giovedì 23 giugno 2011

Mariano Dedda canta Pessoa

Mariano Dedda è uno degli esponenti più raffinati e colti della canzone d’autore italiana, e ha realizzato importanti esperienze artistiche anche in Portogallo. Nel 1998 ha rappresentato la nuova canzone d'autore italiana all'Expo Mondiale di Lisbona, ed è molto conosciuto in terra lusitana per aver musicato i testi di Fernando Pessoa. Il progetto “Deidda interpreta Pessoa” ebbe inizio nel 2000, quando il cantautore decise di musicare le parole dello scrittore portoghese nella traduzione di Antonio Tabucchi. Il primo cd fu realizzato e distribuito dalla Lusogram di Lisbona. Nel 2003 seguì un secondo disco, realizzato con la collaborazione di artisti di fama internazionale come Enrico Rava, Gianni Coscia, e Stefano Bagnoli. Il brano “Nel mio spazio interiore”, interamente scritto da Deidda, dà il titolo a un album, dove jazz e musica da camera si fondono in un’atmosfera davvero suggestiva. Lo scorso 13 giugno, in occasione delle celebrazioni per il 123° anniversario della nascita del grande poeta e scrittore portoghese, ha presentato alla Casa Fernando Pessoa di Lisbona il suo ultimo cd: “Deidda canta Pavese. Un paese ci vuole”.
Per maggiori informazioni, visitate il sito personale dell’artista: www.marianodeidda.com

Dall’album “Mariano Deidda interpreta Pessoa - L'incapacità di pensare” vi proponiamo l’ascolto di “Clarino chiaro” e "L'ombra di me stesso".





Luís de Camões secondo Romeo Niram

Romeo Niram: Ensayo sobre Luís de Camões 

mercoledì 22 giugno 2011

“O Dia do Desassossego” allo IULM Film Happening

La regia è di Ricardo Filipe Feio, la musica di Edward Ayres Luiz de Abreu .

“O Dia do Desassossego” è il titolo di un cortometraggio realizzato dal regista portoghese Ricardo Filipe Feio. Già premiato come “Miglior film portoghese” alla 8.ª Mostra Internacional de Filmes de Escolas de Cinema, concorre adesso al primo IULM Film Happening, che si svolge a Milano dal 20 al 24 giugno 2011. Organizzato dalla Libera Università IULM di Milano, lo IULM Film Happening è una rassegna dei migliori prodotti audiovisivi realizzati da studenti o neolaureati dell'UE, convegni, conferenze, workshop a numero chiuso.

Il tema proposto per questa prima edizione è la serietà. Tema scomodo, tema provocatorio. “Lo assumiamo come tema epocale - dichiarano gli organizzatori della rassegna - in un paese che troppo spesso mette in scena una irresponsabile spensieratezza. Nella convinzione che avesse ragione Nietzsche quando scriveva che si diventa veramente adulti quando si affrontano le cose della vita con la medesima serietà che mettevamo da bambini nei nostri giochi”.

Sul sito dello IULM, dal 18 al 23 giugno, è possibile visualizzare i video in concorso e votare quelli preferiti. I cinque video più votati saranno valutati da una Giuria composta dai Docenti di Cinema, Televisione, Fotografia e New Media delle Università italiane, che deciderà i vincitori.

L’autore delle musiche de “O Dia do Desassossego” è il nostro amico Edward Ayres Luiz de Abreu, presidente dell’mpmp, movimento patrimonial pela música portuguesa, con il quale abbiamo avviato una proficua collaborazione per la divulgazione della musica classica portoghese in Italia. È lo stesso musicista ad accompagnare il sassofonista João Andrade Nunes nella colonna sonora del video.

A seguire, “O Dia do Desassossego”. Dopo aver apprezzato il cortometraggio, potrete esprimere la vostra eventuale preferenza collegandovi alla pagina:
http://www.iulm.it/wps/wcm/connect/iulmit/iulm-it/News-e-eventi/IULM-Film-Happening/Concorso-Contest

Buona visione e felice “ascolto”!!!

Ischia - Volge al termine "Omaggio a Saramago"

Sarà Violante Saramago, la figlia del Premio Nobel 1998 per la Letteratura José Saramago, a concludere sabato 25 giugno le celebrazioni dedicate al grande scrittore portoghese in occasione del primo anniversario della scomparsa, avvenuta il 18 giugno del 2010 a Tias nelle isole Canarie. L’«Omaggio a José Saramago», dopo oltre tre settimane di eventi – mostre, spettacoli teatrali, reading, proiezioni e seminari ospitati nella monumentale Torre di sant’Anna detta di Michelangelo – che hanno riscosso notevole successo di pubblico e di critica, accoglie a Ischia studiosi e giornalisti che si confronteranno, a partire dalle 19, nell’ambito di una tavola rotonda coordinata da Paola Del Vecchio, dal titolo «Il mondo secondo Saramago: L’isola che siamo noi», alla quale, accanto a Violante Saramago, prendono parte Maria Luisa Cusati, Iaia de Marco, Giulia Lanciani, Gianfranco Marelli e Paulo Cunha e Silva, consigliere culturale presso l’Ambasciata del Portogallo a Roma. A seguire, ci sarà la performance «Cecità», laboratorio a cura del Progetto Teatro del liceo «Scotti-Einstein» di Ischia, diretto da Salvatore Ronga. L’iniziativa, unica nel suo genere in Italia, organizzata dall’associazione culturale Officina Artètéka con la collaborazione dell’associazione Italia-Portogallo di Napoli, dell’ambasciata portoghese a Roma e il patrocinio di numerose istituzioni pubbliche e private, tra cui l’Azienda di Soggiorno delle isole di Ischia e Procida, si inserisce in un contesto internazionale di studi intitolati «Fra isole e sponde culturali del pensiero meridiano» dedicati, per tre anni di seguito, ad altrettanti Premi Nobel per la Letteratura. Nel 2012 sarà la volta di Orhan Pamuk e, a seguire, di Albert Camus.
«Il concetto di “isola” nella poetica saramaghiana – ricordano gli organizzatori – traguarda il “tutto”, nel senso che vuole portare alla luce la “verità del tutto” come espressione di un impegno civile e morale contenente “tutta la verità sopportabile” che non ammette tentennamenti. Del resto questa verità è stagliata attraverso i suoi contorni ischitani: essi sono così chiari e precisi da imporre contemporaneamente i limiti interni e le possibili aperture all’esterno. Non per nulla, nel percorso narrativo dello scrittore lusitano, la contrapposizione cecità/lucidità indica in modo perentorio e tassativo il confine dal quale iniziare ad intraprendere il viaggio della conoscenza, una volta riconosciuta l’impossibile ambiguità di rimanere fermi a “osservare ciechi che vedono, ciechi che, pur vedendo, non vedono”. Esposta al sole, contornata dal mare, trafitta dal vento, l’isola non può sottrarsi alla propria visibilità del tutto che immediatamente si riconosce e consente di riconoscersi. È lì, e ciò basta. Il nostro compito è di vederla. Meglio: di guardarla mentre la abitiamo distratti e incuranti della sua verità, così da poterci guardare, osservando, grazie a José Saramago, l’isola che siamo noi».

Viagem a Portugal: Sintra, Castelo dos Mouros - Castello dei Mori

Un video dell'Associazione Culturale Luís de Camões

Costruito probabilmente nel IX secolo, al tempo della dominazione araba, il Castello dei Mori domina la città di Sintra dall’alto di una sommità rocciosa. Fu riconquistato nel 1147 dal re Afonso Henriques, che vi fece erigere la prima cappella cristiana dedicata a São Pedro de Canaferrim. Con l’avanzamento della riconquista cristiana verso il sud, perse progressivamente la sua importanza strategica e fu abbandonato. Conserva la cinta muraria medievale con le sue torri, che il re Ferdinando di Sassonia Coburgo-Gotha (Ferdinando II di Portogallo) volle restaurare nel 1860 secondo lo spirito romantico del suo tempo, promuovendo anche il parco che circonda il castello e conferendo al monumento una nuova dignità. È stato designato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.


lunedì 20 giugno 2011

Omaggio a Saramago all’Università degli Studi Roma Tre

21 e 22 giugno 2011

Post bilingue: italiano – português


Un importante convegno internazionale su José Saramago si svolgerà presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi Roma Tre, nei giorni 21 e 22 giugno, per commemorare lo scrittore portoghese. Questa iniziativa ha il sostegno dell’Instituto Camões e il Patrocinio Istituzionale dell'Ambasciata del Portogallo a Roma. L’entrata è libera.

Ringraziamo per l’informazione il Prof. Paulo Cunha e Silva, Consigliere Culturale dell’Ambasciata del Portogallo in Italia.


Um importante convénio internacional sobre José Saramago decorrerá nas instalações da Faculdade de Letras e Filosofia da Universidade Roma Tre, 21 e 22 de Junho, para comemorar o escritor português. Esta iniciativa tem o apoio do Instituto Camões e o patrocínio Institucional da Embaixada de Portugal em Roma. A entrada é livre.

Agradecemos a informação ao Professor Paulo Cunha e Silva, Conselheiro Cultural da Embaixada de Portugal em Itália.

sabato 18 giugno 2011

Matera, si progetta l'arte con lo scultore portoghese Rui Chafes

Proseguono le relazioni istituzionali tra la Provincia di Matera e l'Ambasciata del Portogallo. Dopo il vertice dello scorso marzo, un incontro, svoltosi lo scorso 16 giugno, ha sancito l'intesa per il progetto artistico che il grande artista portoghese Rui Chafes realizzerà nella città dei Sassi dopo l'estate. All'incontro erano presenti il presidente Franco Stella, l'assessore al Turismo Angelo Garbellano, il consigliere culturale dell'Ambasciata del Portogallo a Roma Paolo Cunha e Silva, il console onorario del Portogallo Pierluigi Rossi con la referente Fausta Bollettieri.
"Dal mese di novembre a quello di dicembre – ha esordito l'assessore Angelo Garbellano – promuoveremo una mostra che sancisce l'avvio di una proficua intesa tra due paesi che, scambiandosi eventi ed esperienze, riusciranno a valorizzarsi moltissimo. Un innesto culturale che può originare progetti economici e turistici di assoluta rilevanza."
Dopo "la dichiarazione di amore" da parte di Rui Chafes alla città di Matera, l'artista ha confermato: "la volontà di creare una ispirazione che renda merito a uno scenario di arte naturale dall'anima poliedrica, uno spazio che pur ancorato alla tradizione più antica risulta incredibilmente aperta ai linguaggi moderni. Una grande fonte di ispirazione che fa parte della mia memoria culturale più importante."
"Questa provincia conserva benissimo – ha detto il console onorario Pierluigi Rossi – degli splendidi capolavori che i nostri rapporti potranno contribuire a valorizzare al di là delle Colonne d'Ercole."
Il presidente Stella, dopo avere salutato positivamente l'ingresso del nuovo premier portoghese, ha sottolineato come: "è importante cogliere gli spunti che nascono da confronti così propositivi, occasioni che possono rafforzare la candidatura di Matera a Capitale europea della Cultura. Infatti, la dimensione internazionale e lo spessore culturale, altamente innovativo, in cui si muoverà la sfida artistica di Ruis Chaves concorrerà ad accendere i riflettori sulla nostra proposta per il 2019." Una idea condivisa dal consigliere culturale Paolo Chuna e Silva che ha dichiarato come: "a questo appuntamento del prossimo autunno sarà presente l'ambasciatore – ha sottolineato il consigliere culturale Paolo Chuna e Silva - e, con molte probabilità, anche il nuovo ministro della Cultura portoghese."
"Lo spirito sottile e intenso che lega questa città al Portogallo – ha concluso Stella – ha concretizzato questo nuovo ed emblematico risultato del sostegno ufficiale del Portogallo alla candidatura del 2019. Una adesione che sarà al centro del protocollo di intesa che sigleremo prossimamente."

Fonte: Provincia di Matera

Rui Chafes, Venho de ti/Je viens de toi
Parque du Plateau - Champigny-sur-Marne (Francia)
L’opera, inaugurata nel 2008, è dedicata alla Comunità Portoghese in Francia

venerdì 17 giugno 2011

Esce in autunno un romanzo inedito di José Saramago: Clarabóia

L’annuncio è di Zeferino Coelho, direttore della casa editrice Caminho. Il 18 giugno 2011 ricorre il primo anniversario della scomparsa dello scrittore portoghese.

Il 18 giugno 2011 ricorre il primo anniversario della morte di José Saramago, scrittore, poeta e drammaturgo portoghese, Premio Nobel per la Letteratura nel 1998. In prossimità di questa ricorrenza, Zeferino Coelho, suo editore e amico, ha annunciato la pubblicazione entro l’anno di un romanzo inedito dello scrittore: Clarabóia. Il direttore della casa editrice Caminho ha dato l’annuncio in un’intervista alla Lusa, anticipando alcuni contenuti dell’opera. Il romanzo, completato nel 1953, contiene già alcuni spunti degli argomenti sviluppati da Saramago nelle opere successive. “Tanti i personaggi che danno vita a una trama molto ben articolata e raccontata”, ha dichiarato Coelho. La parola portoghese “clarabóia”, che dà il titolo al romanzo, vuol dire “lucernario”. In questo caso, un’apertura nel tetto, provvista di vetrata, per dare luce alla scala interna dell’edificio, di due o tre piani, che fa da sfondo al racconto di Saramago. Ciascun piano è occupato da una famiglia, e la famiglie sono molto diverse fra loro. Lo scrittore portoghese racconta la storia di ognuna di esse.

Il romanzo, afferma Coelho, “è ricco di significati, molto vario e si legge benissimo. È possibile cogliere, inoltre, alcuni dei temi che José Saramago avrebbe sviluppato più tardi. Uno dei personaggi è, in qualche modo, lo stesso Saramago, che si dibatte con i suoi problemi e, in particolare, con un problema che non ha mai risolto, quello dell’ottimismo e del pessimismo: se l’umanità è ricuperabile oppure no, e quale atteggiamento deve assumere ciascuno di noi. Sentirci responsabili per quello che succede nel mondo e intervenire, o pensare che non abbiamo nulla a che vedere con ciò e astenerci da qualsiasi intervento nella società”. Questo tema, molto caro a Saramago, “è già presente in questo libro – continua l’editore portoghese – ed è il nucleo centrale della definizione degli altri personaggi dell’opera, nonostante il romanzo sia stilisticamente molto diverso dagli altri, a partire da Levantado do Chão”.

L’annuncio di Zeferino Coelho ha già suscitato una grande curiosità, e l’opera inedita di Saramago si prefigura già come l’ennesimo successo editoriale di uno dei più significativi scrittori del nostro tempo.

Ringraziamo per questa nota la nostra amiga Paula,
che collabora da Lisbona con l'Associazione Culturale Luís de Camões.
Domenico Condito

Una rosa per Saramago

100 Libri Portoghesi del XX Secolo – Una Selezione di Opere Letterarie dell'Instituto Camões

100 Livros Portugueses do Século XX – Uma Selecção de Obras Literárias pelo Instituto Camões
Post bilingue: italiano - português


Si tratta di una proposta necessariamente soggettiva, che mira a dare una visione di ciò che è stata la produzione letteraria portoghese nel XX secolo. Una scelta di Fernando Pinto do Amaral non pensata per gli studiosi o gli specialisti, ma destinata essenzialmente alla divulgazione.

Scarica qui la pubblicazione.

L’opera, pubblicata dall’Instituto Camões, è pensata per coloro che si interessano di Letteratura Portoghese in Portogallo e nel resto del mondo. “Quest’opera – afferma Pinto do Amaral nella prefazione – non pretende di stabilire il canone degli ultimi cento anni di letteratura portoghese”, ma si tratta “della semplice scelta di appena un centinaio di libri”.
Un’opera che corrisponde a uno degli obiettivi dell’IC, promuovere la cultura portoghese nel mondo.
Le 100 opere sono presentate all’interno di un percorso cronologico con una fotografia dell’autore, accompagnata da una breve nota biografica, e la riproduzione della copertina della rispettiva 1ª edizione.
Degli autori scelti soltanto Fernando Pessoa è presente più volte, sia per l’ortonimo, che per i suoi eteronimi più conosciuti. Fra gli altri titoli a cui si fa riferimento in questo lavoro si trovano Pelo Sonho é que vamos, di Sebastião da Gama, Poesia, di José Gomes Ferreira, Solidão, di Irene Lisboa, Pedro, o Crú, di António Patrício, A Torre da Barbela, di Ruben A, O Medo di Al Berto.


100 Livros Portugueses do Século XX – Uma Selecção de Obras Literárias pelo Instituto Camões

Trata-se de uma proposta forçosamente subjectiva que procura dar uma visão do que foi a produção literária portuguesa no século XX. Uma escolha de Fernando Pinto do Amaral não a pensar nos eruditos ou nos especialistas, mas "destinando-se essencialmente a um propósito de divulgação".

Faça a descarga aqui.

A obra, editada pelo Instituto Camões, a pensar naqueles que se interessam pela Literatura Portuguesa não só em Portugal como pelo mundo fora. "Esta obra – afirma Pinto do Amaral no prefácio – não pretende estabelecer o cânone dos últimos cem anos da literatura portuguesa" trata-se, afirma-o "de uma simples escolha de apenas uma centena de livros".
Uma obra que se insere num dos objectivos do IC, promover a Cultura portuguesa no mundo.
As 100 obras são apresentadas num percurso cronológico contendo uma fotografia do autor, acompanhada de uma breve nota biográfica, e a reprodução da capa da respectiva 1ª edição.
Dos autores escolhidos apenas Fernando Pessoa repete a presença quer pelo ortónimo, quer pelos seus heterónimos mais conhecidos. Entre outros títulos encontram-se referenciados nesta obra Pelo Sonho é que vamos, de Sebastião da Gama, Poesia, de José Gomes Ferreira, Solidão, de Irene Lisboa, Pedro, o Crú, de António Patrício, A Torre da Barbela, de Ruben A, ou O Medo de Al Berto.

giovedì 16 giugno 2011

Viagem a Portugal: Cabo da Roca

Ponta mais ocidental do continente europeu
Il punto più occidentale del continente europeo


AQUI…
ONDE A TERRA SE ACABA
E O MAR COMEÇA
(CAMÕES)


Viagem a Portugal: Cabo da Roca – Foto di Laura Za ©

“Não é verdade. A viagem não acaba nunca. Só os viajantes acabam. E mesmo estes podem prolongar-se em memória, em lembrança, em narrativa. Quando o viajante se sentou na areia da praia e disse: «Não há mais que ver», sabia que não era assim. O fim duma viagem é apenas o começo doutra. É preciso ver o que não foi visto, ver outra vez o que se viu já, ver na Primavera o que se vira no Verão, ver de dia o que se viu de noite, com sol onde primeiramente a chuva caía, ver a seara verde, o fruto maduro, a pedra que mudou de lugar, a sombra que aqui não estava. É preciso voltar aos passos que foram dados, para os repetir, e para traçar caminhos novos ao lado deles. É preciso recomeçar a viagem. Sempre. O viajante volta já”.
José Saramago, Viagem a Portugal, Caminho - O Campo da Palavra, Lisboa 1995, p. 387.

“Non è vero. Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: «Non c’è altro da vedere», sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si era già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Il viaggiatore torna subito”.
José Saramago, Viaggio in Portogallo, Giulio Einaudi editore, Torino 1999, p. 507.

E nós voltaremos ao Cabo da Roca...

Josè Luandino Vieira, Di fiumi anziani e guerriglieri, Edizioni Albatros - Il Filo

«Luandino Vieira (nella foto) è il Gadda della lingua portoghese, un maestro nell'impastare dialetti locali e idioma colto. Luandino, uno pseudonimo adottato in onore della capitale dell'Angola dov'è cresciuto, è figlio di contadini immigrati in Africa dal Portogallo, e ha scritto i suoi romanzi più importanti nel lager di Tarrafal, a Capo Verde, dove è stato prigioniero politico per molti anni»: così presenta Antonio Tabucchi quello che è considerato il più grande scrittore angolano. "Di fiumi anziani e guerriglierì" è considerato il suo romanzo capolavoro, che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo. Kapapa è il nome del protagonista: il suo nome significa razza, perchè ha i piedi come razze. La sua storia ha inizio durante l'infanzia e si protrae negli anni della guerra coloniale angolana (1961-1975). Kapapa è giovane, va a pesca con la sua barca a vela su un antico fiume della propria terra, l'Angola. Due soldati lo vedono, sembra loro un tipo sospetto, e decidono di arrestarlo. Ma lui sfugge loro di mano come le anguille che pesca dal fiume, e scappa, scappa nella giungla e lì trova i guerriglieri cui si unisce, lì trova la storia degli antichi fiumi della propria terra, fiumi in cui scorre il sangue degli africani, che da sempre resistono e lottano per la libertà e l'indipendenza. «Ho visto fiumi. Fiumi primevi, primigeni, antenati del mondo, limacciosi torrenti di sangue disumano nelle vene degli uomini - si legge nel romanzo - L'anima mia scorre profonda come le acque di questi fiumi. Ma nella guerra civile della mia vita, io, nero, mi misi a pensare: troppi fiumi - alcuni li ho visti, altri sentiti, mi sono bagnato almeno due volte in quelle stesse acque». Josè Luandino Vieira, nato in Portogallo, ha acquisito la cittadinanza angolana per la sua partecipazione al movimento di liberazione nazionale e il suo contributo alla nascita della Repubblica popolare dell'Angola. Arrestato dalla polizia portoghese, è stato lungamente detenuto per il suo impegno politico. A partire dal 1972 inizia la pubblicazione della sua opera, scritta quasi interamente durante la prigionia.

mercoledì 15 giugno 2011

37º Programa - Dizer Poesia: José Afonso

DIZER POESIA
Isabel Branco
Os autores lusofonos na RDP Internacional



DIZER POESIA è un programma radiofonico dedicato alla poesia lusofona. Lo conduce la poetessa Isabel Branco alla RDP Internacional, la radio di lingua portoghese più ascoltata al mondo. La conduttrice guida gli ascoltatori alla scoperta dei poeti del mondo lusofono, presentando ogni settimana un Autore diverso di cui legge anche alcune poesie.

Il programma, DIZER POESIA, va in onda ogni venerdì sulla RDPI, alle 01.30, 15.30 e 00.13, ora italiana. In Italia è possibile seguire il programma online (in diretta o registrato) sul sito della RTP, Rádio e Televisão de Portugal, o attraverso la TV satellitare (per chi usa la piattaforma Sky, basterà effettuare la ricerca dei canali stranieri con il decoder).

Nell’ultimo programma, andato in onda lo scorso 10 giugno, Isabel ha tracciato un profilo di José Afonso, cantante, poeta e compositore antifascista portoghese, di cui ha declamato “Eu tenho um primo convexo”, “Venham mais cinco” e “Balada de Outono”. Per concludere, la poetessa portoghese ha presentato la sua poesia “Envelheceres”.

37º Programa - Dizer Poesia: José Afonso
La registrazione del programma - Gravação do programa


JOSÉ AFONSO
Cantante, poeta e compositore antifascista portoghese
(Aveiro, 2 agosto 1929 – Setubal, 23 febbraio 1987)


José Afonso
Foto di Patrick Ullman, il mitico fotografo dell’Olympia di Parigi


Isabel Branco

È nata a Lobito (Angola). Ha trascorso gran parte della sua infanzia e adolescenza a Nova Lisboa, che amerà per sempre. Ha sofferto gli orrori e le separazioni della guerra. È stata anche nell’Africa del Sud, dove ha lavorato per qualche tempo. Dal 1977 vive in Portogallo, dove lavora alla RTP. Scrive poesie. Ha pubblicato due libri e altri ne seguiranno. Adora la fotografia e “guardare il mondo con i propri occhi”.

Leggi anche:
DIZER POESIA - Isabel Branco e la grande poesia lusofona alla RDP Internacional
Tutti i venerdì, alle 01.30, 15.30 e 00.13, ora italiana


Il link per seguire DIZER POESIA sul sito della RTP (con le registrazioni di tutto il ciclo dei programmi gia andati in onda): http://tv.rtp.pt/multimedia/progAudio.php?prog=3273

martedì 14 giugno 2011

Paula Cristina de Paiva Limão, Il Tempo e l’Aspetto del “Perfetto composto” in portoghese e in italiano

Anteprima Edizioni dell’Urogallo



Questo volume si propone di dare un contribuito allo studio dell’analisi contrastiva dei sistemi verbali italiano e portoghese.
Partendo da una precisa riflessione concernente l’insegnamento delle lingue, si costata l’importanza delle categorie tempo-aspettuali. Tali categorie, di difficile definizione, si rivelano fondamentali, non solo per l’individuazione dell’effettivo significato semantico dei Tempi verbali, ma anche per la comprensione degli enunciati nelle diverse situazioni comunicative.
All’interno del sistema verbale portoghese, la definizione e caratterizzazione del Pretérito perfeito composto (PPC) è di certo quella che presenta maggiori difficoltà per gli apprendenti italiani. Di conseguenza, con l’intento precipuo di ovviare in qualche modo a tale difficoltà si procederà a un confronto tra il PPC e il suo equivalente morfologico in italiano, il Perfetto composto (PC). Si avrà modo, così, di valutare le loro rispettive caratteristiche tempo-aspettuali nonché il nprocesso di grammaticalizzazione che ha portato i due Tempi composti ad acquisire una valenza distinta.

Dalla Presentazione dell’Autrice:
"L’intento della nostra analisi è, da una prospettiva contrastiva, quello di analizzare il comportamento del PPC nell’enunciato, ovvero, il tipo di relazioni che esso stabilisce con tutti gli elementi della frase che determinano un contesto preciso e un valore semantico proprio. Per questo, allo scopo di avere una visione completa della vera funzionalità del Tempo verbale in questione, dovremo necessariamente soffermarci sulla descrizione delle sue caratteristiche tempo-aspettuali e di Aktionsart, prese non singolarmente ma nel loro insieme.
L’analisi delle funzioni e delle caratteristiche sintattiche del PPC si collegano direttamente alla divisione categorica, imposta dalla grammatica tradizionale, tra Tempi verbali (semplici e composti) e forme perifrastiche, con i primi che avrebbero una funzione essenzialmente temporale e con le seconde, invece, che avrebbero una funzione aspettuale. Tale distinzione, posta ben in evidenza nei manuali grammaticali, non contribuisce, tuttavia, in alcun modo a una comprensione chiara della funzionalità dei medesimi costrutti sintattici. Difatti, la funzione dei Tempi verbali non è quella di segnare il tempo cronologico, ovvero, di determinare un momento nel tempo, ma di contestualizzare sia l’enunciatore che il coenunciatore per quanto concerne la situazione comunicativa in cui il linguaggio si realizza".

L'Autrice
Paula Cristina de Paiva Limão – già assistente di Storia moderna comparata prima alla Faculdade de Letras dell’Università di Lisbona [1991-1995] e poi all’Istituto Universitario Europeo a Firenze [1995 - 1998] – è attualmente ricercatrice presso la cattedra di “Lingue portoghese e brasiliana” della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Perugia.
Dalla sua lunga esperienza nell’insegnamento e nel campo traduttivo della lingua portoghese in Italia (è stata peraltro anche lettrice, dal 1999 al 2007, sempre presso la medesima cattedra), procedono i suoi interessi per la Linguistica contrastiva e la sintassi nonché per la Linguistica storica – in particolare con riferimento alle categorie metalinguistiche nell’opera dei grammatici dal xvi al xviii secolo all’interno del panorama portoghese, italiano e spagnolo

Luís Vaz de Camões, Os Lusíadas

Antestreia – Anteprima Edizioni dell’Urogallo
Urogallo.Clássicos 2
www.urogallo.eu




“As armas e os barões assinalados,
Que da ocidental praia Lusitana,
Por mares nunca de antes navegados,
Passaram ainda além da Taprobana,
Em perigos e guerras esforçados,
Mais do que prometia a força humana,
E entre gente remota edificaram
Novo Reino, que tanto sublimaram.„

Luís Vaz de Camões, o maior poeta português de sempre, nasceu aparentemente em Lisboa em 1524. Mas poucas são as certezas acerca da vida do autor. É evidente que teve uma formação humanística de alto nível, provavelmente na Universidade. Como também é certo que frequentou a corte de Lisboa. Mas, poucos anos mais tarde, encontramos o Poeta em Marrocos, a combater contra os Mouros, onde ele perderá o seu olho esquerdo… Mais tarde, Camões foi exilado no Oriente, e começou assim a sua peregrinação pelos quatro cantos do Império Português. Depois de ser expulso de Goa, provavelmente por causa de escândalos financeiros aos quais estaria ligado,
encontramos o Poeta em Macau, onde se casa com uma mulher chinesa. De regresso a Goa, naufragou e perdeu a esposa, mas não, como quer a lenda, a primeira versão do manuscrito do Poema, que ele salvou nadando para a costa, perto da foz do rio Mekong. De novo em Goa, é mais uma vez afastado de novo por causa de escândalos, e acaba por estabelecer-se na Ilha de Moçambique, na África Oriental.

Bernardim Ribeiro, História de Menina e Moça

Antestreia – Anteprima Edizioni dell’Urogallo
Urogallo.Clássicos 2



“Menina e moça, me levaram de casa de meu pai para longes terras. Qual fosse então a causa daquela minha levada – era eu pequena – não na soube. Agora, não lhe ponho outra, senão que já então, parece, havia de ser o que depois foi.
Vivi ali tanto tempo, quanto foi necessário para não poder viver em outra parte.
Muito contente fui eu naquela terra; mas, coitada de mim, em breve espaço se mudou tudo aquilo que em longo tempo se buscou, e para longo tempo se buscava! Grande desventura foi a que me fez ser triste, ou a que, porventura, me fez ser leda! „

Menina e Moça é uma novela sentimental, que usa convenções tanto do género pastoril quanto do de cavalaria, para afinal codificar um escrito autobiográfico, precursor do moderno romance psicológico. Romântica e saudosista como muito do que depois dela se escreveu, esta obra é no entanto de um lirismo pungente e de uma originalidade poucas vezes atingida na história da literatura, pelo hibridismo que a caracteriza, mas também pela forma inesperada como dá corpo à coexistência de ingredientes aparentemente incompatíveis.

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