martedì 14 giugno 2011

Machado de Assis • Memórias Póstumas de Brás Cubas

Anteprima - Antestreia Edizioni dell’Urogallo
Urogallo.Clássicos 2



“Algum tempo hesitei se devia abrir estas memórias pelo princípio ou pelo fim, isto é, se poria em primeiro lugar o meu nascimento ou a minha morte. Suposto o uso vulgar seja começar pelo nascimento, duas considerações me levaram a adotar diferente método: a primeira é que eu não sou propriamente um autor defunto, mas um defunto autor, para quem a campa foi outro berço; a segunda é que o escrito ficaria assim mais galante e mais novo. Moisés, que também contou a sua morte, não a pôs no intróito, mas no cabo: diferença radical entre este livro e o Pentateuco.„

Entre Março e Dezembro de 1880, a Revista Brasileira publicava, então sob a forma de folhetim, as Memórias Póstumas de Brás Cubas, escritas por Machado de Assis. No ano seguinte, as ditas Memórias vão ao prelo, para serem publicadas sob a forma de livro, com a chancela da Tipografia Nacional. Dirão mais tarde os académicos que esta obra introduziu o realismo no Brasil; classificações à parte, o facto é que a obra permanece das mais originais e inovadoras da literatura brasileira.

Glosas, la prima rivista dedicata interamente alla musica classica portoghese

Glosas è una rivista semestrale dedicata interamente alla musica erudita portoghese. Un progetto editoriale, unico nel suo genere, prodotto dell’mpmp, movimento patrimonial pela música portuguesa. Si tratta di uno strumento fondamentale per chiunque voglia conoscere ciò che si produce e si pensa oggi nel mondo della musica in Portogallo. La rivista, di grande rilevanza e qualità, è concepita e realizzata da specialisti (compositori, scrittori, artisti plastici), ma si propone di raggiungere anche il pubblico degli appassionati e dei non addetti ai lavori. Grazie a queste caratteristiche, che ne fanno una pubblicazione di successo, Glosas sta promuovendo un’ampia riflessione sulla produzione artistica contemporanea in Portogallo, creando e favorendo una proficua collaborazione fra le diverse professionalità che operano nel settore.

Una particolare attenzione è dedicata alla musica portoghese contemporanea. Degne di rilievo le interviste ai compositori portoghesi del nostro tempo, ai quali l’mpmp commissiona opere inedite che poi presenta in una apposita rubrica della sua rivista (“uma peça inédita para cada Glosas”).
Numerose e importanti le personalità che hanno contribuito finora alla realizzazione di Glosas con articoli, cronache, notizie e interviste. Fra gli altri, ricordiamo i compositori Luís Tinoco, Sérgio Azevedo, Amílcar Vasques-Dias, Nuno Côrte-Real, João Madureira, i musicologi Alexandre Delgado, David Cranmer, João-Heitor Rigaud, Luís Raimundo, Luís Henriques, Duarte Gonçalves Rosa, Idalete Giga, Alexandre Andrade, António Ferreira e Maria José Borges, i maestri André Granjo e Pedro Neves, i giornalisti Manuela Paraíso e Mónica Brito, la storica dell’arte Maria de Aires Silveira, gli scrittori Graça Moura, Lídia Jorge, Joana Guerra, Ruy Narval, Mário Alves, i pittori Nadir Afonso, Maria Gil e Isabel André, e il regista João Botelho.

Nell'ultimo numero della rivista, alla sua terza uscita, un grande tributo alla figura e all’opera di Joly Braga Santos.

EDITORIALE E INDICE DI GLOSAS n.3

lunedì 13 giugno 2011

domenica 12 giugno 2011

Lisbona festeggia il 123° compleanno di Fernando Pessoa

Il 13 giugno alla "Casa Fernando Pessoa". 
L'Italia partecipa alle celebrazioni con il cantautore Mariano Deidda: “Deidda canta Pavese. Un paese ci vuole”.

Fernando António Nogueira Pessoa è nato a Lisbona il 13 giugno 1888. La Casa Fernando Pessoa gli dedica una giornata commemorativa con visite guidate, esposizioni, un laboratorio per bambini, una merenda in biblioteca e un concerto.
Significativo il contributo italiano alle celebrazioni. Alle 21.30, presso la Casa Fernando Pessoa, il cantautore sardo Mariano Deidda terrà un concerto di presentazione del suo ultimo cd “Deidda canta Pavese. Un paese ci vuole”. Il disco, prodotto dalla Fondazione Cesare Pavese e la Scarampi Foundation, era stato presentato in anteprima, lo scorso 3 giugno, presso il Gremio Letterario di Lisbona. Mariano Dedda ha già realizzato importanti esperienze artistiche in Portogallo. Nel 1998 ha rappresentato la nuova canzone d'autore italiana all'Expo Mondiale di Lisbona, ed è molto conosciuto nel paese per aver già musicato i testi di Fernando Pessoa. Il progetto “Deidda interpreta Pessoa” ebbe inizio nel 2000, quando il cantautore decise di musicare le parole dello scrittore portoghese nella traduzione di Antonio Tabucchi. Il primo cd fu realizzato e distribuito dalla Lusogram di Lisbona. Nel 2003, Deidda pubblicò il secondo cd, con la collaborazione di artisti di fama internazionale come Enrico Rava, Gianni Coscia, e Stefano Bagnoli. Il brano “Nel mio spazio interiore”, interamente scritto da Deidda, dà il titolo all’album, dove jazz e musica da camera si fondono in un’atmosfera molto suggestiva.
Su Mariano Deidda maggiori informazioni in www.marianodeidda.com 

sabato 11 giugno 2011

Settimana della Cultura Portoghese al Teatro Marrucino di Chieti

Da lunedì 13 a sabato 18 giugno 2011


PROGRAMMA

- 13 giugno, ore 18.30, presso il foyer del Teatro Marrucino, incontro “Da don Miguel a Pessoa”, riflessioni su un percorso. Interverranno le prof.sse Elena Trentin, Cecilia Santanchè, Silvia La Regina, docenti di lingua e letteratura portoghese presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara.

- 14 giugno, ore 18.30, presso il foyer del Teatro Marrucino, percorso poetico su Fernando Pessoa “La poesia è in ogni cosa”. In scena gli allievi del corso di Teatro per Adulti “Pessoa e le sue maschere”. A seguire degustazione di specialità portoghesi.

- 15 giugno, ore 18.30, presso il foyer del Teatro Marrucino, spettacolo “Non solo Fado”. Al pianoforte il M° Maurizio Marinelli e i suoi allievi.

- 18 giugno, ore 21.00, spettacolo “La barca”, libero adattamento al testo di Gil Vicente che per l’occasione è stato tradotto in italiano dagli allievi del corso di portoghese dell’Università “G. D’Annunzio” coordinati dalla prof.ssa Silvia La Regina. Scene Francesca Marino. Regia Giuliana Antenucci.

Concerto de Polifonia Portuguesa pela Cappella Musical Cupertino de Miranda

A Cappella Musical Cupertino de Miranda realiza um concerto na Igreja de São Gonçalo, Amarante, sábado, 11 de Junho, pelas 22h00.



Tg 00040 Baroque Features of the Igreja de Sao Goncalo, Amarante, Portugal, Image by Craig Hill, Travelgroupie
La Fundação Cupertino de Miranda ha creato nel 2009 la Cappella Musical Cupertino de Miranda con l’obiettivo di divulgare l’enorme patrimonio musicale costituito dalla tradizione polifonica portoghese dei secoli XVI e XVII. Costituito esclusivamente da membri con specifica formazione in quest’area musicale, il gruppo promuove la polifonia rinascimentale portoghese, divulgando l’opera senza tempo di compositori, fra gli altri, come Duarte Lobo, Pedro de Cristo, Filipe de Magalhães e Manuel Cardoso, la cui musica torna a risuonare fra le volte delle chiese e dei monasteri del nord del Portogallo.
Oggi, alle ore 22.00, nella Igreja de São Gonçalo de Amarante, la Cappella Musical Cupertino, terrà un concerto con un programma di opere corali di rara esecuzione. L’entrata è libera.
La splendida chiesa di São Gonçalo si trova in pieno centro storico amarantino, lungo le rive del fiume Tâmega. Una cornice ideale per un concerto di assoluta bellezza.


L'organo restaurato della Igreja de S. Gonçalo - Amarante

La “polifonia portoghese” dei secoli XVI e XVII occupa un posto di assoluto rilievo nella storia della musica occidentale, e si è sviluppata con caratteristiche autonome.
Nel Seicento, la scena musicale portoghese era dominata dalla “polifonia imitativa”, nonostante l’ampio rinnovamento della musica europea attuato nel secolo precedente. Ancora nel 1650, il Re del Portogallo D. João IV, dottissimo teorico musicale e compositore, definiva “moderna” la musica polifonica imitativa, intervenendo in sua difesa “contro la posizione errata del vescovo Cyrilo Franco”. Tale orientamento era probabilmente influenzato dalla posizione assunta dalla Chiesa nel Concilio di Trento, che aveva contribuito a ritardare la diffusione dell’opera barocca nella penisola iberica. Di fatto i compositori portoghesi continuavano a coltivare le forme musicali del secolo precedente, mostrando di non conoscere, almeno in apparenza, la “cantata” e la “sonata” italiane. Il ricorso prevalente alla scrittura polifonica, inoltre, era in netta controtendenza rispetto all’utilizzo del basso continuo e alla progressiva polarizzazione tra melodia e accompagnamento che si affermavano in Europa.
Tuttavia, in diverse composizioni portoghesi del XVII secolo, sotto l’apparenza d’una struttura polifonica arcaica o rinascimentale, svolta per linee parallele, è possibile riconoscere i segni d’una apertura verso la verticalità che prelude all’armonia barocca. I prodromi di questa nuova concezione musicale sono presenti nelle opere di compositori come Francisco Martins (?-1680) e Diogo Dias Melgás (1638-1700), anche se il linguaggio tonale si sviluppò pienamente in Portogallo soltanto nel secolo successivo, attraverso l’opera di “italianizzazione” della musica promossa dal re D. João V.

Domenico Condito

Igreja de S. Gonçalo - Amarante

giovedì 9 giugno 2011

10 Giugno: Giorno del Portogallo, di Camões e delle Comunità Portoghesi - 10 de Junho: Dia de Portugal, de Camões e das Comunidades Portuguesas

Il Portogallo é l’unica nazione al mondo che ha istituito una festa nazionale per commemorare il suo più grande poeta: Luís de Camões. La storia e il significato di una commemorazione che coincide con il Giorno del Portogallo e delle Comunità Portoghesi.

“Solo a Lisbona – scrive Enrique Vila Matas – si può vedere un azzurro di azzurri, un colore che stordisce. Lo vide Pedro Tamen, che lo cantò cosi: «Vi parlo dall’alto, da dove/ aggiungo azzurro di molti colori/ all’altro azzurro che i vostri occhi vedono». È un azzurro che si affaccia sull’Atlantico e vi si confonde: questo balcone sul grande oceano, questa Lisbona luminosa ed enigmatica, Cardoso Pires la vide posata sul Tago come una città che naviga, perché non a caso ci sono onde di mare aperto disegnate sulle sue strade, e ci sono àncore e sirene”.

Lisbona, sospesa fra terra e oceano, è un luogo "dove tutto termina e finisce l’Europa", una specie di finis terrae aperta per secoli sull’ignoto. Non solo una città, ma una nave alla fonda pronta a salpare, verso la scoperta di nuovi mondi, l’incontro con altre Genti. Nessuno più di Luís de Camões ne seppe interpretare e cantare il destino, la sua profonda inquietudine spirituale e morale, cogliendone anche la grandezza estetica e lo straordinario carattere epico. Camões è riuscito a trasformare lo spirito, la storia e il destino di questa città nel mito della fondazione di un intero paese. Un mito che egli stesso impersonò con la sua ricca e tumultuosa esperienza, navigando per mari sconfinati, fino a raggiungere l’Oriente, dove visse a lungo vagando fra l’India, la Cina e l’Indocina. In un naufragio alla foce del fiume Mekong (1559) perdette ogni suo avere, ma riuscì a salvare il manoscritto del suo capolavoro, Os Lusíadas (I Lusiadi), che diventerà il poema epico nazionale del Portogallo. Una leggenda nella leggenda che consegna il capolavoro di Camões al cuore stesso della mitologia del suo paese. Il poema narra delle grandi esplorazioni geografiche realizzate tra il XV e XVI secolo, ponendo al centro la scoperta della via marittima per l'India compiuta da Vasco de Gama, ma il tema generale del poema è l’intera storia del Portogallo, il racconto leggendario della nascita di una nazione, dove gli eroi del mare si alternano a divinità e personaggi mitologici. L’ideologia di Camões è senz’altro militaresca e aristocratica, ma l’idea della patria come unità linguistica e culturale è già tutta moderna, così come la vittoria dell’uomo sugli dei assume il significato di una liberazione, sulla rotta che dal Rinascimento conduce all’Illuminismo.

Non sorprende allora che siano stati i Repubblicani di Lisbona a istituire il Giorno di Camões nel 1910, e che nel tempo tale ricorrenza sia divenuta festa nazionale, arricchendosi di ulteriori significati: oggi il giorno della commemorazione del poeta è accomunata al Giorno del Portogallo e delle Comunità Portoghesi. Ma la storia di questa celebrazione è molto controversa ed è stata determinata dagli avvenimenti, talvolta drammatici, che hanno caratterizzato la storia portoghese del secolo scorso. Tutto cominciò con la proclamazione della Repubblica del Portogallo, avvenuta il 5 ottobre 1910. Pochi giorni dopo, fu emesso un decreto che riformò il calendario delle feste nazionali. Il provvedimento, datato 12 ottobre, abolì alcune festività, soprattutto di carattere religioso, in nome di una maggiore laicità dello Stato. Le ricorrenze fissate da questo decreto furono quella del primo gennaio, Giorno della Fraternità Universale; il 31 gennaio, giorno della rivoluzione di Oporto, consacrato ai Martiri della Repubblica; il primo dicembre, Giorno dell’Indipendenza e della Bandiera; e il 25 dicembre, che nelle intenzioni del legislatore doveva essere considerato il Giorno della Famiglia, nel tentativo di laicizzare anche la festa religiosa del Natale.

Un decreto successivo, datato 12 giugno, riconosceva alla Amministrazioni locali (municípios e concelhos) la possibilità di scegliere un giorno dell’anno per la celebrazione di una festa o commemorazione locale. Fu in seguito a questo provvedimento, che diede origine alle feste municipali (feriados municipais), che la città di Lisbona dedicò il 10 giugno, giorno della morte di Luís de Camões, alla commemorazione del poeta. Camões rappresenta lo splendore del genio portoghese, la massima gloria letteraria della Patria. Era essenzialmente questo il significato dato dai Repubblicani alla celebrazione del 10 giugno, nonostante, in origine, fosse solo una festa “municipale”. Istituendo questa ricorrenza, i Repubblicani di Lisbona intendevano inoltre rievocare la gloriosa giornata delle commemorazioni camoniane del 1880, una delle prime manifestazioni di massa dei Repubblicani sotto la monarchia.

La ricorrenza del 10 giugno venne particolarmente esaltata dallo Stato Nuovo (Estado Novo), il regime instaurato nel 1933 da António de Oliveira Salazar, che la trasformò in festa nazionale. Il regime diffuse la celebrazione della festa in tutto il Paese attraverso una massiccia azione di propaganda, ma stravolgendone il significato originario. Era tipico del regime di Salazar appropriarsi di alcuni eroi o simboli della Repubblica, riproponendoli in chiave nazionalista. Accadde così che il Giorno di Camões divenne una commemorazione storica collettiva strumentalizzata dalla propaganda di regime. Nel 1944, in occasione dell’inaugurazione dello Stadio Nazionale (Estádio Nacional), Salazar indicò il 10 giugno come Giorno della Razza, quella portoghese, e nel 1963 la consacrò alla Forze Armate per celebrare la guerra e il potere coloniali. Valori molto lontani dallo spirito positivista, libertario e laico dei Repubblicani che avevano istituito la giornata della commemorazione del sommo poeta portoghese.
Dopo la Rivoluzione dei Garofani, avvenuta il 25 aprile 1974, il 10 giugno recuperò il suo valore originario, e oggi il Giorno di Camões è anche il Giorno del Portogallo e delle Comunità Portoghesi, e non più il Giorno della Razza. Le Comunità di Portoghesi presenti nel mondo sono soprattutto il risultato dei massicci flussi emigratori degli anni sessanta e settanta. Un fenomeno epocale mai riconosciuto pubblicamente dal regime di Salazar, e dovuto spesso a ragioni di sopravvivenza, ma non solo. In tanti lasciarono il Portogallo per sfuggire alla repressione del regime e agli orrori della guerra coloniale.

Per concludere, possiamo affermare che i Portoghesi hanno un particolare amore per la storia e la letteratura del loro paese, al punto che il Portogallo é forse l’unica nazione al mondo che ha istituito una festa nazionale per commemorare il suo più grande poeta.
L’opera di Luís de Camões illumina il Portogallo di una luce che raggiunge gli estremi confini del globo terracqueo, e ancora oggi il suo nome è sinonimo di avventura, scoperta, libertà e universalità. Un “luogo” da frequentare per scoprire, parafrasando Enrique Vila Matas, “che ci siamo già stati prima di esserci mai andati”. E noi l’amiamo anche per questo.

Domenico Condito

Le foto contenute nell'articolo, ad eccezione di quella relativa al monumento dedicato a Luís de Camões a Lisbona (fonte Wikipedia), sono di Laura Za ©, cofondatrice della nostra Associazione.

Sul significato della festa del 10 giugno, si consiglia inoltre la lettura dell’articolo di M.Daniela Basile “Il 10 giugno il Portogallo è in festa”. L’Autrice è la redattrice del giornale online www.piuculture.it che ha pubblicato l’articolo segnalato.





Selinho oferecido pelos amigos de “Um Farol chamado Amizade”
Muito obrigado!

mercoledì 8 giugno 2011

Jovens portugueses na Cinemateca Francesa

Quatro jovens entre os 12 e os 18 anos, oriundos de Serpa, Lisboa, Vidigueira e Vale da Amoreira, vão apresentar a 8, 9 e 10 de Junho na Cinemateca Francesa, quatro filmes que resultaram do trabalho de iniciação ao cinema em que participaram ao longo do ano lectivo 2010/2011.

Em representação de quatro das seis turmas que participaram no programa pedagógico “Cinema, cem anos de juventude”, estes jovens irão partilhar com centenas de participantes (de várias regiões de França, de Espanha, de Itália, da Inglaterra e desde este ano do Brasil) a sua experiência e processo de trabalho na realização dos seus filmes e irão assistir à projecção e apresentação dos filmes de todos os outros participantes neste programa.

900 crianças e adolescentes nos seis países envolvidos neste dispositivo realizaram este ano pequenos filmes a partir das mesmas regras do jogo, colocando-se uma questão que está no centro de todas as etapas da criação cinematográfica. Mostrar ou esconder?

Desde a escrita do argumento, á escolha dos décores, dos enquadramentos, representação dos actores, gravação do som, até á montagem e misturas, eles confrontaram-se com a escolha de mostrar ou não, de esconder, ou ainda de sugerir. Enigmas, segredos e mistérios estarão no programa de 3 dias de apresentação dos filmes que participam no programa pedagógico Cinema cem anos de juventude na Cinemateca Francesa, em Paris.

Os cineastas e professores que orientaram este dispositivo ao longo do ano irão também estar presentes, participar no balanço anual deste programa pedagógico, e na preparação do próximo ano lectivo.
Este projecto que tem vindo a ser desenvolvido em Portugal pela mão da Associação Cultural Os Filhos de Lumière desde há cinco anos, é realizado em parceria com a Cinemateca Francesa e a Cinemateca Portuguesa tem o apoio financeiro do ICA-Programa VER, das Câmaras Municipais de Serpa, Moita e Vidigueira, diversas entidades locais nas quatro cidades, da Cinemateca Francesa e ainda dos Ministérios da Cultura e da Educação de França.

Dos 58 grupos que participam actualmente neste dispositivo pedagógico nos seis países, 33 estarão presentes na apresentação de final do ano na Cinemateca Francesa. Aumentou consideravelmente neste ano lectivo o numero de crianças e adolescentes que tiveram acesso a um dispositivo de vanguarda, que cria e estrutura todos os anos uma importante ferramenta pedagógica para os levar a descobrir a arte cinematográfica, aliando a análise do cinema á sua experiência prática, implicando nessa descoberta alunos, cineastas e professores.

Os Filhos de Lumière associação cultural
Calçada do Duque, 3 -1ºAndar
1200 - 155 Lisboa






lunedì 6 giugno 2011

36º Programa - Dizer Poesia: Cesário Verde

DIZER POESIA
Isabel Branco
Os autores lusofonos na RDP Internacional


DIZER POESIA è un programma radiofonico dedicato alla poesia lusofona. Lo conduce la poetessa Isabel Branco alla RDP Internacional, la radio di lingua portoghese più ascoltata al mondo. La conduttrice guida gli ascoltatori alla scoperta dei poeti del mondo lusofono, presentando ogni settimana un Autore diverso di cui legge anche alcune poesie.

Il programma, DIZER POESIA, va in onda ogni venerdì sulla RDPI, alle 01.30, 15.30 e 00.13, ora italiana. In Italia è possibile seguire il programma online (in diretta o registrato) sul sito della RTP, Rádio e Televisão de Portugal, o attraverso la TV satellitare (per chi usa la piattaforma Sky, basterà effettuare la ricerca dei canali stranieri con il decoder).

Nell'ultimo programma, andato in onda lo scorso 3 giugno, Isabel ha presentato José Joaquim Cesário Verde, di cui ha recitato Contrariedades. Il poeta nacque nel 1885 a Lisbona da ricchi commercianti d’origine contadina. Cominciò a pubblicare versi nel 1873, quando si iscrisse alla Facoltà di Lettere, che abbandonò l’anno seguente. Borghese progressista, antisentimentale e realista, riuscì a rompere con l’eredità romantica, rinnovando lo stile tradizionale della poesia portoghese. Partendo dalla poesia umoristica, collegata al gusto dei satirici del suo tempo e specialmente di J. Penha, Verde si volse a una lirica ispirata alla vita della città moderna, sottolineandone sia gli aspetti di lotta sociale sia quelli di tedio e solitudine. Morì nel 1886 a Lumiar, a soli trentun’anni, colpito dalla tubercolosi. La fortuna del poeta iniziò post mortem. Aveva composto versi per tutta la vita, ma le sue poesie erano state pubblicate solo su giornali e riviste. L’anno successivo alla sua morte fu pubblicato O Livro de Cesário Verde, la sua prima raccolta poetica. L’edizione fu realizzata da Silva Pinto, il suo principale amico e sostenitore. Si trattò di un’edizione fuori commercio di soli duecento esemplari destinati ad amici e sostenitori del poeta. Nel 1919 un incendiò distrusse la sua residenza di Linda-a-Pastora, dove il poeta aveva trascorso in isolamento gli ultimi anni della sua vita, e con la casa andò perduta per sempre la sua immensa produzione letteraria inedita. Nel 1963 venne pubblicata per la prima volta a Lisbona la Obra Completa de Cesário Verde, a cura di Joel Serrão, più volte ripubblicata fino ad oggi, contenente l'intera produzione edita del grande poeta portoghese. Esercito una viva influenza su Fernando Pessoa e, in generale, sulla generazione dell’«Orpheu».

Come di consueto, in chiusura di programma, Isabel Branco ha recitato una sua poesia. Questa volta la scelta è caduta su Aquela Rua.

Ascolta la registrazione:
36º Programa - Dizer Poesia: Cesário Verde

Cesário Verde - Contrariedades

Eu hoje estou cruel, frenético, exigente;
Nem posso tolerar os livros mais bizarros.
Incrível! Já fumei três maços de cigarros
Consecutivamente.

Dói-me a cabeça. Abafo uns desesperos mudos:
Tanta depravação nos usos, nos costumes!
Amo, insensatamente, os ácidos, os gumes
E os ângulos agudos.

Sentei-me à secretária. Ali defronte mora
Uma infeliz, sem peito, os dois pulmões doentes;
Sofre de faltas de ar, morreram-lhe os parentes
E engoma para fora.

Pobre esqueleto branco entre as nevadas roupas!
Tão lívida! O doutor deixou-a. Mortifica.
Lidando sempre! E deve conta à botica!
Mal ganha para sopas...

O obstáculo estimula, torna-nos perversos;
Agora sinto-me eu cheio de raivas frias,
Por causa dum jornal me rejeitar, há dias,
Um folhetim de versos.

Que mau humor! Rasguei uma epopeia morta
No fundo da gaveta. O que produz o estudo?
Mais uma redacção, das que elogiam tudo,
Me tem fechado a porta.

A crítica segundo o método de Taine
Ignoram-na. Juntei numa fogueira imensa
Muitíssimos papéis inéditos. A Imprensa
Vale um desdém solene.

Com raras excepções, merece-me o epigrama.
Deu meia-noite; e a paz pela calçada abaixo,
Um sol-e-dó. Chovisca. O populacho
Diverte-se na lama.

Eu nunca dediquei poemas às fortunas,
Mas sim, por deferência, a amigos ou a artistas.
Independente! Só por isso os jornalistas
Me negam as colunas.

Receiam que o assinante ingénuo os abandone,
Se forem publicar tais coisas, tais autores.
Arte? Não lhes convém, visto que os seus leitores
Deliram por Zaccone.

Um prosador qualquer desfruta fama honrosa,
Obtém dinheiro, arranja a sua "coterie";
E a mim, não há questão que mais me contrarie
Do que escrever em prosa.

A adulaçãao repugna aos sentimento finos;
Eu raramente falo aos nossos literatos,
E apuro-me em lançar originais e exactos,
Os meus alexandrinos...

E a tísica? Fechada, e com o ferro aceso!
Ignora que a asfixia a combustão das brasas,
Não foge do estendal que lhe humedece as casas,
E fina-se ao desprezo!

Mantém-se a chá e pão! Antes entrar na cova.
Esvai-se; e todavia, à tarde, fracamente,
Oiço-a cantarolar uma canção plangente
Duma opereta nova!

Perfeitamente. Vou findar sem azedume.
Quem sabe se depois, eu rico e noutros climas,
Conseguirei reler essas antigas rimas,
Impressas em volume?

Nas letras eu conheço um campo de manobras;
Emprega-se a "réclame", a intriga, o anúncio, a "blague",
E esta poesia pede um editor que pague
Todas as minhas obras...

E estou melhor; passou-me a cólera. E a vizinha?
A pobre engomadeira ir-se-á deitar sem ceia?
Vejo-lhe a luz no quarto. Inda trabalha. É feia...
Que mundo! Coitadinha!

Isabel Branco
È nata a Lobito (Angola). Ha trascorso gran parte della sua infanzia e adolescenza a Nova Lisboa, che amerà per sempre. Ha sofferto gli orrori e le separazioni della guerra. È stata anche nell’Africa del Sud, dove ha lavorato per qualche tempo. Dal 1977 vive in Portogallo. Lavora alla RTP e scrive poesie. Ha pubblicato due libri e altri ne seguiranno. Adora la fotografia e “guardare al mondo con i propri occhi”.

Leggi anche:
DIZER POESIA - Isabel Branco e la grande poesia lusofona alla RDP Internacional
Tutti i venerdì, alle 01.30, 15.30 e 00.13, ora italiana
Il link per seguire DIZER POESIA sul sito della RTP
(con le registrazioni di tutto il ciclo dei programmi gia andati in onda):

domenica 5 giugno 2011

Conferenza: "Os Perestrello: uma família de prazentinos no Império Português (século XVI)”

Grande successo della conferenza di Nunziatella Alessandrini a Lisbona. Molti i riferimenti alla parentela dei Perestrello dell'isola di Madeira con Cristoforo Colombo.

Martedì 17 maggio 2011, presso la Sociedade de Geografia de Lisboa, la dott.ssa Nunziatella Alessandrini, ricercatrice della Red Columnaria e del Centro de História de Além-Mar (Cham - Universidade Nova de Lisboa), ha tenuto una conferenza sul tema "Os Perestrello: uma família de prazentinos no Império Português (século XVI)”. L’importante evento scientifico e culturale si è svolto nell’ambito del 1.º Ciclo de Conferenze: "Relações luso-italianas nos séculos XV-XVIII: balanço e novas linhas de investigação no âmbito da celebração dos 150 anos da União de Itália".
 
La conferenza sui Perestrello ha registrato una folta partecipazione di pubblico, che ha mostrato un certo interesse per l'argomento. “Grande parte del merito della riuscita della serata – riferisce Nunziatella Alessandrini - è stato dovuto alla presenza del Signor João Perestrello, 13º senhor da Quinta do Hespanhol, casa-madre dei Perestrello nei pressi di Torres Vedras, Visconde de São Torquato”.
Non potevano mancare riferimenti ai legami di parentela dei Perestrello dell'isola di Madeira con Cristoforo Colombo, che, si può dire, è stato l'argomento centrale della discussione a cui hanno partecipato illustri personaggi, fra cui antropologi, storici, genealogisti.
La discendenza di Cristoforo Colombo è un tema che sempre affascina e il signor Perestrello in breve pubblicherà un libro, proprio su questo tema, utilizzando documenti dell'archivio di famiglia.

Nunziatella Alessandrini ha sviluppato importanti studi sulla presenza italiana, soprattutto mercanti, a Lisbona nei secoli XVI-XVII, ed è lei l’organizzatrice del 1.º Ciclo di Conferenze “Relazioni luso-italiane nei secoli XV-XVIII: bilancio e nuove linee di ricerca nell’ambito della celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia”, un progetto scaturito dalla collaborazione fra l’Ambasciata d’Italia, l’Istituto Italiano de Cultura de Lisboa, la Società di Geografia di Lisbona, il Centro de História de Além-Mar, il Centro Científico e Cultural de Macau.

João Perestrello, Visconde de São Torquato

Nunziatella Alessandrini

sabato 4 giugno 2011

Instituto Italiano de Cultura de Lisboa - Exposição: OCCUPAZIONE de Nadir Bonaccorso, Luciana Fina e Bernardo Massimo Scoditti

No âmbito do Pavilhão Itália no Mundo da 54ª Bienal Internacional de Arte de Veneza
Quarta-feira, 8 de junho de 2011 - sexta-feira, 30 de setembro de 2011
Inauguração dia 8 de Junho às 19h00

Post bilingue: português-italiano

Quarta-feira, 8 de Junho de 2011 às 19h00 no Instituto Italiano de Cultura de Lisboa é inaugurada a Exposição Occupazione de três artistas italianos, Nadir Bonaccorso, Luciana Fina e Bernardo Massimo Scoditti que escolheram Portugal para viver e exprimir a sua criatividade artística.

A exposição, promovida pelo Instituto Italiano de Cultura de Lisboa, insere-se no âmbito de uma iniciativa conjunta do Ministério dos Negócios Estrangeiros e do Ministério para os Bens e as Actividades Culturais italianos, com projecto de Vittorio Sgarbi, que visa valorizar as obras de artistas italianos residentes nas respectivas jurisdições e traçar um mapa da criatividade italiana no estrangeiro.

A iniciativa, que surge por ocasião das celebrações do 150º aniversário da União de Itália, vem situar-se no contexto da 54ª Bienal Internacional de Arte de Veneza de 2011, intitulada ILLUMInazioni, em que o Pavilhão Itália se transforma em Pavilhão Itália no Mundo, ultrapassando pela primeira vez as fronteiras nacionais e estendendo-se aos 89 Institutos Italianos de Cultura espalhados pelo mundo. Desta forma, quer os Institutos quer os artistas seleccionados estarão presentes no Pavilhão Itália no Mundo com um catálogo bilingue editado pela Skira e com 89 vídeos, realizados para a ocasião.

A exposição Occupazione, comissariada por João Silvério e com a marca da artista plástica Catarina Campino que também executou o vídeo para a Bienal de Veneza, traduz-se numa acção colectiva entre os três artistas italianos, no sentido de construir um corpus plural que se instala no edifício do Instituto Italiano de Cultura de Lisboa, revelando as diferentes direcções do seu trabalho individual.

Nadir Bonaccorso (Milão, 1967) Licenciado em Arquitectura em Milão em 1993, inicio a trabalhar em Lisboa com João Luís Carrilho da Graça. Em 1997 começo a minha actividade que em 2002 resulta na criação do atelier nbAA. Trabalho em todos os âmbitos centrados na sustentabilidade humana e nas relações entre homem, sociedade, cultura, arquitectura e energia com incursões pessoais no Design. Temos recebido vários reconhecimentos internacionais, mas o centro do meu interesse é a mudança de paradigma necessária para enfrentar este século.

Luciana Fina (Bari, 1962) Vive e trabalha em Lisboa desde 1991. Formada em literatura, é inicialmente programadora independente de cinema em Itália e Portugal, colaborando com a Cinemateca Portuguesa de ‘91 a ‘98. Em ‘98 realiza o seu primeiro documentário, mas diversifica logo formas e estratégias de criação, com um trabalho que migra para os espaços expositivos e que se move entre o cinema e as artes visuais. Em parceria com Moritz Elbert, cria as instalações site-specific “CCM posto 1-7”. Interrogando a relação entre o filme e as artes performativas, a imagem e o seu poder de representação, o tempo enquanto substância da imagem, trabalha no retrato fílmico e expõe regularmente em âmbito internacional.
As instalações “CHANT/MOUVEMENT/VUE/REFLECTION/HORS SUJET portraits” e o filme “PORTRAIRE, notas nas margens de um retrato” foram criados entre 2003 e 2011.

Bernardo Massimo Scoditti (Mesagne, 1952) Estudos: Faculdade de Arquitectura e Academia de Belas Artes de Roma. Vive em Portugal desde 1974. Tem exposto principalmente nas Galerias Alvarez (Porto-Lisboa), Arte Struktura (Milão), Edurne (Madrid). Aos 17 anos descobre a presença do objecto físico que não provém do retrato, mas duma energia psíquica traduzida em movimento gráfico, emanada num estado de vazio mental. O plano em que se desenvolve está subdividido e projectado em profundidade. A pesquisa, ligada à meditação budista primitiva, evolui desta experiência, paralelamente em dois planos: geométrico-conceptual e concentrativo.

Fotografia di Moritz Elbert

Istituto Italiano di Cultura di Lisbona
Esposizione: OCCUPAZIONE di Nadir Bonaccorso, Luciana Fina e Bernardo Massimo Scoditti 

Nell’ambito del Padiglione Italia nel Mondo della 54ª Biennale Internazionale d’Arte di Venezia
Mercoledì 8 giugno 2011 - venerdì 30 settembre 2011
Inaugurazione, mercoledì 8 giugno alle 19.00

Si inaugura mercoledì prossimo, 8 giugno, alle ore 19.00, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona l’esposizione "Occupazione" di tre artisti italiani - Nadir Bonaccorso, Luciana Fina e Bernardo Massimo Scoditti - che hanno scelto il Portogallo per vivere ed esprimere la loro creatività artistica.

L’esposizione è promossa dall’Istituto stesso nell’ambito del Padiglione Italia nel Mondo alla Biennale di Venezia, iniziativa congiunta del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, su progetto di Vittorio Sgarbi, che ha lo scopo di valorizzare le opere di artisti italiani residenti nelle rispettive giurisdizioni e tracciare una mappatura della creatività italiana all’estero.

L’evento, ideato in occasione delle celebrazioni del 150º anniversario dell’Unità d’Italia, si colloca dunque nel contesto della 54ª Biennale Internazionale d’Arte di Venezia del 2011, intitolata ILLUMInazioni, in cui il Padiglione Italia si trasforma in Padiglione Italia nel Mondo, superando per la prima volta le frontiere nazionali ed estendendosi agli 89 Istituti Italiani di Cultura attivi nel mondo. Così, sia gli Istituti che gli artisti selezionati saranno presenti nel Padiglione Italia nel Mondo con un catalogo bilingue edito da Skira e con 89 video, realizzati per l’occasione.

L’esposizione "Occupazione", curata da João Silvério e con l’impronta dell’artista plastica Catarina Campino che ha anche realizzato il video per la Biennale di Venezia, si traduce in un’azione collettiva tra i tre artisti italiani, allo scopo di costruire un corpus plurale che si installa nell’edificio dell’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona e rivela i diversi orientamenti del proprio singolo lavoro.

Laureatosi in Architettura a Milano nel 1993, Nadir Bonaccorso (Milano, 1967) ha iniziato a lavorare a Lisbona con João Luís Carrilho da Graça. Nel 1997 ha avviato la sua attività e nel 2002 lo studio nbAA. Lavoro in tutti gli ambiti che hanno a che fare con la sostenibilità umana e le relazioni tra uomo, società, cultura, architettura ed energia con personali incursioni nel design. Ha ricevuto vari riconoscimenti internazionali, ma il centro del suo interesse resta il cambiamento di paradigma necessario per affrontare questo secolo.

Luciana Fina (Bari, 1962) vive e lavora a Lisbona dal 1991. Studia letteratura ed è inizialmente programmatrice indipendente di cinema in Italia e Portogallo, collaborando con la Cinemateca Portuguesa dal 1991 al ‘98. Sempre nel 1998 realizza il suo primo documentario, ma diversifica presto forme e strategie di creazione, con un lavoro che migra verso gli spazi espositivi e che si muove tra il cinema e le arti visive. In collaborazione con Moritz Elbert crea le installazioni site-specific "CCM posto 1-7". Interrogando il rapporto tra il film e le arti performative, l’immagine e il suo potere di rappresentazione, il tempo come sostanza dell’immagine, lavora al ritratto filmico ed espone regolarmente in ambito internazionale. Tra il 2003 e il 2011 realizza fra l'altro le istallazioni "chant/mouvement/vue/reflection/hors sujet portraits" e il film "Portraire, notas nas margens de um retrato".

Infine Bernardo Massimo Scoditti (Mesagne, 1952), dopo gli studi di Architettura e l'Accademia delle Belle Arti di Roma, si sposta nel 1974 in Portogallo, dove vive attualmente. Ha principalmente esposto per la Galleria Alvarez di Oporto-Lisbona, Arte Struktura di Milano ed Edurne di Madrid. A 17 anni scopre la presenza dell’oggetto fisico che perviene non dal ritratto, ma da una energia psichica tradotta in movimento grafico, emanata in uno stato di vuoto mentale. Il piano in cui si trova l'oggetto è suddiviso e proiettato in profondità. La ricerca evolve da questa esperienza parallelamente su due piani: geometrico-concettuale e concentrativo, legato alla meditazione buddhista primitiva.

venerdì 3 giugno 2011

Os Filhos de Lumière no 2º Encontro de Cinema e Escola, em São Paulo, Brasil, entre 2 e 4 de Junho


Em nome da Associação Cultural Os Filhos de Lumière, Teresa Garcia foi convidada a participar no 2º Encontro de Cinema e Escola que vai decorrer em São Paulo, Brasil, de 2 a 4 de Junho, na Escola Carlitos (ensino básico e secundário) onde foi recentemente implantado um dispositivo de sensibilização ao cinema.
A experiência desenvolvida em Portugal pela associação os Filhos de Lumière, através dos programas de iniciação ao cinema que tem levado a cabo desde 2001, será apresentada ao longo de dois dias a professores, educadores e pessoas de cinema com interesse por esta actividade de sensibilização à arte cinematográfica.As duas intervenções de Os Filhos de Lumière terão por temas: 1) Fundamentos Educacionais do dispositivo português "Os Filhos de Lumière". A educação para a imagem em movimento. (3 de Junho) 2) Iniciação ao cinema: O experimentar a arte cinematográfica pelo lado da criação. (4 de Junho)
Os outros intervenientes são : Alain Bergala (Professor de cinema na Universidade de Paris III e FEMIS, realizador, um dos principais responsáveis do dispositivo "Le Cinéma, cent ans de jeunesse" desde a sua criação em 1995, programa pedagógico que integra actualmente 6 países incluindo Portugal desde 2006, através de Os Filhos de Lumière), Alain Rivals (Coordenador do dispositivo francês "Les Enfants de Cinéma", membro da Comissão Nacional Escola e Cinema do Ministério da Cultura em França, actual assessor do Projeto Cinema e Escola da Escola Carlitos em S. Paulo) e Luciana Zaterka (Professora de Filosofia, Directora do Ensino Fundamental II da Escola Carlitos).


Links
Escola Carlitos

martedì 31 maggio 2011

Ischia - Omaggio a José Saramago

Dal 3 al 25 giugno 2011

ISCHIA - «Omaggio a José Saramago» è il titolo delle manifestazioni a carattere internazionale che si svolgeranno dal 3 al 25 giugno nell’isola d’Ischia per ricordare il grande scrittore portoghese, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1998, in occasione del primo anniversario della scomparsa, avvenuta il 18 giugno del 2010 nella sua residenza di Tias nelle isole Canarie.
L’iniziativa, organizzata dall’associazione culturale Officina Artètéka con la collaborazione dell’Associazione Italia-Portogallo di Napoli, dell’Ambasciata del Portogallo in Italia e il patrocinio di numerose istituzioni pubbliche e private, prevede un ricco calendario di eventi, con mostre, spettacoli teatrali, performance poetiche, proiezioni, seminari e convegni che saranno ospitati nella monumentale Torre di sant’Anna detta di Michelangelo, alla presenza di studiosi, personalità della cultura e della figlia dello scrittore, Violante Saramago, che presenzierà alla serata conclusiva.

 José Saramago

35º Programa - Dizer Poesia: Malangatana

DIZER POESIA
Isabel Branco
Os autores lusofonos na RDP Internacional


DIZER POESIA è un programma radiofonico dedicato alla poesia lusofona. Lo conduce la poetessa Isabel Branco alla RDP Internacional, la radio di lingua portoghese più ascoltata al mondo. La conduttrice guida gli ascoltatori alla scoperta dei poeti del mondo lusofono, presentando ogni settimana un Autore diverso di cui legge anche alcune poesie.

Il programma, DIZER POESIA, va in onda ogni venerdì sulla RDPI, alle 01.30, 15.30 e 00.13, ora italiana. In Italia è possibile seguire il programma online (in diretta o registrato) sul sito della RTP, Rádio e Televisão de Portugal, o attraversola TV satellitare (per chi usa la piattaforma Sky, basterà effettuare la ricerca dei canali stranieri con il decoder).

Il poeta dell'ultimo programma è stato Valente Ngwenya Malangatana (1936 - 2011), di cui Isabel ha proposto Pensar Alto. Pittore, artista plastico e poeta, Malangatana è nato a Matalana. Dopo gli studi secondari a Lourenço Marques, l'odierna Maputo, si è impegnato in attività molto modeste e ha anche sofferto il carcere per le sue idee politiche, prima di potersi dedicare completamente alla pittura. Autore di un'opera immensa, con più di cento esposizioni in una trentina di paesi di quattro continenti, si è rivelato poeta pubblicando prima una raccolta di ventiquattro poesie e recentemente un volume intitolato Vinte e quatro poemas e outros inéditos (Lisbona, 2004) che rivela la progressiva presa di coscienza di un artsita africano dopo l'emancipazione del suo paese dal colonialismo portoghese. (Vincenzo Barca, in Poesia straniera – Portoghese e Brasiliana, Roma 2004, p.868)

Come di consueto, in chiusura di programma, Isabel Branco ha recitato una sua poesia. Questa volta la scelta è caduta su Minha Praia.

La registrazione:
35º Programa - Dizer Poesia: Malangatana


Un'opera dell'artista Malangatana

Isabel Branco
È nata a Lobito (Angola). Ha trascorso gran parte della sua infanzia e adolescenza a Nova Lisboa, che amerà per sempre. Ha sofferto gli orrori e le separazioni della guerra. È stata anche nell’Africa del Sud, dove ha lavorato per qualche tempo. Dal 1977 vive in Portogallo. Lavora alla RTP e scrive poesie. Ha pubblicato due libri e altri ne seguiranno. Adora la fotografia e “guardare al mondo con i propri occhi”.

Leggi anche:
DIZER POESIA - Isabel Branco e la grande poesia lusofona alla RDP Internacional
Tutti i venerdì, alle 01.30, 15.30 e 00.13, ora italiana

Il link per seguire DIZER POESIA sul sito della RTP
(con le registrazioni di tutto il ciclo dei programmi gia andati in onda):

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