la contemporaneità con il suo fado che ha conquistato la ribalta internazionale.
Il suo primo album Guarda-me a Vida Na Mo è uscito in Portogallo nel 2003 e subito ha ricevuto ottimi giudizi dalla critica nazionale e internazionale. Grazie al successo di Aconteceu, Ana Moura ha partecipato ad un tour nei Paesi Bassi suonando nello storico Concertgebouw di Amsterdam. Proprio in quel periodo Tim Ries, il sassofonista dei Rolling Stones, colpito dalla voce di Ana, la invitò la cantante a partecipare ad un suo progetto: il secondo volume del Rolling Stones Project e nel giugno 2007 Mick Jagger la sorprese invitandola a salire con loro sul palco dello stadio Alvalade di Lisbona di fronte a 30.000 spettatori cantando assieme a lui No expectations.
Alla fine del 2006 Ana Moura ha cominciato a registrare i brani di Para Alem da Saudade. L'album, a lungo in testa alla classifica delle vendite in Portogallo, contiene fado originali ma anche musiche tradizionali con nuovi testi poetici. A giugno 2008 Ana Moura si è esibita al Coliseu do Porto e al Coliseu dos Recreios a Lisbona in due concerti considerati memorabili da parte del pubblico anche per le due ospiti a sorpresa che la cantante ha portato sul palco: Beatriz da Conceio e Maria da Fé, due fra le più significative voci nella storia del fado.
Nel frattempo la cantante ha vinto il doppio disco di platino, rendendo Para Alem da Saudade uno degli album di fado di maggior successo nella storia. Nello stesso anno è stata premiata anche dalla più grande associazione portoghese negli Stati Uniti (Palcus) con un prestigioso riconoscimento internazionale. Sempre in quel periodo l'interprete portoghese ha pubblicato il suo promo dvd Coliseu, la registrazione della magica serata di giugno in Lisbona, che ha ricevuto grandi apprezzamenti dalla critica. Per il suo ultimo album Leva-me Aos Fados Ana Moura è stata recentemente premiata ai Globos de Ouro come migliore interprete. (ANSA).

Casa da Galeria - Centro de Arte Contemporânea
Cinema Alemão - Ciclo Werner Herzog


11 de Fevereiro de 2012, 16h
Casa da Galeria - Centro de Arte Contemporânea
R. Prof Dr. Joaquim Augusto Pires de Lima 33-37
4780-449 Santo Tirso - Região Norte do Distrito do Porto
Entrada livre

A Casa da Galeria irá dar início (11 de Fevereiro) ao ciclo de cinema Werner Herzog Até Ao Fim do Mundo – uma programação do Cineclube de Joane em colaboração com o Goethe Institut. Tal como tem vindo a ser hábito, o Cineclube de Joane fará a apresentação do ciclo e no final da sessão, moderará uma pequena tertúlia com os presentes.
“Da geração órfã do cinema alemão, no final dos anos 60, brotou Werner Herzog, cineasta singular.
Afamado pelas rodagens impossíveis, pelos conflitos com Klaus Kinsky, protagonista de 5 dos seus filmes, o fascínio pela obra de Herzog revela um alcance muito mais vasto: o cineasta empreendeu um percurso orientado para a construção de um conjunto de obras reveladoras do mundo, da civilização e da linguagem.
Este interesse antropológico, revelador de uma paixão pelo mundo, permite-nos viajar até ao local mais remoto e inóspito do planeta, interagir com os últimos representantes de uma tribo ou de um ofício particular, o que nos conduz, por vezes simultaneamente, ao fim do mundo, à criação e a contextos que roçam a ficção científica.
Num património de imagens e sons inigualável, Herzog procura, de forma perseverante, nas paisagens e nos rostos, o que ele designa por “verdade extática”, um espanto encantado, um grito que vem das imagens.
14 filmes que percorrem mais de 30 anos de produção, distribuídos por 7 sessões, onde a ficção e o documentário se unificam indistintos, num programa montado em colaboração com o Goethe Institut”. (Cineclube de Joane, Janeiro de 2012)

O ciclo começa com o filme «Fata Morgana» (1970, 79 min.) e divide-se em 3 capítulos: a Criação, o Paraíso e a Idade do Ouro.

FATA MORGANA (79 min, 1970)
Dividido em três capítulos: Criação, Paraíso e A Idade do Ouro. Contado por três diferentes narradores alemães: a historiadora de cinema Lotte Eisner, Eugen Des Montagnes, e Wolfgang von Ungern-Sternberg. O termo tomado para título, Fata Morgana, refere-se a miragens, e é um bom título para a obra filmada nos desertos do Norte de África. Trata-se de uma sucessão rítmica e musical de imagens e cenas curtas.
Na criação o Universo navega numa calma perfeita, existindo só o céu e o mar e as imagens mostram, em movimentos laterais, dunas e montanhas imponentes, interrompidas por poucos momentos civilizacionais. A voz de Lotte Eisner lê passos do Popol Vuh, o livro da criação dos Quíchas da Guatemala. No Paraíso aparecem figuras humanas em diversas situações, sobre as quais se detém o olhar do realizador. A voz, entretanto, conta-nos como é a vida nas terras paradisíacas e sugere imagens surreais e hipnóticas. A Idade do Ouro, pelo contrário, é o tempo da completa degradação e a natureza é um conceito já esquecido. Um grupo medíocre toca a música num baile, alguns turistas saem de um terreno vulcânico, um homem de fato de mergulho mostra bocados de uma tartaruga.

Werner Herzog

Título Original: Fata Morgana (1970, 79 min.)
Realização, Argumento e Produção: Werner Herzog
Interpretação: Wolfgang von Ungern-Sternberg, James Wiliam Gledhill, Eugen des Montagnes
Narração: Lotte Eisner, W. Bächler, M. Eigendorf
Fotografia: Jörg Schmidt-Reitwein
Música: Händel, Mozart, Blind Faith, Couperin, L. Cohen

mercoledì 8 febbraio 2012

Charles Dickens in Portogallo

La Biblioteca Nacional de Portugal (BNP) dedica una mostra allo scrittore inglese nel bicentenario della nascita.


La BNP celebra il bicentenario della nascita di Charles Dickens (7 febbraio 1812) con una mostra biblio-iconografica realizzata in collaborazione con il Centro de Estudos Anglísticos da Universidade de Lisboa (CEAUL). L’esposizione ricostruisce la storia della pubblicazione delle opere di Dickens in Portogallo a partire dal 22 agosto 1839, quando il periodico critico-letterario O Ramalhete pubblicò Conto verdadeiro: o estalajadeiro de Andermatt, il primo racconto dello scrittore tradotto in lingua portoghese. Un esemplare della storica rivista è esposto nella mostra inaugurata ieri a Lisbona, che rimarrà aperta fino al 10 marzo 2012.
Charles Dickens cominciò la sua carriera letteraria con la pubblicazione di racconti brevi, usciti inizialmente su giornali e riviste, e pubblicati solo più tardi in volume. Risale al 1833 il racconto A Dinner at Poplar’s Walk, apparso sul numero di dicembre del Monthly Magazine. Avvenne così anche per il suo romanzo The Pickwik Papers (1836-1837) e con quelli successivi, che uscirono inizialmente su pubblicazioni mensili o settimanali. Lo stesso scrittore fu editore di pubblicazioni periodoche come Bentley’s Miscellany, Household Words e All the Year Round.
La ricezione delle opere di Charles Dickens in Portogallo fu avviata dalla traduzione di vari racconti brevi, tratti in gran parte dall’opera Sketches by Boz, e pubblicati soprattutto dopo il 1860. Ed è ancora nell’Ottocento che furono presentati al pubblico portoghese le prime traduzioni dei romanzi: Oliver Twist (1837-1839), The Life and Adventures of Nicholas Nickleby (1838-1839), A Tale of two Cities (1859), Great Expectations (1860-1861) e The Posthumous Papers of the Pickwick Club (1836-1837).
Durante il XX secolo le pubblicazioni delle opere di Dickens in Portogallo furono concentrate soprattutto fra il 1940 e il 1960. In questo periodo uscirono per la prima volta in portoghese i romanzi The Old Curiosity Shop (1840-1841), Hard Times, for these Times (1854), The Life and Adventures of Martin Chuzzlewit (1843-1844), The Mystery of Edwin Drood (incompiuto), Dealings with the Firm of Dombey and Son (1846-1848) e Little Dorrit (1855-1857).
Alla fine del Novecento comparvero nuove traduzioni di racconti brevi, destinati soprattutto a bambini e giovani lettori.
Il suo romanzo più celebrato, David Copperfield (1849-1859), ricco di elementi autobiografici, è stato tradotto per la prima volta in portoghese nel 1909, e ha conosciuto sette edizioni diverse. Il racconto A Christmas Carol in Prose: A Ghost Story of Christmas (1843) è uscito in Portogallo con vari titoli (Cântico de Natal, Laos de Natal, Conto de Natal, ecc), e ha riscosso, con più di venti edizioni diverse, un grande successo fra i lettori. Lo stesso dicasi per il romanzo Oliver Twist, or, the Parish Boy’s Progress (1837-1839) che è stato tradotto ben diciassette volte.
Per sottolineare il grande interesse per Charles Dickens in Portogallo, segnaliamo inoltre il film Tempos Difíceis, este tempo, tratto dal romanzo Hard Times, for these Times (1854), realizzato da João Botelho nel 1988. Il film, con musiche di António Pinho Vargas e la partecipazione degli attori Henrique Viana, Julia Britton, Eunice Muñoz, Ruy Furtado e Isabel de Castro, è stato proiettato alla Cinemateca Portuguesa, alla presenza del regista, nel giorno della celebrazione del bicentenario della nascita di Dickens.



lunedì 6 febbraio 2012

All’architetto portoghese Paulo David la Medaglia Alvar Aalto 2012

L’architettura in Portogallo si conferma una delle aree d’eccellenza del paese. Quest’anno la Medaglia Alvar Aalto è stata assegnata all’architetto portoghese Paulo David. Si tratta di un premio molto prestigioso conferito ogni quattro anni dalla Associazione Finlandese degli Architetti ed intitolato ad Alvar Aalto. La premiazione è avvenuta il 4 febbraio al Gala World Design Capital di Lahti, in Finlandia. A parere della giuria, l’architettura di David costituisce una sintesi convincente di architettura contemporanea e tradizionale. Come si legge nella motivazione, il premio è stato conferito a David “per la sua capacità di creare un’architettura senza tempo, svolgendo un ruolo significativo nella sua isola natale di Madeira. Il rispetto di David per la storia, il tempo, lo spazio, la cultura e la tecnologia gli hanno permesso di resistere alla tendenza di una “architettura disperatamente interessante” e di creare una nuova immagine degli storici paesaggi vulcanici di Madeira”.
La Medaglia Alvar Aalto è stata assegnata 11 volte, e Paulo David è il secondo portoghese a ricevere l’importante riconoscimento dopo Siza Vieira premiato nel 1988. Fra le sue opere maggiormente celebrate il Centro das Artes - Casa das Mudas sull’isola di Madeira.


 







Immagini del Centro das Artes - Casa das Mudas di Madeira

domenica 5 febbraio 2012

Arcipelago di Madeira
LA FESTA DEI FIORI

Dal 19 al 25 Aprile 2012

Con l’arrivo della Primavera, la città di Funchal si trasforma in un inebriante parco floreale multicolore e pieno d’incanto. La magia di questo evento ha inizio sabato mattina con il Corteo Infantile, quando centinaia di bambini vestiti a festa sfilano fino alla Piazza del Municipio, per comporre un bellissimo murale di fiori, battezzato simbolicamente il Muro della Speranza. Nel pomeriggio di domenica, le strade della baixa cittadina risuonano di musica e colori con la famosa sfilata dei carri allegorici floreali, che mettono in mostra la molteplice varietà di fiori presenti sull’isola, diffondendo nell’aria i loro profumi.
Parallelamente a questi eventi, la Festa dei Fiori comprende una serie di attività artistiche, ludiche e ricreative ricche di charme e simbolismi, come la composizione di delicati tappeti floreali di ineguagliabile bellezza lungo le principali strade di Funchal. Completano il programma della festa i concerti musicali, gli spettacoli dei gruppi folkloristici della regione, i concorsi di decorazione floreale. Imperdibile la visita all’incantevole Esposizione del Fiore allestita presso il Largo da Restauração.
Nella regione si trovano, inoltre, giardini botanici di grande pregio. Qui si coltivano fiori e piante provenienti da tutte le latitudini, che normalmente crescono senza difficoltà nel particolare clima madeirense.

Il Giardino Botanico di Madeira è stato aperto al pubblico nel 1960, e si trova a 3 km dal centro di Funchal, sulla dorsale sud di un avvallamento caratterizzato da condizioni eccezionali per la riproduzione e il mantenimento di una esuberante vegetazione. Nei suoi giardini, occupanti un’area superiore a 35.000 mq, oltre 2000 piante oriunde di tutti i continenti convivono come nel loro habitat d’origine, perfettamente adattate alle caratteristiche ambientali dell’isola. In un‘epoca caratterizzata dal crescente impoverimento della biodiversità a livello mondiale, il Giardino Botanico di Madeira costituisce un polo scientifico e culturale di primaria importanza, con l’obiettivo di conservare e proteggere le piante minacciate di estinzione. Notevole interesse rivestono inoltre il Museo di Storia Naturale e l’Erbario dell’isola.







Per maggiori informazioni:

Cinemateca Portuguesa-Museu do Cinema
O PRIMEIRO OLHAR: O CICLO DAS ESTAÇÕES

Em colaboração com Os Filhos de Lumière Associação Cultural

Quinta-feira 9 de Fevereiro de 2012 às 19h00
Cinemateca Portuguesa-Museu do Cinema
Rua Barata Salgueiro, 39 - Lisboa


Integrado na oficina fundadora da Associação Os Filhos de Lumière, “O Primeiro Olhar – O Ciclo das Estações” é um projecto que alia a iniciação ao cinema com a observação e reflexão sobre os ciclos da natureza, que culminou na realização de quatro filmes-ensaio (ou um filme em quatro partes) sobre as várias estações do ano. Realizados entre Outubro de 2009 e Setembro de 2010 no Jardim Botânico de Lisboa – o outro parceiro deste projecto –, os vários filmes a apresentar envolveram a participação de alunos de quatro escolas: Escola Secundária Passos Manuel (Outono), Escola Secundária Pedro Nunes (Inverno), Escola Básica Marquesa de Alorna (Primavera) e o Centro de Promoção Juvenil (CPJ) (Verão). Depois de uma primeira projecção na Cinemateca Júnior, onde os filmes foram apresentados dois a dois, esta sessão procura reunir todos os participantes do projecto de modo a que possam ver os quatro filmes juntos, partilhem o seu olhar e reflictam sobre esta experiência.

Projecção seguida de conversa com os participantes do projecto

FIM DE VERÃO
Portugal, 2011 – 10 min

OUTONO
Portugal, 2011 – 10 min

INVERNO
Portugal, 2011 – 10 min

PRIMAVERA
Portugal, 2011 – 10 min

Acompanhados por profissionais de cinema, pelos professores das respectivas escolas e por elementos do Serviço de Extensão Pedagógica do Jardim Botânico, os participantes do projecto “O Primeiro Olhar – O Ciclo das Estações” tiveram oportunidade de preparar, rodar e montar quatro filmes sobre as várias estações do ano. FIM DE VERÃO, OUTONO, INVERNO e PRIMAVERA é assim o estimulante resultado de um programa pedagógico que procura conciliar a iniciação ao cinema com a observação da natureza e dos seus diferentes ciclos.


Cinemateca Portuguesa-Museu do Cinema
Rua Barata Salgueiro, 39
1269 -059 Lisboa, Portugal
Tel. 213 596 200 | Fax 213 523 180

Os Filhos de Lumière

domenica 29 gennaio 2012

Sérgio Azevedo - Reflections on a Portuguese Lullaby

Carlos Damas, violino
Mission Chamber Orchestra diretta da Emily Ray

“Reflections on a Portuguese Lullaby” è una composizione di rara e intensa bellezza del musicista portoghese Sérgio Azevedo (nella foto), fra i più importanti e prolifici compositori della sua generazione. Il pezzo s’ispira al tema di Ó Menino Ó, un’antica ninna nanna della musica tradizionale portoghese. Il compositore, fin dalle prime battute, espone il tema musicale affidandolo al “canto” intimo e sognante del violino, come per avvolgere, con delicatezza soffusa, il sonno di un bambino appena addormentato. Poche e semplici note utilizzate per esplorare a fondo il registro dello strumento. Lo sviluppo del tema prosegue lentamente, con il “canto” dell’orchestra che si accompagna e si alterna al violino in un equilibrio perfetto. Secondo Eduardo Aroso, “…il compositore riduce al minimo l’intervento dell’orchestra, sebbene questa emerga di tanto in tanto negli opportuni crescendo. Se volessimo utilizzare un’immagine poetica, si direbbe che la delicatezza dell’interpretazione e lo stesso strumento, il violino che "culla", suscitano il sogno del bambino, e il sogno è tutta l’orchestra che sta appena sullo sfondo, giusto il necessario”.

Vi proponiamo l’ascolto della registrazione dal vivo realizzata a San Jose, Palo Alto, in California (USA), nel mese di giugno del 2010. Al violino lo straordinario Carlos Damas. La Mission Chamber Orchestra è diretta da Emily Ray.


AVA - MUSICAL EDITIONS
http://www.editions-ava.com/store/composer/16/

Leggi anche:
Sérgio Azevedo - Compositore

mercoledì 25 gennaio 2012

Fundação Gulbenkian - Fernando Pessoa, Plural como o Universo

Mostra: 9 febbario – 30 aprile
Fundação Calouste Gulbenkian - Lisbona
Curatori: Carlos Felipe Moisés e Richard Zenith


Il poeta Fernando Pessoa e i suoi eteronimi saranno al centro della prossima esposizione della Fundação Gulbenkian di Lisbona, che sarà inaugurata l’8 febbraio 2012, nell’ambito delle celebrazioni per l’Anno del Brasile in Portogallo. Nata da una collaborazione tra la Fundação Roberto Marinho e il Museu da Lingua Portuguesa di Sao Paolo (Brasile), con il sostegno della Fundação Gulbenkian, l’esposizione offre un quadro completo della vita-opera e dell’opera-vita di Pessoa, conducendo il visitatore lungo un itinerario costituito dagli eventi biografici del poeta, presentati nella loro intima relazione con la formazione e la creazione letteraria dello scrittore portoghese. La mostra, inaugurata a San Paolo nel 2010, è stata trasferita a Rio de Janeiro a marzo del 2011.

Pessoa e gli eteronimi

Uno degli spazi di Fernando Pessoa, Plural como o Universo è dedicato alla presentazione, in comparti separati, dell’ortonimo e dei quattro più importanti eteronimi dello scrittore: Alberto Caeiro, Ricardo Reis, Alvaro de Campos e Bernardo Soares. In un altro spazio è allestita una raccolta di testi con l’intento di mostrare come potrebbero convivere, nello spirito di Pessoa, gli eteronimi, gli scritti autointerpretativi, e tutti gli altri progetti che il poeta andava sviluppando, all’interno di un processo dinamico e al contempo solitario.
La mostra comprende inoltre documenti inediti, quadri e altri oggetti che non sono mai stati esposti in Portogallo. All’interno dell’esposizione i visitatori troveranno anche uno spazio dedicato alla lettura, dove potranno disporre delle opere del poeta sia in portoghese che tradotte in altre lingue. Un’opportunità per la lettura o rilettura, in uno spazio inusuale, degli scritti di Pessoa.

Multimedia

La mostra presenta inoltre un’ampia rassegna di contributi multimediali: filmati, voci, suoni, poesie recitate, pagine di libri e poemi, di cui il visitatore potrà fruire con un solo tocco, grazie all’ausilio delle più moderne tecnologie messe a sua disposizione. Ciascun visitatore potrà costruire così un proprio percorso all’interno dell’esposizione, utilizzando il gran numero di scritti e di files esistenti. Parallelamente, in collaborazione con la Casa Fernando Pessoa, saranno realizzate attività complementari, che prevedono la proiezione di film, spettacoli musicali, laboratori per bambini e adulti, e letture inscenate. La mostra sarà anche un’occasione per un’ampia riflessione sull’opera di Fernando Pessoa: l’editore, lo scrittore e i suoi lettori, insieme alle testimonianze di 50 personalità, portoghesi e straniere, racconteranno della propria relazione con l’opera del poeta.
Fernando Pessoa, lo scrittore che ancora oggi suscita commozione e inquietudine, potrà essere così rivisitato, per tre mesi, attraverso questo viaggio affascinate nel suo universo esistenziale e letterario, che è assolutamente unico, molteplice e straordinario.



Attenzione: le immagini contenute nel post appartengono alla Fundação Calouste Gulbenkian di Lisbona, che ne autorizza l'uso solo per promuovere la mostra Fernando Pessoa, Plural como o Universo. Ogni altro utilizzo è vietato.

martedì 24 gennaio 2012

“Così l’Olanda saccheggia le entrate fiscali del Portogallo”

Dalla notizia de Il Sole 24 Ore alla lucida analisi di Carlo Colombo, che rievoca la figura di padre Antonio Vieira. Il missionario gesuita, autore del “Sermão pelo Bom Sucesso das Armas de Portugal contra as de Holanda”, contribuì a respingere i tentativi olandesi di occupare il Brasile, immalinconito dall’unione della corona portoghese a quella di Spagna.

Sabato 21 gennaio, il Sole 24 Ore dava un esempio concreto delle precarie fondamenta dell’Europa. In un momento di attacco speculativo che rischia di avere gravi conseguenze, è permesso a un paese membro di sottrarre risorse economiche ad un altro, già molto in difficoltà. L’antagonismo che si ripropone sembra uscito dai libri di storia, più che da uno stadio di calcio: Olanda contro Portogallo. “Così l’Olanda saccheggia le entrate fiscali del Portogallo” si annuncia sotto l’occhiello, che a sua volta strizza l’occhio alla celebre favola di La Fontaine: “Cicale e formiche europee”. Non è solo la naturale simpatia verso la cicala ad abbreviare il passo che separa l’antipatica formichina dalla colpevolezza. Lo scriveva anche Gianni Rodari, in una personale rivisitazione della favola classica. Il meccanismo che regola i rapporti di questa favola senza lieto fine è semplice. Il regime fiscale olandese favorisce i capitali societari prodotti nelle filiali di altri paesi dell’Ue. L’effetto è stata la migrazione da Lisbona ad Amsterdam di diciassette delle venti maggiori società portoghesi, alleggeriti della fiscalità sui frutti di attività in Brasile e Africa.

Per l’eccessivo indebitamento del secondo paese iberico, la stessa Europa che ha acconsentito alla pratica olandese impedisce ora al Portogallo di fare lo stesso per recuperare almeno parte del gettito perduto, con la spiegazione che i benefici sarebbero semplicemente teorici. Per quanto il ragionamento regga, è inevitabile notare come la legge del più forte sia retta dallo spirito dell’avidità, primo e maggiore dogma del capitalismo nella sua versione neoliberista. Se a questo dogma è ancora oggi delegato il compito di costruire un impero universale, o quinto impero come un barocco avrebbe intesa la globalizzazione, che regola i rapporti fra le nazioni e gli individui, è necessario ricordare che non sempre gli imperi sono stati immaginati su principi tanto odiosi quali la violenza, l’avidità e la sopraffazione. Perciò, davanti a una simile notizia, ricordiamo la figura di padre Antonio Vieira, che secondo Fernando Pessoa fu “imperatore della lingua portoghese”. A metà del XVII secolo, il suo “Sermão pelo Bom Sucesso das Armas de Portugal contra as de Holanda” diede un contributo a respingere i tentativi olandesi di occupare il Brasile, immalinconito dall’unione della corona portoghese a quella di Spagna. La riscossa, arrivata con la Restaurazione dell’indipendenza nazionale, dovette molto alla spinta mistica e profetica che partì dalle “Trovas” del Bandarra per sfociare nei mille rivoli del Sebastianismo. In questa operazione, intellettuale e al contempo popolare, il gesuita missionario di Camutà ebbe un ruolo di primo piano, tanto per il contrasto agli “eretici” olandesi quanto ai rapaci coloni portoghesi, sempre a caccia di schiavi tra gli indios da impiegare come manodopera per i loro allucinati sogni di ricchezza. Non è un caso che l’opera più nota di padre Vieira, “Historia do Futuro”, sia inclusa nella più articolata e ampia “Clavis Prophetarum”, rimasta incompleta. 

Come riferisce Silvano Peloso in “Antonio Vieira e l’impero universale”, l’intento era pronosticare e determinare insieme, secondo la doppia caratteristica delle profezie, la nascita di un impero di pace e prosperità (incluso il ritorno degli ebrei nella terra promessa) fondato sull’amore, secondo un messaggio evangelico capace di superare le diverse confessioni e religioni, in uno sforzo che oggi diremmo ecumenico. Che la cosa non piacesse al potere costituito, Chiesa e assolutismo stretti nella santa alleanza, è abbastanza chiaro dalla persecuzione cui l’autore fu fatto oggetto per mano dell’Inquisizione. Lasciamo volentieri al lettore il piacere di scovare analogie e differenze, consonanze e contraddizioni, anacronismi e sintonie tra le fantasie barocche di padre Vieira e il mondo di oggi. 

Carlo Colombo ©

Padre Antonio Vieira

Per approfondimenti:
Antonio Vieira, “Per la storia del futuro”, L’Eubage, Aosta, 2002
Silvano Peloso, “Antonio Vieira e l’impero universale. La Clavis Prophetarum e i documenti inquisitoriali”, Sette città, Viterbo, 2005
Antonio Vieira, “Sermão pelo Bom Sucesso das Armas de Portugal contra as de Holanda” (bocc.ubi.pt/pag/vieira-antonio-contra-armas-holanda.pdf)

domenica 22 gennaio 2012

Lisboa dos Italianos: Arte e História (Sécs. XIV-XVIII)


Post bilingue: italiano-português

2.º Ciclo di Conferenze: Relazioni luso-italiane nell’epoca medievale e moderna
Da marzo a dicembre 2012

La presentazione dei nuovi studi e dei percorsi di ricerca sulla comunità italiana di Lisbona nell’Età Moderna ha costituito l’obiettivo del Iº ciclo di conferenze luso-italiane che si è concluso a dicembre del 2011. La varietà degli approcci presentati, dall’arte alla religione e dal commercio alla medicina, ha rivelato che c’è ancora molto da indagare in questa direzione.
Inoltre, l’interesse che hanno suscitato le comunicazioni sul tema della presenza italiana a Lisbona nei secoli XIV-XVIII, così come le numerose questioni sollevate dal pubblico, ci ha portato a riunire un gruppo di ricercatori di istituzioni portoghesi e straniere, che si sono dedicati alla ricerca in questo ambito, per dare alcune risposte e, al contempo, sviluppare un approfondimento del tema. Questo IIº ciclo, oltre a connotarsi come una logica continuazione del discorso iniziato nel 2011, intende focalizzare l’attenzione sulla città di Lisbona, seguendo le tracce lasciate dalla presenza italiana lì residente o semplicemente di passaggio, nel tentativo di ricostruire la memoria della Lisbona italiana, fra arte, patrimonio e storia, nel Medioevo e nell’Età Moderna.


2.º Ciclo de Conferências: Relações Luso Italianas na época medieval e moderna
Março a Dezembro 2012

A apresentação de novos estudos e pistas de investigação sobre a comunidade italiana em Lisboa na Idade Moderna constituiu o objectivo do Iº ciclo de conferências luso-italianas cuja conclusão teve lugar em Dezembro de 2011. A variedade das abordagens apresentada, da arte à religião e do comércio à medicina, revelou que ainda há muito para investigar nesse sentido.
Para além disso, o interesse que as comunicações despertaram sobre o tema da presença italiana em Lisboa nos séculos XIV-XVIII, assim como as inúmeras questões levantadas pelo público em geral, levou-nos a reunir um grupo de investigadores de instituições portuguesas e estrangeiras que têm dedicado as suas pesquisas neste âmbito para dar algumas respostas e, simultaneamente, avançar no aprofundamento da temática. Este IIº ciclo, além de se concretizar como sendo uma lógica continuação
de um discurso iniciado em 2011, pretende focar a sua atenção sobre a cidade de Lisboa seguindo o rasto deixado pela presença italiana ali residente ou simplesmente de passagem, numa tentativa de reconstruir a memória, entre arte, património e história, da Lisboa Italiana no largo tempo da Idade Medieval e Moderna.


Comissão Científica
Luís Filipe Barreto (Presidente do Centro Científico e Cultural de Macau, I.P.)
João Paulo Oliveira e Costa (Director do Centro de História de Além-Mar, FCSH-UNL | UAç)
Maria João Pereira Coutinho (Instituto de História de Arte, FCSH-UNL)
Pedro Flor (Instituto de História de Arte, FCSH-UNL)
Lídia Ramogida (Directora do Istituto Italiano di Cultura)

Comissão Organizadora
Nuno Senos (Centro de História de Além-Mar, FCSH-UNL | Uaç)
Nunziatella Alessandrini (Centro de História de Além-Mar, FCSH-UNL | UAç)
Pedro Flor (Instituto de História de Arte, FCSH-UNL)
Mariagrazia Russo (Università della Tuscia-Viterbo)
Gaetano Sabatini (Università Roma Tre)

“Dialoghi del Premio Nonino”
Il neuroscienziato portoghese António R. Damasio incontra il teologo tedesco Hans Küng

“Nonino distillatori” e Comune di Udine organizzano un dialogo aperto al pubblico con il vincitore del Premio Nonino 2012

Sabato 28 gennaio alle ore 18.00 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine ritornano i "Dialoghi del Premio Nonino". Attesi ospiti il teologo tedesco Hans Küng, vincitore 2012 del prestigioso riconoscimento, e il neuroscienziato portoghese, António R. Damasio, membro della giuria del Premio che ogni anno assegna un riconoscimento alle personalità che maggiormente si sono distinte nel mondo della cultura e delle arti. A colloquiare con gli ospiti Armando Massarenti, filosofo e responsabile del supplemento culturale della domenica de “Il Sole24 Ore”.

Hans Küng, nato a Sursee, Svizzera, è uno studioso di teologia e filosofia e uno scrittore prolifico. Ha studiato teologia e filosofia all’Università Gregoriana di Roma, alla Sorbona e all’Istituto Cattolico di Parigi. Dal 1960 fino al pensionamento nel 1996, è stato Professore di Teologia Ecumenica all’Università di Tubinga. Dal 1962 al 1965 ha lavorato come consulente teologico ufficiale (Perito) per il Concilio Ecumenico Vaticano Secondo nominato da Papa Giovanni XXIII. Nel 1979 il Vaticano ha revocato a Küng il permesso di insegnare la materia ecclesiastica a causa della sua opposizione contro la dottrina dell’infallibilità del Papa, ma il teologo tedesco ha mantenuto la sua cattedra e il suo ruolo, ed è rimasto uno stimato sacerdote. Molti i libri scritti e tradotti in diverse lingue del mondo. Küng nel 2001 è stato invitato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite a far parte del Group of Eminent Persons, che sono gli autori del manifesto delle Nazioni Unite “Crossing the Divide: Dialogue among Civilizations”. Dal 2007 al 2010 è stato membro del consiglio del Global Humanitarian Forum (Ginevra) fondato da Kofi Annan.


António R. Damasio, nato a Lisbona e attivo negli Stati Uniti, è tra i nomi di maggior rilievo nel panorama internazionale delle neuroscienze. Laureatosi in medicina fino al 2005 è stato presidente del Dipartimento di Neurologia presso il College of Medicine della University of Iowa. Dal 2005 è direttore del Brain and Creativity Institute dell'University of Southern California dove è professore di Neurologia, neuroscienze e psicologia. È professore incaricato presso il Salk Institut for Biological Studies di La Jolla in California. Le sue ricerche sulla neurologia della visione, della memoria e del linguaggio, e i suoi contributi allo studio della malattia d’Alzheimer gli hanno procurato fama internazionale. Autore di numerosissimi articoli scientifici, tra i suoi testi occorre citare: Descartes error. Emotion, reason and the human brain [L'errore di Cartesio. Emozioni, ragione e cervello umano] (1994); Feeling of what happens [Emozione e coscienza] (1999); Looking for Spinoza. Joy, sorrow, and the feeling brain [lla ricerca di Spinoza. Emozioni, sentimenti e cervello (2003); Self comes to mind: constructing the conscious brain (2010).

Ingresso libero con prenotazione:
• residenti nel Comune di Udine possono ritirare il tagliando segnaposto direttamente presso la biglietteria del Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” a partire da martedì 24 gennaio in orario di apertura (dal lunedì al sabato dalle 16.00 alle 19.00);
• per chi abita fuori città è possibile prenotare il proprio posto inviando una e-mail all’indirizzo biglietteria@teatroudine.it 

La prenotazione comporta il ritiro del tagliando segnaposto entro un’ora dall’inizio dell’evento, questo per poter rendere disponibili i posti prenotati e non ritirati.
Si possono ritirare e prenotare fino ad un massimo di quattro tagliandi a testa.
Informazioni:
biglietteria del Teatro Giovanni da Udine
tel. 0432 248418

Fonte: Comune di Udine

Abrantes - Massimo Esposito, pintor italiano 25 anos em Portugal

Un successo l’inaugurazione della mostra
Post bilingue: italiano – português

Circa cento persone hanno assistito nel pomeriggio di venerdì, 13 gennaio, all’inaugurazione della mostra "Pintor Italiano 25 anos em Portugal" di Massimo Esposito. La mostra, che rimane aperta fino al prossimo 10 febbrario alla Biblioteca Municipale “António Botto” di Abrantes, è stata preceduta dalla proiezione del cortometraggio “Details”, realizzato da Margarida Cartaxo. Alla fine i visitatori hanno potuto gustare alcune specialità gastronomiche italiane.
L’esposizione "Pintor Italiano 25 anos em Portugal" ha avuto un grande successo e ne hanno dato notizia la stampa regionale e la Rtp1 Regiões.


Massimo Esposito (a destra) con alcuni visitatori all'inaugurazione della mostra


Abrantes - Massimo Esposito, pintor italiano 25 anos em Portugal
Abertura da exposição em foi um sucesso!

Cerca de uma centena de pessoas assistiram na tarde de sexta-feira, 13 de Janeiro, à inauguração da exposição “25 anos em Portugal” do pintor italiano Massimo Esposito. A mostra, que permanece até 10 de Fevereiro na Biblioteca Municipal “António Botto”, em Abrantes, foi antecedida pela exibição da curta-metragem “Details”, realizada por Margarida Cartaxo. No final, os convidados tiveram a oportunidade de experimentar algumas iguarias da gastronomia italiana.
A exposição "Pintor Italiano 25 anos em Portugal" foi um claro sucesso e foi divulgada pela imprensa regional e na Rtp1 Regiões.

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sabato 21 gennaio 2012

Tesori della Biblioteca Nacional de Portugal
LA BIBBIA DI CERVERA


La Bíblia de Cervera è un meraviglioso codice miniato conservato nella Biblioteca Nacional de Portugal. Si tratta di una delle più antiche e notevoli bibbie sefardite che sono sopravvissute alla distruzione di gran parte delle comunità giudaiche di Castiglia e Aragona, a partire dal 1391, e all’espulsione degli ebrei dalla Spagna (1492) e dal Portogallo (1498).
Raro esempio di paleografia ebraica peninsulare del suo tempo, la Bíblia de Cervera è un manoscritto su pergamena in lingua e caratteri ebraici, realizzata a Cervera (Lérida, Spagna) nel 1299 -1300.
Il codice, formato da 451 fogli (a 2 colonne e 31 linee), è riccamente miniato e profuso d'oro e colori con motivi tratti dall'arte mozarabica e dalla religione giudaica. Comprende i libri dell’Antico Testamento, la masorah (analisi del testo biblico con note sulla scrittura e la pronuncia esatta delle parole, vocabolario e altre annotazioni), e un trattato grammaticale del Rabbino David Qimhi (1160?-1235?).
La Bíblia de Cervera occupa un posto di assoluto rilievo nell’ambito delle bibbie sefardite giunte fino ai nostri giorni, e non solo per l’antichità e l’eccezionale qualità tecnica e artistica. È uno dei pochi esempi di manoscritti ebraici datati e firmati. Il codice riporta non solo il nome del copista, Samuel Ben Abraham ibn Nathan, ma anche quello del suo miniaturista, Joseph Asarfati, ciascuno con una propria pagina di colofone. In particolare, l’indicazione del miniaturista costituisce un elemento di eccezionale rarità.
Il colofone del copista (f. 434) menziona il luogo, Cervera, in cui questi realizzò la sua opera, nonché le date di inizio, 30 luglio 1299, e di conclusione, 19 maggio 1300, del lavoro. In origine vi era annotato anche il nome del proprietario del codice. Successivamente questo venne cancellato, e lo spazio lasciato in bianco, probabilmente in seguito a un cambio di proprietà. In 20 punti del testo masoretico è indicato anche il nome del copista della masorah, Josue ben Abraham ibn Gaon.
Queste caratteristiche mettono in relazione il manoscritto di Cervera con altri importanti manoscritti ebraici provenienti dalla Spagna, come la Bibbia di Parigi (BNF, Paris, ms. Hébr. 20), realizzata a Tudela nel 1301, dove la masorah è stata scritta dallo stesso copista ibn Gaon, e la famosa Bibbia Kennicott (Bodleian Library, Oxford, Ms. Kenn. 1), compilata a La Coruna, per la quale il manoscritto della BNP è servito da modello diretto. Realizzata a una distanza di 176 anni, la Bibbia Kennicott mostra dei collegamenti inequivocabili con quella di Cervera, tanto nello stile come nel’iconografia, includendo aspetti più rari nelle bibbie analoghe del tempo, come il colofone del miniaturista con il nome iscritto nelle grandi lettere zoomorfe e antropomorfe presente in entrambi i codici.
Recentemente la Bíblia de Cervera è stata esposta al Metropolitan Museum of Art di New York.

A seguire, le immagini dei fogli messi in mostra a New York. Cliccando sulle singole immagini è possibile visualizzare gli ingrandimenti sul sito della BNP:

Bibbia di Cervera – Pagina finale del Pentateuco con micrografia (masorah) sui margini superiore e inferiore disposta a formare schemi geometrici (F. 118v.). L’inizio del Libro dei Profeti (Giosuè) (F. 119)

Bibbia di Cervera - Menorah (candelabro a sette braccia) in oro a pagina intera con ai lati due alberi di ulivo, come descritto nella visione del profeta Zaccaria (F. 316v.). 
Finale del Libro dei Profeti con micrografia sul margine inferiore (F. 317).

Bibbia di Cervera - Pagine del Trattato di Grammatica "Sefer Haniqud", di David Qimhi 
(F. 434v. e 435).

Bibbia di Cervera - Pagine del Trattato di Grammatica "Sefer Haniqud", di David Qimhi 
(Fs. 435 v. e 436).

Bibbia di Cervera - Pagine del Trattato di Grammatica "Sefer Haniqud", di David Qimhi 
(Fs. 440v. e 441).

Bibbia di Cervera - Pagine del Trattato di Grammatica "Sefer Haniqud", di David Qimhi 
(Fs. 442 v. e 443).

Bibbia di Cervera - Pagine del Trattato di Grammatica "Sefer Haniqud", di David Qimhi 
(F. 444 v. e 445).

Bibbia di Cervera - Pagina del Trattato di Grammatica "Sefer Haniqud", di David Qimhi: nella parte alta, due stelle di David con le rappresentazioni allusive delle armi dei Regni di Castiglia e del León, (F. 448v.). Colofone del miniaturista con motivi zoomorfici e antropomorifici che compongono la scritta: «Io Joseph il francese ho disegnato e dipinto questo libro» (F. 449).

venerdì 20 gennaio 2012

Lisboa - Coro da Academia de Música de Telheiras
Aula Aberta

Dia 1 de Fevereiro
Coro Juvenil - 10 aos 20 anos (18h-19h)
Coro Adulto- 21 aos 99 anos (19h-20h)



A Clave de Soft irá iniciar no próximo dia 1 de Fevereiro mais um projecto aliciante: A criação do "Coro da Academia de Música de Telheiras".
Será um projecto aberto a toda a comunidade de Telheiras e freguesias limítrofes que pretende reunir crianças (coro infantil), jovens (coro juvenil) e adultos (coro adulto) em torno da música num ambiente descontraído e ao mesmo tempo com objectivos bem definidos.
Entre outros aliciantes deste projecto está a possibilidade de gravação nos estúdios da Clave de Soft para posterior edição em CD, do repertório de cada um dos coros, assim que exista um grau de maturidade queo justifique.
As aulas decorrerão às 4ºfeiras no seguinte horário: Coro Juvenil (10 aos 20) 18h-19h | Coro Adulto (21 aos 99) 19h-20h.
A maestrina que irá dirigir este trabalho será a Professora Raquel Couto, licenciada em Educação Musical e actualmente na Escola Superior de Música de Lisboa, onde prossegue os seus estudos em Direcção Coral.

giovedì 19 gennaio 2012

Coimbra - L’albero Wellington

Attraverso il ponte Santa Clara, il viaggiatore si lascia alle spalle la morbida collina, su cui Coimbra è come appollaiata. La torre dell’orologio e il cortile del rettorato lo seguiranno benevolmente, oltrepassare i ruderi del monastero antico per dirigersi, come in pellegrinaggio, alla Quinta das Lagrimas. È la villa delle lacrime, che gli attuali proprietari ereditarono da un luogotenente di Wellington. Gli inglesi, che hanno senza dubbio una sensibilità romantica, celebrarono al modo di una tenuta dello Yorkshire, la celebre fiaba della bella Ines e del principe Pietro. Al limitare di un prato all’inglese, nei giardini che circondano la villa, alberi di provenienza diversa furono riuniti da Angola, Brasile, India e da altri frammenti sparpagliati del mondo lusitano, per incorniciare quel nido d’amore in uno scenario onirico, degno di una notte di mezza estate. Tra questi, c’è una sequoia che porta il nome del trionfatore di Waterloo. Gli inizi di quella vittoria, si può dire, risiedono nelle campagne condotte dal Ribatejo alla Castiglia, che passano sotto il nome di Guerra Peninsulare. Non sarà la presenza di un monumento, tra i più maestosi in Portogallo, sormontato dal leone di Spagna, o Inghilterra, che strazia l’aquila imperiale, a suggerire una corrispondenza con la città di Oporto. Nel giardino botanico, poco distante dalla piazza della Battaglia, un altro albero ricorda il suo primo proprietario e fondatore: Jean-Pierre Salabert. Era un medico francese con l’hobby della botanica. Risiedeva in Portogallo da prima dell’invasione napoleonica. L’albero Salabert è invece una dracena centenaria, che impreziosisce una villa simbolo della potente borghesia di Oporto. A distanza di chilometri (e secoli), sequoia e dracena parlano insieme delle dominazioni cui il Portogallo è stato sottoposto, e dell’ospitalità sempre offerta a chi l’adotti a patria elettiva. Sono due facce della stessa medaglia, che non a torto potremmo chiamare amore. Si declina nell’indifferenza verso i potenti e nella fiducia in chi viene da lontano.

Carlo Colombo ©

Coimbra vista dalla sponda meridionale del Mondego
(Foto dell’Autore ©)


Sequoia Wellington, Coimbra
(Foto dell’Autore ©)


Monumento alla guerra peninsulare, Oporto
(Foto dell’Autore ©)


Questo post segna l'inizio della collaborazione di Carlo Colombo con l'Associazione Culturale Luís de Camões. Lo ringraziamo per il prezioso contributo, nella speranza di poter percorrere un lungo tratto di strada insieme. Ad maiora! - Domenico Condito

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