domenica 22 gennaio 2012

Abrantes - Massimo Esposito, pintor italiano 25 anos em Portugal

Un successo l’inaugurazione della mostra
Post bilingue: italiano – português

Circa cento persone hanno assistito nel pomeriggio di venerdì, 13 gennaio, all’inaugurazione della mostra "Pintor Italiano 25 anos em Portugal" di Massimo Esposito. La mostra, che rimane aperta fino al prossimo 10 febbrario alla Biblioteca Municipale “António Botto” di Abrantes, è stata preceduta dalla proiezione del cortometraggio “Details”, realizzato da Margarida Cartaxo. Alla fine i visitatori hanno potuto gustare alcune specialità gastronomiche italiane.
L’esposizione "Pintor Italiano 25 anos em Portugal" ha avuto un grande successo e ne hanno dato notizia la stampa regionale e la Rtp1 Regiões.


Massimo Esposito (a destra) con alcuni visitatori all'inaugurazione della mostra


Abrantes - Massimo Esposito, pintor italiano 25 anos em Portugal
Abertura da exposição em foi um sucesso!

Cerca de uma centena de pessoas assistiram na tarde de sexta-feira, 13 de Janeiro, à inauguração da exposição “25 anos em Portugal” do pintor italiano Massimo Esposito. A mostra, que permanece até 10 de Fevereiro na Biblioteca Municipal “António Botto”, em Abrantes, foi antecedida pela exibição da curta-metragem “Details”, realizada por Margarida Cartaxo. No final, os convidados tiveram a oportunidade de experimentar algumas iguarias da gastronomia italiana.
A exposição "Pintor Italiano 25 anos em Portugal" foi um claro sucesso e foi divulgada pela imprensa regional e na Rtp1 Regiões.

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sabato 21 gennaio 2012

Tesori della Biblioteca Nacional de Portugal
LA BIBBIA DI CERVERA


La Bíblia de Cervera è un meraviglioso codice miniato conservato nella Biblioteca Nacional de Portugal. Si tratta di una delle più antiche e notevoli bibbie sefardite che sono sopravvissute alla distruzione di gran parte delle comunità giudaiche di Castiglia e Aragona, a partire dal 1391, e all’espulsione degli ebrei dalla Spagna (1492) e dal Portogallo (1498).
Raro esempio di paleografia ebraica peninsulare del suo tempo, la Bíblia de Cervera è un manoscritto su pergamena in lingua e caratteri ebraici, realizzata a Cervera (Lérida, Spagna) nel 1299 -1300.
Il codice, formato da 451 fogli (a 2 colonne e 31 linee), è riccamente miniato e profuso d'oro e colori con motivi tratti dall'arte mozarabica e dalla religione giudaica. Comprende i libri dell’Antico Testamento, la masorah (analisi del testo biblico con note sulla scrittura e la pronuncia esatta delle parole, vocabolario e altre annotazioni), e un trattato grammaticale del Rabbino David Qimhi (1160?-1235?).
La Bíblia de Cervera occupa un posto di assoluto rilievo nell’ambito delle bibbie sefardite giunte fino ai nostri giorni, e non solo per l’antichità e l’eccezionale qualità tecnica e artistica. È uno dei pochi esempi di manoscritti ebraici datati e firmati. Il codice riporta non solo il nome del copista, Samuel Ben Abraham ibn Nathan, ma anche quello del suo miniaturista, Joseph Asarfati, ciascuno con una propria pagina di colofone. In particolare, l’indicazione del miniaturista costituisce un elemento di eccezionale rarità.
Il colofone del copista (f. 434) menziona il luogo, Cervera, in cui questi realizzò la sua opera, nonché le date di inizio, 30 luglio 1299, e di conclusione, 19 maggio 1300, del lavoro. In origine vi era annotato anche il nome del proprietario del codice. Successivamente questo venne cancellato, e lo spazio lasciato in bianco, probabilmente in seguito a un cambio di proprietà. In 20 punti del testo masoretico è indicato anche il nome del copista della masorah, Josue ben Abraham ibn Gaon.
Queste caratteristiche mettono in relazione il manoscritto di Cervera con altri importanti manoscritti ebraici provenienti dalla Spagna, come la Bibbia di Parigi (BNF, Paris, ms. Hébr. 20), realizzata a Tudela nel 1301, dove la masorah è stata scritta dallo stesso copista ibn Gaon, e la famosa Bibbia Kennicott (Bodleian Library, Oxford, Ms. Kenn. 1), compilata a La Coruna, per la quale il manoscritto della BNP è servito da modello diretto. Realizzata a una distanza di 176 anni, la Bibbia Kennicott mostra dei collegamenti inequivocabili con quella di Cervera, tanto nello stile come nel’iconografia, includendo aspetti più rari nelle bibbie analoghe del tempo, come il colofone del miniaturista con il nome iscritto nelle grandi lettere zoomorfe e antropomorfe presente in entrambi i codici.
Recentemente la Bíblia de Cervera è stata esposta al Metropolitan Museum of Art di New York.

A seguire, le immagini dei fogli messi in mostra a New York. Cliccando sulle singole immagini è possibile visualizzare gli ingrandimenti sul sito della BNP:

Bibbia di Cervera – Pagina finale del Pentateuco con micrografia (masorah) sui margini superiore e inferiore disposta a formare schemi geometrici (F. 118v.). L’inizio del Libro dei Profeti (Giosuè) (F. 119)

Bibbia di Cervera - Menorah (candelabro a sette braccia) in oro a pagina intera con ai lati due alberi di ulivo, come descritto nella visione del profeta Zaccaria (F. 316v.). 
Finale del Libro dei Profeti con micrografia sul margine inferiore (F. 317).

Bibbia di Cervera - Pagine del Trattato di Grammatica "Sefer Haniqud", di David Qimhi 
(F. 434v. e 435).

Bibbia di Cervera - Pagine del Trattato di Grammatica "Sefer Haniqud", di David Qimhi 
(Fs. 435 v. e 436).

Bibbia di Cervera - Pagine del Trattato di Grammatica "Sefer Haniqud", di David Qimhi 
(Fs. 440v. e 441).

Bibbia di Cervera - Pagine del Trattato di Grammatica "Sefer Haniqud", di David Qimhi 
(Fs. 442 v. e 443).

Bibbia di Cervera - Pagine del Trattato di Grammatica "Sefer Haniqud", di David Qimhi 
(F. 444 v. e 445).

Bibbia di Cervera - Pagina del Trattato di Grammatica "Sefer Haniqud", di David Qimhi: nella parte alta, due stelle di David con le rappresentazioni allusive delle armi dei Regni di Castiglia e del León, (F. 448v.). Colofone del miniaturista con motivi zoomorfici e antropomorifici che compongono la scritta: «Io Joseph il francese ho disegnato e dipinto questo libro» (F. 449).

venerdì 20 gennaio 2012

Lisboa - Coro da Academia de Música de Telheiras
Aula Aberta

Dia 1 de Fevereiro
Coro Juvenil - 10 aos 20 anos (18h-19h)
Coro Adulto- 21 aos 99 anos (19h-20h)



A Clave de Soft irá iniciar no próximo dia 1 de Fevereiro mais um projecto aliciante: A criação do "Coro da Academia de Música de Telheiras".
Será um projecto aberto a toda a comunidade de Telheiras e freguesias limítrofes que pretende reunir crianças (coro infantil), jovens (coro juvenil) e adultos (coro adulto) em torno da música num ambiente descontraído e ao mesmo tempo com objectivos bem definidos.
Entre outros aliciantes deste projecto está a possibilidade de gravação nos estúdios da Clave de Soft para posterior edição em CD, do repertório de cada um dos coros, assim que exista um grau de maturidade queo justifique.
As aulas decorrerão às 4ºfeiras no seguinte horário: Coro Juvenil (10 aos 20) 18h-19h | Coro Adulto (21 aos 99) 19h-20h.
A maestrina que irá dirigir este trabalho será a Professora Raquel Couto, licenciada em Educação Musical e actualmente na Escola Superior de Música de Lisboa, onde prossegue os seus estudos em Direcção Coral.

giovedì 19 gennaio 2012

Coimbra - L’albero Wellington

Attraverso il ponte Santa Clara, il viaggiatore si lascia alle spalle la morbida collina, su cui Coimbra è come appollaiata. La torre dell’orologio e il cortile del rettorato lo seguiranno benevolmente, oltrepassare i ruderi del monastero antico per dirigersi, come in pellegrinaggio, alla Quinta das Lagrimas. È la villa delle lacrime, che gli attuali proprietari ereditarono da un luogotenente di Wellington. Gli inglesi, che hanno senza dubbio una sensibilità romantica, celebrarono al modo di una tenuta dello Yorkshire, la celebre fiaba della bella Ines e del principe Pietro. Al limitare di un prato all’inglese, nei giardini che circondano la villa, alberi di provenienza diversa furono riuniti da Angola, Brasile, India e da altri frammenti sparpagliati del mondo lusitano, per incorniciare quel nido d’amore in uno scenario onirico, degno di una notte di mezza estate. Tra questi, c’è una sequoia che porta il nome del trionfatore di Waterloo. Gli inizi di quella vittoria, si può dire, risiedono nelle campagne condotte dal Ribatejo alla Castiglia, che passano sotto il nome di Guerra Peninsulare. Non sarà la presenza di un monumento, tra i più maestosi in Portogallo, sormontato dal leone di Spagna, o Inghilterra, che strazia l’aquila imperiale, a suggerire una corrispondenza con la città di Oporto. Nel giardino botanico, poco distante dalla piazza della Battaglia, un altro albero ricorda il suo primo proprietario e fondatore: Jean-Pierre Salabert. Era un medico francese con l’hobby della botanica. Risiedeva in Portogallo da prima dell’invasione napoleonica. L’albero Salabert è invece una dracena centenaria, che impreziosisce una villa simbolo della potente borghesia di Oporto. A distanza di chilometri (e secoli), sequoia e dracena parlano insieme delle dominazioni cui il Portogallo è stato sottoposto, e dell’ospitalità sempre offerta a chi l’adotti a patria elettiva. Sono due facce della stessa medaglia, che non a torto potremmo chiamare amore. Si declina nell’indifferenza verso i potenti e nella fiducia in chi viene da lontano.

Carlo Colombo ©

Coimbra vista dalla sponda meridionale del Mondego
(Foto dell’Autore ©)


Sequoia Wellington, Coimbra
(Foto dell’Autore ©)


Monumento alla guerra peninsulare, Oporto
(Foto dell’Autore ©)


Questo post segna l'inizio della collaborazione di Carlo Colombo con l'Associazione Culturale Luís de Camões. Lo ringraziamo per il prezioso contributo, nella speranza di poter percorrere un lungo tratto di strada insieme. Ad maiora! - Domenico Condito

martedì 17 gennaio 2012

António Fragoso: Complete Chamber Music for Violin

Carlos Damas (violino),  Jian Hong (violoncello), Jill Lawson (piano)


L’ultima incisione del violinista portoghese Carlos Damas (www.carlosdamas.com) è dedicata alla musica da camera per violino di António Fragoso (1897 – 1918), un protagonista assoluto della storia musicale del Portogallo. Il cd è realizzato con la partecipazione della violoncellista cinese Jian Hong e della pianista americana, di origine portoghese, Jill Lawson. Una novità imperdibile per chi voglia approfondire la conoscenza di António Fragoso, il "génio feito saudade" della musica portoghese, ma anche una straordinaria prova di talento, sensibilità e virtuosismo di Carlos Damas.
Il disco dedicato a Fragoso è realizzato dalla casa discografica Brilliant Classics. Il programma del cd comprende la Suite Romantique per violino e piano, il Trio per violino, violoncello e pianoforte e la Sonata incompiuta per violino e pianoforte.

La Suite Romantique è la prima delle due opere per violino e pianoforte composte da António Fragoso. Realizzata nel 1916, lo stesso anno di composizione del Trio, si articola in quattro movimenti, Prélude: modéré, Intermezzo: Trés passionné, Berceuse: Trés modéré e Nocturne: Calme e doucement. La designazione in francese dei singoli movimenti indica chiaramente l’orientamento estetico del giovane compositore. Evidenti sono le influenze di Fauré e Debussy. In particolare, lo stile del “moto perpetuo” e l’abbondanza di accordi paralleli, così come il linguaggio armonico e l’uso del modalismo nel movimento d’apertura, indicano chiaramente l’influenza di Debussy. L’Intermezzo che segue l’apertura è tutt’altro che un “riempitivo”, sviluppando in sole 52 battute una vera e propria tempesta di passione, un magnifico dramma in miniatura senza alcun senso di artificiosità. La tensione della musica scaturisce dalla crescente instabilità cromatica presente fin dalle prime battute. La Berceuse ristabilisce una dimensione più serena e distesa. Il Nocturne finale, invece, procede Calme et doucement nel segno di un dinamismo morbido, ma il suo cromatismo sinuoso sottende una corrente più oscura.

Molte delle caratteristiche della Suite Romantique le ritroviamo nel Trio per violino, violoncello e pianoforte. La composizione rivela anche una certa tendenza classicheggiante nello stile melodico e contrappuntistico, che caratterizza il dialogo tra i due strumenti a corda nell’Allegro moderato e nel quarto movimento. È qui che Fragoso mina la logica armonica classica, utilizzando una serie di progressioni cromatiche e sfruttando il timbro scuro e profondo del registro inferiore del pianoforte. Il risultato è un senso combinato di leggerezza e atemporalità. La stessa leggerezza avvolge lo Scherzo, sospeso in un equilibrio perfetto, che conduce l’ascoltatore lungo percorsi armonici sempre più inattesi, sostando in luoghi improbabili, solo per riprendere il cammino verso nuove direzioni. Il luminoso Allegro finale riverbera il cromatismo sinuoso dei movimenti precedenti, ed è pervaso da un anelito verso il mondo classico e ordinato del primo. Un finale dolcissimo, ma la sua è la retorica della grandeur e non della decadenza.

Il singolo movimento della Sonata incompiuta per violino e pianoforte è stato composto nel 1917 (alcuni autori indicano il 1918). Alla stregua dei movimenti del Trio, la Sonata rivela un carattere luminoso e uno stile melodico memorabile, e ciò solleva numerose questioni sul carattere degli "altri" movimenti, che il musicista non ebbe il tempo di completare.

Per le note relative ai brani contenuti nel cd, abbiamo fatto riferimento al libretto in inglese a firma di Ivan Moody.

António Fragoso
Sonata incompiuta per violino e pianoforte



António Fragoso
(Pocariça, Cantanhede, 17 de Junho de 1897 — 13 de Outubro de 1918)

António de Lima Fragoso fu un compositore, musicologo e pianista portoghese.
La sua morte, avvenuta a soli 21 anni, privò l’universo musicale di uno dei talenti più luminosi e originali del suo tempo. Il maestro Pedro de Freitas Branco affermò che “…António Fragoso aveva la levatura necessaria per diventare il maggiore compositore portoghese di tutti i tempi. Era un musicista intellettuale. La sua forte personalità lo imponeva alla nostra ammirazione, così come il suo genio di compositore… e morire a vent’uno anni è quasi non aver vissuto”.
La sua spiccata vocazione musicale si manifestò precocemente. A 8 anni ricevette le prime lezioni di piano, e ne aveva solo 16 quando pubblicò ed eseguì in pubblico la sua prima composizione, "Toadas da minha aldeia", che meritò il più ampio consenso della critica musicale del tempo. A 17 anni entrò nel Conservatório Nacional de Música di Lisbona, dove apprese l’armonia e perfezionò i suoi studi di piano con Marcos Garin, Tomás Borba e Luís de Freitas Branco. Il 3 luglio del 1918 conseguì il diploma in pianoforte con il massimo dei voti. Morì di polmonite il 13 ottobre dello stesso anno.
Lasciò più di 100 composizioni, di valore riconosciuto, apprezzate nei maggiori centri musicali d’Europa. Meritano una particolare menzione i Prelúdios para piano, le Danças Portuguesas, i Lieder, le composizioni da camera, e soprattutto il bellissimo Nocturno per orchestra. Sono le opere di un genio innovatore, insofferente alle regole e alla disciplina di scuola, capace di spingere lo sguardo ben oltre gli orizzonti musicali della sua epoca. Un “rivoluzionario” senza eguali nella storia della musica portoghese.

A SEMÂNTICA DE EMERENCIANO
Emerenciano expõe o seu universo de símbolos e imagens

Até 15 de Fevereiro de 2012
Casa da Galeria - Centro de Arte Contemporânea
Santo Tirso - Região Norte do Distrito do Porto
www.casadagaleria.com

Com a exposição “Rastos ”, Emerenciano partilha connosco algumas obras do seu longo percurso de vida e de artista.
O que o move? Uma grande inquietação, uma procura quase obsessiva por um significado, para esta viagem, em que a sua Obra (seja a pintura ou a escrita) se confundem com a sua vida.
Como todas as viagens, tem um lado exterior - a Odisseia, cheia de peripécias, encontros e desencontros, naufrágios, rupturas, ilhas de estabilidade ou de esquecimento (lèthe), contra o qual Ulisses tanto lutou. E um lado interior, o bastidor, onde tecemos como Penélope, desfazemos e voltamos a tecer a urdidura da nossa vida, fazendo e desfazendo caminhos e oportunidades que nos levam de volta a casa, de volta a nós mesmos, à nossa verdadeira Natureza.
Curiosamente o termo grego para a verdade – alètheia, o levantar do véu do esquecimento ou da ignorância, designa o pôr em evidência uma realidade que escapa à percepção imediata, quer se trate de um acontecimento que só a palavra consegue descrever, ou de um detalhe que está debaixo dos nossos olhos mas não prestamos atenção.
Emerenciano diz-nos “as imagens são estados de paragem na minha viagem de dentro para fora e de fora para dentro”.
Mas tem ainda um segundo espelho por onde entra e sai desse mundo interior, que tenta expressar - a escrita.
As imagens, os fios coloridos de tinta que entretece nas telas, os símbolos depurados, condensação de imagens, arquétipos, são complementados pela escrita, pelas suas reflexões das quais são indissociáveis.
As obras são as pegadas, os rastos, que deixa no seu caminho; a Obra é num sentido mais alargado, os indícios, as alusões, o discurso e a sua contradição, metáforas, reflexão, perguntas sem resposta, respostas por enigmas…
É o que não foi pintado ainda, nem expressado; é o que os outros lêem nas suas obras, dando-lhe outros sentidos, que a ambiguidade (irredutível) da obra permite; é o que ficou por fazer; é a Unidade subjacente às múltiplas formas do Múltiplo; ou mais radicalmente é a verdade que não se deixa dizer directamente.


Emerenciano
Nasceu em Ovar em 1946.
Tem o curso de Pintura Decorativa da Escola de Artes Decorativas Soares do Reis, e a licenciatura em Artes Plásticas (pintura), concluída em 1976 na Escola Superior de Belas-Artes do Porto.
Foi bolseiro da Fundação Calouste Gulbenkian, instituição que lhe concede ainda um subsídio de investigação e outro de viagem de estudo que realiza a Paris em 1986.
A partir de 1973 define por aproximação à escrita a sua pintura, título de uma exposição individual, a primeira que realiza na cidade do Porto (Galeria Módulo) em 1979.
Em 1980 inicia a participação regular em exposições internacionais de Arte-Postal e de Poesia Visual, aceitando os convites que lhe são dirigidos, e a motivação constitui factor suficiente de realização de afins desenvolvimentos próximos da poética dos correios, caracterizada pelo pequeno formato, envelope, bilhete postal, selo, e carimbo.
Participa em 2000, em representação da Câmara Municipal de Ovar, num Plenário Internacional de Artistas que decorreu na cidade de Pernik (Bulgária).
Está representado em diversas colecções publicas e privadas, em Portugal e outros países. 

venerdì 13 gennaio 2012

Edizioni dell'Urogallo - Letteratura dal mondo di lingua portoghese
Catalogo aggiornato

Le Edizioni dell’Urogallo sono l’unica casa editrice italiana che si dedica esclusivamente alla letteratura del mondo di lingua portoghese e galega.
Attraverso le sue collane, il catalogo che le Edizioni dell’Urogallo propongono al lettore, al curioso o allo studioso costituisce un viaggio attraverso questo ampio orizzonte letterario che è la Lusofonia. Dalla Galizia a Timor Est, passando, ovviamente, per il Portogallo e il Brasile, e per vari altri Paesi africani (Angola, Mozambico, etc...), le Edizioni dell’Urogallo accompagnano il lettore attraverso le esperienze più marcanti della letteratura. Con la pubblicazione con il testo a fronte (portoghese/italiano) e la proposta dei classici della letteratura portoghese e brasiliana in lingua originale, le Edizioni dell’Urogallo propongono anche degli strumenti di studio o di mantenimento delle conoscenze linguistiche.
 
View more documents from Domenico Condito.

Le Edizioni dell’Urogallo hanno ricevuto riconoscimento e sostegno
da:
Instituto Camões – Lisbona (Portogallo).
Direcção-Geral do Livro e das Bibliotecas – Lisbona (Portogallo).
Xunta de Galicia – Santiago de Compostela (Galizia/Spagna).
Ambasciata del Portogallo a Roma (Italia).

martedì 10 gennaio 2012

Da Lisbona a Roma. La BNP pubblica un importante diario di viaggio del XVIII secolo:
"Até Roma: uma viagem com devoção, longa e árdua: Diário de Frei Joaquim de S. José em 1750"

Nel 1750, un gruppo di francescani parte da Lisbona, in missione ufficiale, per raggiungere Roma. I giorni di viaggio, le difficoltà, i momenti di riposo, tutto è osservato e annotato nel suo Diário da Frate Joaquim de S. José. Il manoscritto, che non aveva suscitato un’adeguata attenzione fino ai giorni nostri, è ricco di informazioni e ci consente di approfondire alcune problematiche specifiche del XVIII secolo.
Al lungo e arduo viaggio partecipa anche il giovane Frate Manuel do Cenáculo, il futuro presidente della Real Mesa Censória che suggerirà al Marquês de Pombal la creazione di una Biblioteca Nacional. La presenza del filosofo portoghese, che cercò di armonizzare ragione e fede, natura e grazia, impreziosisce ulteriormente il manoscritto, consentendo di fissare importanti collegamenti con la cultura portoghese. E sarà proprio il viaggio a Roma a orientare il pensiero di Frate Manuel do Cenáculo verso posizioni più marcatamente “illuministe”.
L’attuale trascrizione del documento è incompleta. Ma, a prescindere dal futuro ritrovamento o meno dei folii mancanti, le questioni che suscita garantiscono senz’altro una lettura interessante, collocando il testo fra le fonti di prima mano per la conoscenza di questo periodo storico. Come succede con altri racconti di viaggio, anche questo Diário arricchisce l’osservazione con l’interpretazione soggettiva, e compara le novità con i modelli tradizionali, con il risultato di una lettura “aperta” e davvero molto suggestiva.


Frei Manuel do Cenáculo

Até Roma: uma viagem com devoção, longa e árdua: Diário de Frei Joaquim de S. José em 1750
São José, Joaquim de, 1707-1755, O.F.M. Estudo, transcrição e índices Maria Luísa Cabral; [ed. lit.] Biblioteca Nacional de Portugal
Ano: 2011 Desc. Física: 207 p. ; 24 cm
ISBN: 9789725654620
Colecção: Fontes

domenica 8 gennaio 2012

Abrantes - "Pintor Italiano 25 anos em Portugal"

Un evento per celebrare i 25 anni di attività in Portogallo di Massimo Esposito
Post bilingue: italiano - português



Il 13 gennaio 2012, alle ore 17.30, nella Biblioteca Antonio Botto di Abrantes, sará inaugurato l’evento artistico "Pintor Italiano 25 anos em Portugal" di Massimo Esposito. L’evento, che vuole commemorare i 25 anni di attivitá artistica del pittore italiano, include un’esposizione di quadri dell’autore, un video realizzato da una sua idea, un intervento sulla mancanza di aiuti alla cultura.
In programma anche una conferenza della Dr.ssa Nunzietella Alessandrini sul tema: “L’influenza degli italiani nelle scoperte portoghesi”. L’evento, che si concluderà il prossimo 10 febbraio, prevede anche la proiezione di film promozionali sull’Italia.





















Abrantes - "Pintor Italiano 25 anos em Portugal"
Um evento para comemorar 25 anos de atividade artística de Massimo Esposito

A 13 de Janeiro de 2012 as 17,30 vai ser inaugurado o eventos artístico Pintor italiano 25 anos em Portugal de Massimo Esposito na biblioteca de Antonio Botto em Abrantes o evento pretende comemorar 25 anos de atividade artística que inclui uma exposição de pinturas do autor, um vídeo realizado numa sua idéia, uma intervenção sobre a falta de ajuda sobre cultura, uma palestra do Dr.a Nunzietella Alessandrini sobre a influência Italiana nos descobrimentos portugueses e projecção de filmes promocionais da Itália.


 


















Massimo Esposito:
http://www.pittoreitaliano.com/
https://www.facebook.com/esposito57?sk=info

sabato 31 dicembre 2011

BUON ANNO
FELIZ ANO 2012

Entrevista - Umberto Eco: "O excesso de informação provoca amnésia"

O escritor italiano diz que a internet é perigosa para o ignorante e útil para o sábio porque ela não filtra o conhecimento e congestiona a memória do usuário

LUÍS ANTÔNIO GIRON, DE MILÃO

O escritor e semiólogo Umberto Eco vive com sua mulher em um apartamento duplo no segundo e terceiro andar de um prédio antigo, de frente para o palácio Sforzesco, o mais vistoso ponto turístico de Milão. É como se Alice Munro morasse defronte à Canadian Tower em Toronto, Hakuri Murakami instalasse sua casa no sopé do monte Fuji, ou então Paulo Coelho mantivesse uma mansão na Urca, à sombra do Pão de Açúcar. "Acordo todo dia com a Renascença", diz Eco, referindo-se à enorme fortificação do século XV. O castelo deve também abrir os portões pela manhã com uma sensação parecida, pois diante dele vive o intelectual e o romancista mais famoso da Itália.

Um dos andares da residência de Eco é dedicado ao escritório e à biblioteca. São quatro salas repletas de livros, divididas por temas e por autores em ordem alfabética. A sala em que trabalha abriga aquilo que ele chama de "ala das ciências banidas", como ocultismo, sociedades secretas, mesmerismo, esoterismo, magia e bruxaria. Ali, em um cômodo pequeno, estão as fontes principais dos romances de sucesso de Eco: O nome da rosa (1980), O pêndulo de Foucault (1988), A ilha do dia anterior (1994), Baudolino (2000), A misteriosa chama da rainha Loana (2004) e O cemitério de Praga. Publicado em 2010 e lançado com sucesso no Brasil em 2011, o livro provocou polêmica por tratar de forma humorística de um assunto sério: o surgimento do antissemitismo na Europa. Por motivos diversos, protestaram a igreja católica e o rabino de Roma: aquela porque Eco satirizava os jesuítas ("são maçons de saia", diz o personagem principal, o odioso tabelião Simone Simonini), este porque as teorias conspiratórias forjadas no século XIX - como o Protocolo dos sábios do Sião - poderiam gerar uma onda de ódio aos judeus. Desde o início da carreira, em 1962, como autor do ensaio estético Obra aberta, Eco gosta de provocar esse tipo de reação. Mesmo aos 80 anos, que completa em 5 de janeiro, parece não perder o gosto pelo barulho. De muito bom humor, ele conversou com Época durante duas horas sobre a idade, o gênero que inventou - o suspense erudito -, a decadência europeia e seu assunto mais constante nos últimos anos: a morte do livro. É de pasmar, mas o maior inimigo da leitura pelo computador está revendo suas posições - e até gostando de ler livros... pelo iPad que comprou durante sua última turnê americana...


O pensador e romancista italiano Umberto Eco completa 80 anos nesta semana. 
Ele está escrevendo sua autobiografia intelectual.
(Umberto Eco. Fotógrafo: Eamonn McCabe/The Guardian)

martedì 20 dicembre 2011

José Saramago, Il più grande fiore del mondo, Feltrinelli

Un racconto del celebre scrittore portoghese dedicato ai bambini


È la storia di un ragazzino che vive in campagna e ama fare lunghe passeggiate. Un giorno trova un fiore buttato via, quasi appassito, e decide di prendersene cura finché, all'improvviso, dopo molte fatiche e premure, la piantina torna a fiorire. A quel punto il bambino si addormenta sotto la pianta. Dopo una lunga e disperata ricerca, i genitori lo ritrovano adagiato in terra accanto al fiore che, nel frattempo, si è trasformato nel più grande del mondo.

Il libro è illustrato dalle tavole intense e suggestive di Emiliano Ponzi.La traduzione è di Rita Desti.
Età di lettura: dai 5 anni in su

Per l'anteprima del libro clicca qui

Illustrazione di Emiliano Ponzi

lunedì 19 dicembre 2011

Alberto Anzani, Doppio gioco, Sax Editore


Dal film al libro! Questo romanzo è un originale adattamento creato dallo stesso autore della pellicola Jogo duplo. Un libro per ridere, un divertissement che mantiene lo stile veloce dell'azione e il ritmo effervescente della commedia. Pur rispecchiando la trama della versione per il cinema, l'autore innesta nelle scene e sui personaggi alcune evocazioni letterarie, montando voci, suoni e parole, sulla forza delle immagini. L'affresco che se ne ricava stimola il riso e persino l'appetito, grazie alla dose sapiente di situazioni surreali e di ricette culinarie. Un doppio gioco anche nei rimandi, nelle citazioni, nel solco di una letteratura italo-portoghese sensibile ai temi dell'esistenzialismo, dell'equivoco, dei doppi sensi, in una veste farsesca e colorita, non scevra da un'irriverente comicità, sempre attuale.

Alberto Anzani, scrittore, regista e attore è nato a Como in Italia nel 1973. Ha pubblicato il libro di poesie in spagnolo Nahual (1994) e i romanzi Saudade (1995), Joia (2002), Sul confne (2004) ridotto per il teatro e per il cinema, On the border, (2005), L'ambasciata chiude (2006), Doppio gioco (2011). Ha scritto, diretto e interpretato i flm Sul Confne (2008) e Jogo Duplo (2010).

domenica 18 dicembre 2011

Lamezia Terme - L'architetto Michele Cannatà, dello studio Cannatà & Fernandes di Oporto, ospite d'onore dell'incontro “Ri-generare città”

Un bilalncio dell'iniziativa svoltasi lo scorso 13 dicembre


LAMEZIA TERME – Si è tenuto a Palazzo Nicotera a Lamezia Terme l’incontro sul tema “Ri-generare città” organizzato dall’Ordine degli Architetti, paesaggisti, conservatori e pianificatori della Provincia di Catanzaro (a cura del Dipartimento Cultura, Comunicazione, Informazione), dalla facoltà di Architettura di Reggio Calabria, con il Patrocinio del Comune di Lamezia Terme.
La manifestazione è stata aperta dall’intervento dell’assessore comunale Franco Amendola in rappresentanza del sindaco Speranza, che ha voluto sottolinerare il percorso di pianificazione che l’Amministrazione sta avviando, a cui sono seguiti gli interventi di Biagio Cantisani, presidente dell’Ordine degli Architetti, di Isidoro Pennisi della Facoltà di Reggio Calabria, di Michele Cannatà dello studio portoghese Cannatà&Fernandes, e le conclusioni del neo vice presidente dell’Unione internazionale degli architetti Antonio Riverso.
Questa manifestazione è stata la prima di una serie di eventi che l’Ordine degli Architetti presenterà nei prossimi mesi su questo tema. Infatti la rigenerazione urbana e la sostenibilità sono tematiche che pervadono ormai da qualche tempo gli scenari del fare architettura, in un rapporto sempre più sinergico e denso di significati, in cui la riqualificazione urbanistica ed architettonica si intrecciano strettamente con la cultura, l’economia e l’organizzazione sociale della città. Questo è stato il senso che il presidente Cantisani ha voluto imprimere come significato principale della serata; senso che è stato immediatamente ripreso da Pennisi che ha introdotto – seguendo un interessante percorso legato alla rigenerazione della città in senso più marcatamente culturale – l’ospite della serata che è stato l’architetto Michele Cannatà, dello studio Cannatà&Fernandes di Oporto, Portogallo; Cannatà ha studiato a Reggio Calabria per poi trasferirsi, nei primi anni ’80, fondando uno studio con Fatima Fernandes, e realizzando lavori sia in Calabria che in Portogallo; l’architetto ha esposto in maniera semplice ed efficace i progetti dello studio a diverse scale, dalla piccola piazza al museo, in un rapporto sinergico tra studio dei materiali e economia dei costi.
La rilevanza dell’intervento di Cannatà ha pertanto sottolineato come rigenerazione «significa soprattutto ripensare la città secondo architetture semplici, comprensibili, ma di ottima qualità, in un’interazione di “firmitas”, “utilitas”, “venustas” che spesso è dato per scontato ma non tanto spesso realizzato».
A chiudere i lavori è stato l’architetto Antonio Riverso, vice-presidente dell’Unione internazionale degli architetti, che ha sottolineato come «rigenerazione della città significa anche integrazione delle politiche urbanistiche, economiche e sociali con la riqualificazione dell’esistente e il contenimento dell’espansione urbana sono i temi centrali di un dibattito in cui la figura dell’architetto va ad assumere un ruolo importante, un “ruolo che ci deve vedere partecipi e protagonisti”, per la capacità degli architetti di indirizzare e prefigurare i cambiamenti». (sa.inc.)

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