lunedì 16 maggio 2011

Afrodite, Hermes e Perséfone: amor, saber e morte

Um estudo de Locri Epizefiri, seus cultos e pinakes.


Documentário contextualizando a história e a arqueologia do sítio de Locri Epizefiri, localizado na Calábria (Itália) e examinando a cultura amorosa e erótica clássica.
"Pinakes" são os painéis de cerâmica encontrados no sítio, contendo rica iconografia. Há alguns deles no wikimedia.
Apresentado originalmente como videoconferência dia 08/05/2008, no VI Encontro Nacional de História Antiga - ANPUH-BR, organizado pelo prof. Dr. Fábio Vergara Cerqueira, em Pelotas, RS, Brasil.
Produção associada ao LABECA - MAE/USP - Laboratório de Estudos da Cidade Antiga.
Dedicado às profas. Dras. Kátia Maria Paim Pozzer e Maria Beatriz Borba Florenzano.
O autor, Francisco Marshall, agradece à Alexander von Humboldt Stiftung a bolsa de pesquisa que viabiliza sua presença junto à Universidade de Heidelberg (03/2008-02/2009).
O autor agradece também ao Departamento de História IFCH-UFRGS pela concessão do afastamento pelo período de um ano (03/2008-02/2009) para realizar estudos na Alemanha, bem como ao prof. Dr. José Augusto Avancini, que generosamente o substitui na docência em História Antiga neste período.

Pinakes
Eros, Afrodite e Hermes

domenica 15 maggio 2011

Il culto di San Gregorio Taumaturgo a Lisbona nell’età di Filippo II

Una singolare ricerca storica ricostruisce l'antico legame che unisce Stalettì, in Calabria, con la capitale del Portogallo.

Domenico Condito

Il Museu de São Roque di Lisbona conserva, all’interno di un prezioso reliquario, il cranio di San Gregorio Taumaturgo, Padre della Chiesa del III secolo. La reliquia fu venerata a Stalettì, in Calabria, fino alla seconda metà del XVI secolo, all’interno dell’antica chiesa bizantina che custodisce a tutt’oggi i resti mortali del Santo. Nel 1587, la reliquia fu donata alla Igreja de São Roque di Lisbona da Don Juan de Borja, figlio di San Francisco de Borja e ambasciatore di Filippo II a Praga, con tutta la sua ricca collezione di reliquie e reliquari. Il nobile valenciano, autore delle Empresas Morales, capolavoro della letteratura spagnola del Siglo de Oro, fu infatti uno dei massimi collezionisti di reliquie del suo tempo. Don Juan era entrato in possesso del cranio del Taumaturgo grazie al legame di parentela con il Principe di Squillace, Don Pietro Borgia, nel cui principato ricadeva appunto Stalettì. La reliquia era considerata la più importante dell’intera collezione e fu accolta trionfalmente nella Igreja de São Roque il 25 gennaio 1588, alla presenza del viceré del Portogallo, il principe cardinale Alberto. L'arrivo della reliquia a Lisbona favorì la diffusione del culto di San Gregorio Taumaturgo, che divenne uno dei santi maggiormente venerati nella città negli ultimi anni del regno di Filippo II.

La ricostruzione di questa singolare vicenda è al centro della mia ricerca su "Il culto di San Gregorio Taumaturgo a Lisbona nell’età di Filippo II". Il lavoro, destinato alla pubblicazione, prende le mosse da uno studio realizzato negli anni trenta dal prof. W. Telfer, dell’Università di Cambridge, e arricchisce le acquisizioni del celebre studioso inglese con elementi inediti. Il mio studio si basa su un’accurata ricerca d’archivio realizzata soprattutto negli archivi storici della capitale lusitana con la collaborazione del Museu de São Roque. Si deve proprio a questa proficua collaborazione la riapertura, dopo diversi secoli, del reliquario contenente il cranio del Taumaturgo, con risultati a dir poco sorprendenti. La reliquia, infatti, presenta delle placche metalliche fissate tutt’attorno, sulle quali sono incise scritte in greco-bizantino che ne attestano l’attribuzione a San Gregorio Taumaturgo. Tali incisioni sono state trascritte e interpretate con il contributo del prof. Edoardo Bona del Dipartimento di Filologia, Linguistica e Tradizione Classica dell’Università degli Studi di Torino.

Comunque la si pensi sul culto dei santi e delle reliquie, o sull’autenticità delle stesse, si tratta della "riscoperta" e dell’approfondimento di un’importante pagina di storia, che stabilisce una relazione significativa fra Stalettì e la città di Lisbona.
I protagonisti di questa vicenda furono personaggi di primissimo piano nell’Europa del XVI secolo:
- il Re di Spagna Filippo II, il principale collezionista di reliquie del suo tempo, nonché amico e sostenitore di don Juan de Borja;
- sua sorella, l’imperatrice Maria, moglie dell’imperatore Massimiliano II d’Asburgo e madre di Rodolfo II (l’imperatore della Praga “magica” immortalato nei celebri ritratti di Arcimboldo); fu lei a firmare il documento di autentica della reliquia del Taumaturgo, sul quale è impresso il sigillo imperiale e la firma autografa della sovrana;
- il sopracitato Don Juan de Borja, che donò la reliquia alla città di Lisbona;
- Dona Francisca de Aragão, moglie di Don Juan de Borja. Donna estremamente raffinata e colta, secondo qualche autore avrebbe ispirato e finanziato la pubblicazione de I Lusiadi (Os Lusíadas in portoghese) di Luís Vaz de Camões, la più importante opera della letteratura portoghese (sui rapporti fra la nobildonna e il poeta ha scritto anche Josè Saramago, premio Nobel per la letteratura nel 1998, che ha dedicato alle vicende del poema una celebre pièce teatrale). Dona Francisca alimentò e condivise con il marito e l’imperatrice Maria la ricchissima collezione di reliquie, che comprendeva anche quella di San Gregorio Taumaturgo, ritenuta da loro la più importante.

Il trasferimento della admirável reliquia di San Gregorio Taumaturgo da Stalettì a Lisbona avvenne in un contesto storico di grande rilievo, e assunse una particolare importanza anche in relazione all’allestimento dell’Invincibile Armata, che si andava completando sulle rive del Tago proprio al tempo in cui la reliquia di Stalettì giunse a Lisbona. Fu in questo contesto, infatti, che maturò l’idea di organizzare in forma solenne e sontuosa la donazione delle reliquie del Borja alla città di Lisbona, la più grande donazione di reliquie mai realizzata in Portogallo. Doveva essere un festa grandiosa, capace di sollevare il morale della città, di galvanizzare e motivare le truppe e, soprattutto, di sostenere, con un’operazione di propaganda senza precedenti, l’idea dell’intervento armato in Inghilterra, giudicata nei sermoni del tempo terra di eretici e di profanatori di reliquie: l’esercito di Santi, le cui reliquie, a centinaia, sarebbero state condotte trionfalmente in processione alla Igreja de São Roque, doveva prefigurare l’altro esercito, fatto di uomini, che di li a poco si sarebbe mosso alla conquista dell’Inghilterra, garantendo ad essi protezione e vittoria (in realtà, la spedizione ebbe un esito disastroso). Un corteo di carri riccamente addobbati, sui quali vennero collocate le reliquie e i reliquari, attraversò così la città di Lisbona dalla Cattedrale () fino alla Igreja de São Roque. L'ultimo di questi, il più ricco e sontuoso, trasportava la reliquia di San Gregorio Taumaturgo, ritenuta dagli organizzatori dell'evento la più importante dell'intera collezione.

Ho presentato i risultati del mio studio nel corso della conferenza tenuta a Stalettì, nella chiesa di San Gregorio Taumaturgo, il 7 giugno 2008 (clicca sulla locandina a lato). L’evento era stato organizzato dal Comune di Stalettì e dalla Biblioteca Comunale Vivarium, con il Patrocino Culturale del Museu de São Roque di Lisbona. La conferenza di Stalettì, così come la mia collaborazione con il Museo e la riapertura del reliquario del Taumaturgo, hanno suscitato un certo interesse anche in Portogallo. Nel mese di gennaio del 2009, la rivista portoghese Cidade Solidária ne ha dato un ampio riscontro, mettendo in risalto tanto gli elementi inediti della mia ricerca, quanto l’importanza dello scambio culturale già avviato fra Stalettì e Lisbona. A seguire, la RTP, Rádio e Televisão de Portugal, ha divulgato la notizia del rinvenimento della reliquia con un reportage registrato proprio all’interno Museu de São Roque. Il servizio televisivo, oltre alla mia intervista, registra l’intervento del dott. António Meira, Tecnico Superiore del Museo. Proprio alla tv portoghese ho rilanciato l’idea di un possibile gemellaggio fra Stalettì e Lisbona, sulla base del singolare legame storico che unisce il piccolo centro ionico calabrese alla capitale del Portogallo. Il progetto prevede, fra l’altro, il ritorno a Stalettì, seppure per il breve periodo d’una esposizione, del cranio di San Gregorio Taumaturgo. La reliquia verrebbe esposta in Calabria insieme al suo prezioso reliquario, un cubo dorato che sostiene la celebre scultura in argento di Nossa Senhora com o Menino, un capolavoro dell’arte orafa del XVI secolo, unico nel suo genere, già esposto al Museo del Prado di Madrid e a Ratisbona.

Si spera di poter realizzare l’iniziativa nei prossimi anni.

Il reliquario di San Gregorio Taumaturgo
conservato nel Museu de São Roque di Lisbona

Il reportage della RTP



Il dott. António Meira, Tecnico Superiore del Museu de São Roque,
introduce l'intervista di Domenico Condito nel servizio della RTP .

Domenico Condito con la troupe della TV portoghese
durante la preparazione del serivzio televisivo all'interno del
Museu de São Roque.

La giornalista della RTP, Filipa Costa,
registra il promo per il lancio del reportage

Domenico Condito negli studi della RTP
con la poetessa portoghese Isabel Branco,
appassionata sostenitrice dello scambio culturale
fra Stalettì e Lisbona.

I contenuti di questa pagina sono protetti da copyright e se ne vieta rigorosamente la riproduzione senza l'autorizzazione previa degli autori. Il testo è di Domenico Condito, le foto sono di Laura Za.

sabato 14 maggio 2011

Semanas italianas na Casa dos Patudos em Alpiarça

14 a 28 de Maio

A Casa dos Patudos, em Alpiarça, vai promover durante o mês de Maio as “semanas italianas”, um evento dedicado à promoção da arte e da gastronomia deste país europeu.
A primeira iniciativa realiza-se no sábado, 14 de Maio, a partir das 16h30, com uma mostra de produtos e um encontro entre distribuidores italianos e comerciantes portugueses, no qual se inclui uma prova de vinhos.
Para as 18h30 está marcada a inauguração da exposição antológica de pintura de Massimo Esposito, intitulada “25 anos de um italiano em Portugal”.
No dia 21 de Maio, às 21h30, será projectado o filme “Il Soprasso”, e a 28, também às 21h30, a Casa dos Patudos será palco da conferência “republicanos e republicanismo”, por Stefano Salmi, seguida pela palestra “italianos em Portugal: as origens dos descobrimentos”, por Nunziatella Alessandrini.


Obras do pintor Massimo Esposito




Opere del pittore Massimo Esposito




Le “Settimane Italiane” nella “Casa dos Patudos” di Alpiarça
14 - 28 maggio

La “Casa dos Patudos”, ad Alpiarça, organizza questo mese le “settimane italiane”, un evento dedicato alla promozione dell’arte e della gastronomia del nostro paese.
Il primo appuntamento è fissato per sabato 14 maggio, a partire dalle 16.30, con una mostra di prodotti e un incontro fra distributori italiani e commercianti portoghesi. Prevista anche una degustazione di vini. Alle ore 18.00, sarà inaugurata una mostra antologica del pittore Massimo Esposito intitolata “25 anni di un italiano in Portogallo”.
Il 21 maggio, alle ore 21.30, sarà proiettato il film “Il Sorpasso”.
Il 28 maggio, ancora alle 21.30, alla “Casa dos Patudos”, Stefano Salmi terrà una conferenza sul tema: “Republicanos e republicanismo”. Seguirà una comunicazione di Nunziatella Alessandrini dal titolo “Italiani in Portogallo: alle origini delle scoperte”.

lunedì 9 maggio 2011

Sérgio Azevedo

Compositore

Sérgio Azevedo è uno dei più importanti e prolifici compositori della sua generazione. Nato a Coimbra nel 1968, ha studiato composizione presso l’Academia de Amadores de Música di Lisbona con il compositore Fernando Lopes-Graça, con il quale ha collaborato fino alla morte di quest’ultimo avvenuta nel 1994. Ha terminato i suoi studi di composizione, con il massimo dei voti, alla Escola Superior de Música di Lisbona, dove ha seguito le lezioni di Christopher Bochmann, allievo della mitica Nadia Boulanger, e di Constança Capdeville. Ha partecipato a diversi seminari dell’IRCAM (Institut de Recherche et Coordination Acoustique/Musique) e di altre importanti istituzioni musicali. Fra le sue più significative collaborazioni ricordiamo quelle con i compositori Emmanuel Nunes (Fundação Gulbenkian), Tristan Murail, Phillipe Manoury, l’italiano Luca Francesconi, Mary Finsterer, Jorge Peixinho, Louis Andriessen e Simon Bainbridge.

Come compositore ha vinto diversi premi sia in Portogallo che all’Estero. Ricordiamo fra questi il Premio delle Nazioni Unite e il Premio Fernando Lopes-Graça. Le sue opere sono state commissionate ed eseguite in numerosi paesi (Spagna, Regno Unito, Austria, Germania, Bulgaria, Brasile, Colombia, Canada, U.S.A., Italia, ecc.) da grandi maestri, interpreti solisti e prestigiose orchestre (Luca Pfaff, Pascal Roffé, Javier Viceiro, Jürgen Bruns, Nikolai Lalov, Brian Schembri, Fabian Panisello, Bruno Belthoise, Aline Czerny, Lorena Vaillancourt, Artur Pizarro, António Rosado, Miguel Borges Coelho, Anne Kaasa, Marc Foster, Jose Ramon Encinar, Brian Schembri, Ronald Corp, Galliard Ensemble, Proyecto Gerhard, Le Concert Impromptu, Remix Ensemble, Ensemble Télémaque, Plural Ensemble, Nouvel Ensemble Moderne, Kammersymphonie Berlim, ecc).

Nel 2011 è stato insignito del "Prémio Autores" dalla Sociedade Portuguesa de Autores nella categoria "Melhor trabalho de música erudita de 2010" con il suo Concerto para Piano e Orquestra.

Sérgio Azevedo è un compositore molto versatile. Le sue opere coprono un arco eterogeneo di forme e generi musicali, dal concerto all’opera, dalla musica da camera ai lavori per strumento solo, dalle composizioni corali a quelle didattiche.
Il musicista portoghese si prodiga, inoltre, con particolare impegno e dedizione all’insegnamento. Azevedo, infatti, lavora molto volentieri con le scuole e ha composto una grande varietà di pezzi didattici: composizioni per piano solo, ma anche lavori per piccole formazioni e orchestre di studenti. La produzione destinata alla didattica comprende anche un considerevole numero di composizioni per bambini, realizzate con la collaborazione della “maestrina” Joana Raposo: opere corali, oltre 100 canzoni, varie cantate e un’opera.

Degna di rilievo la sua attività saggistica. Oltre agli apprezzati articoli per The New Grove Dictionary of Music and Musicians, ricordiamo i volumi A Invenção dos Sons (Caminho, Lisbona 1999) e Olga Prats - Um Piano Singular (Bizâncio, Lisbona 2007). Dal 1993 è autore di programmi radiofonici per la RDP - Antena 2.
È stato anche membro del CESEM, Centro de Estética Musical e Estudos fra il 1993 e il 2007. Collabora inoltre con il Museu da Música Portuguesa (Estoril) per la realizzazione dell’edizione completa delle opere di Fernando Lopes-Graça, di cui è il revisore principale. Dal 1993 è professore nella Escola Superior de Música de Lisboa.
Dal 2007 le sue opere musicali sono pubblicate dalla AVA - Edições Musicais (www.editions-ava.com).

Domenico Condito

LINKS UTILI
Sérgio Azevedo (blog)
Sérgio Azevedo Compositor (pagina facebook)
Catalogo delle Opere
Canale YouTube
Atrium (database dei compositori portoghesi)
AVA - Edições Musicais
Joana Raposo – Maestrina


Sérgio Azevedo, “Piano Concerto”

António Rosado, piano
Algarve Orchestra diretta da Pedro Neves
(1ª parte)


(2ª parte)

sabato 7 maggio 2011

“Panoramica” sul Portogallo al V Festival Internazionale del Film Documentario NodoDocFest di Trieste



Giunge alla V edizione il Festival Internazionale del Film Documentario di Trieste NodoDocFest e lo fa con un programma ricco di eventi e personalità speciali nella consueta cornice del Cinema Ariston, storica e prestigiosa sala cinematografica triestina.
Nel segno della tradizione il NodoDocFest rende omaggio a grandi figure della cinematografia documentaria ed il tributo che ogni anno va ad importanti cineasti italiani viene dedicato quest’anno a CARLO DI CARLO, già critico cinematografico, autore di libri e saggi sul cinema.
Accanto a quello a Carlo di Carlo, l’altro importante tributo va a KLAUS WILDENHAHN, figura centrale del documentario tedesco.
A corollario il Festival ha previsto tutta una serie di sezioni speciali, nelle quali saranno omaggiati, fra glia altri, Michelangelo Antonioni e Gianfranco Rosi.

Una novità sostanziale modifica il tradizionale assetto del Festival che dal 2011 si rinnova sostituendo la forse ormai abusata formula del concorso con una scelta innovativa e sperimentale: a partire da questa quinta edizione infatti PANORAMA offrirà l’occasione di approfondire la produzione documentaristica di altri paesi, una visione appunto “panoramica” sulle cinematografie documentarie più vive, giovani ed emergenti, attraverso una retrospettiva dei lavori più interessanti e creativi dell’ultimo decennio. Ad aprire questo nuovo filone è il PORTOGALLO: un paese di grande tradizione cinematografica che negli ultimi decenni ha rivelato eccezionali talenti, pensiamo per esempio a Pedro Costa, acclamato nei festival di tutto il mondo, ed una nouvelle vague documentaristica di rara qualità e tensione poetica.
Attraverso un percorso libero in cui forme e durate diverse si incontreranno senza barriere critiche né paraocchi ideologici, il Festival si propone di conoscere un po’ degli altri paesi per conoscere meglio il nostro. In questo Panorama si potrà conoscere il Portogallo anche attraverso la musica di Carlos Paredes come in Movimentos Perpétuos di Edgar Pêra o i suoi operai in Nacional 206 di Catarina Alves Costa, o i suoi monumenti, i suoi luoghi, i suoi spazi sociali abbandonati in Ruínas di Manuel Mozos.
Una tavola rotonda coordinata da Federico Rossin al Cinema Ariston Venerdì 13 alle 18.00 proprio assieme a Manuel Mozos, Augusto Seabra, importante critico cinematografico e musicale, curatore e direttore di festival in Portogallo e già giurato a Cannes in passato, e Cinta Pelejà, membro dell'associazione Apordoc, che lavora anche per il seminario internazionale Doc's Kingdom e per il festival DocLisboa, farà ulteriormente il punto sulla situazione produttiva portoghese ed il felice momento per la sua cinematografia documentaria.
Nelle intenzioni della direzione del Festival si vorrebbe che questo tipo di esplorazione fosse il punto di partenza dei futuri viaggi nel mondo del documentario.

PANORAMA – UNA FINESTRA SUL PORTOGALLO
films in programmazione


MOVIMENTOS PERPÉTUOS – CINE -TRIBUTO A CARLOS PAREDES
Edgar Pêra, Portogallo, 2006, 70’, Betacam (da super 8mm), b/n e col

SOB CÉUS ESTRANHOS
Daniel Blaufuks, Portogallo, 2002, 57’, Betacam Digital, b/n e col

48
Susana de Sousa Dias, Portogallo, 2009, 93’, Betacam, b/n e col

DA NATUREZA DAS COISAS
Luís Miguel Correia, Portogallo, 2003, 36’, DV, col

NOCTURNO
João Nisa, Portogallo, 2007, 27’, Betacam Digital, col

A TORRE
Nuno Lisboa, Portogallo, 2009, 13’, Betacam Digital (da Mini DV), col

ENCONTROS
Pierre-Marie Goulet, Portogallo/Francia, 2006, 105’, Betacam Digital,
Col

IMORREIDORA
Sílvia das Fadas, Portogallo, 2008, 5’27’’, MiniDV (da Super8mm), col

FLEURETTE
Sérgio Tréfaut, Portogallo, 2002, 80’, Betacam Digital, col

CORDÃO VERDE
Hiroatsu Suzuki e Rossana Torres, Portogallo, 2009, 33’, Betacam
Digital (da Mini DV), col

COMO AS SERRAS CRESCEM
Maria João Soares, Portogallo, 2010, 28’, HD Cam, col

COVAS DO DOURO
Tiago Afonso, Portogallo, 2002, 7’31’’, Beta (da Super8mm), col

RETRATO DE INVERNO DE UMA PAISAGEM ARDIDA
Inês Sapeta Dias, Portogallo, 2008, 40’, 16mm, col

RUÍNAS
Manuel Mozos, Portogallo, 2009, 60’, Betacam Digital, col

A PRAÇA
Luís Alves de Matos, Portogallo, 2004, 54’, Betacam, col

NACIONAL 206
Catarina Alves Costa, Portogallo, 2008, 53’, Betacam Digital, col

FANTASIA LUSITANA
João Canijo, Portogallo, 2010, 65’, HD Cam, b/n e col

LI KÉ TERRA
Filipa Reis, João Miller Guerra, Nuno Baptista, Portogallo, 2010, 65’,
Betacam Digital, col

Presentazione di NodoDocFest


Programma dettagliato


L’iniziativa è realizzata con la collaborazione dell’Ambasciata del Portogallo in Italia e del Festival de Cinema Documental DocLisboa, e con il sostegno dell’Instituto Camões.

Ringraziamo per l’informazione il Prof. Paulo Cunha e Silva, Consigliere Culturale dell’Ambasciata del Portogallo in Italia.

Immagini dal film Cordão Verde
di Hiroatsu Suzuki e Rossana Torres




martedì 3 maggio 2011

MPMP, movimento patrimonial pela música portuguesa

Nasce in Portogallo come associazione, ma opera già come una grande istituzione culturale per la valorizzazione e la divulgazione del patrimonio musicale nazionale. La sua rivista, Glosas, è scritta da specialisti con l’ambizione di arrivare al grande pubblico. Il prossimo 15 maggio il lancio del terzo numero con un concerto a Lisbona.

L’Associazione Culturale Luís de Camões apre oggi una “finestra” sulla musica classica portoghese, con la speranza di poter contribuire alla sua divulgazione in Italia (vedi menù in alto). Storia e contemporaneità, compositori e interpreti, recensioni e contributi critici, notizie ed eventi, e soprattutto l’ascolto di tanta musica attraverso gli strumenti disponibili oggi sul web. Presenteremo tutto ciò interagendo con i protagonisti attuali del mondo musicale portoghese. Ringraziamo per questo Edward Ayres Luiz de Abreu, presidente dell’mpmp, movimento patrimonial pela música portuguesa, che ci ha offerto l’opportunità di collaborare con la sua prestigiosa associazione, che si va connotando come uno dei principali soggetti operanti oggi in Portogallo a favore della promozione e della valorizzazione del patrimonio musicale nazionale.

Che cos’è l’MPMP, movimento patrimonial pela música portuguesa

L’mpmp, movimento patrimonial pela música portuguesa è un’associazione no-profit, di recente costituzione, nata per divulgare il patrimonio musicale portoghese, con particolare riguardo ai compositori della tradizione classica (erudita) occidentale.
L’Associazione ha già sviluppato varie attività, fra le quali la costruzione di un database online dei compositori portoghesi (atrium), una pagina facebook (con oltre 4000 utenti iscritti), numerosi recitals e concerti presso prestigiose istituzioni culturali nazionali (Biblioteca Nacional, Conservatório Nacional, Museu da Música, Museu da Música Portuguesa, Palácio Foz, ecc.).

Una delle iniziative di maggiore interesse dell’mpmp è la pubblicazione della rivista semestrale Glosas. Un progetto editoriale, unico nel suo genere, dedicato integralmente alla musica erudita portoghese. Si tratta di uno strumento fondamentale per chiunque voglia conoscere ciò che si produce e si pensa oggi nel mondo della musica in Portogallo. La rivista, di grande rilevanza e qualità, è concepita e realizzata da specialisti (compositori, scrittori, artisti plastici), ma si propone di raggiungere anche il pubblico degli appassionati e dei non addetti ai lavori. Grazie a queste caratteristiche, che ne fanno una pubblicazione di successo, Glosas sta promuovendo un’ampia riflessione sulla produzione artistica contemporanea in Portogallo, creando e favorendo una proficua collaborazione fra le diverse professionalità che operano nel settore.

Un altro obiettivo dell’mpmp è quello di favorire una maggiore consapevolezza da parte dei portoghesi sul loro patrimonio musicale, perché essi stessi contribuiscano alla sua valorizzazione e divulgazione. Quest’azione si basa sul convincimento che tale compito competa anche alla società civile. A tale scopo l’Associazione promuove e incentiva forme di volontariato fra i giovani musicisti e la comunità portoghese, per la realizzazione dei concerti organizzati da Glosas e per la redazione della stessa rivista.
L’mpmp promuove e divulga, inoltre, il lavoro dei musicologi portoghesi sul patrimonio musicale del Paese. Allo stesso tempo fornisce informazioni sugli eventi culturali relativi agli argomenti trattati dalla rivista Glosas (concerti, conferenze, presentazioni di libri, tesi e partiture), contribuendo anche alla loro promozione. Una particolare attenzione è dedicata alla musica portoghese contemporanea. Degne di rilievo le interviste ai compositori portoghesi del nostro tempo, ai quali l’mpmp commissiona opere inedite che poi presenta in una apposita rubrica della sua rivista (“uma peça inédita para cada Glosas”).
Numerose e importanti le personalità che hanno contribuito fin’ora alla realizzazione di Glosas con articoli, cronache, notizie e interviste. Fra gli altri, ricordiamo i compositori Luís Tinoco, Sérgio Azevedo, Amílcar Vasques-Dias, Nuno Côrte-Real, João Madureira, i musicologi Alexandre Delgado, David Cranmer, João-Heitor Rigaud, Luís Raimundo, Luís Henriques, Duarte Gonçalves Rosa, Idalete Giga, Alexandre Andrade, António Ferreira e Maria José Borges, i maestri André Granjo e Pedro Neves, i giornalisti Manuela Paraíso e Mónica Brito, la storica dell’arte Maria de Aires Silveira, gli scrittori Graça Moura, Lídia Jorge, Joana Guerra, Ruy Narval, Mário Alves, i pittori Nadir Afonso, Maria Gil e Isabel André, e il regista João Botelho.


Diventa socio dell'MPMP

Copertina del primo numero di Glosas

sabato 30 aprile 2011

Viagem a Portugal: Bragança

Bragança è una città del Portogallo, di circa 35.000 abitanti. Capoluogo del Distretto di Bragança, è situata in una regione eminentemente montuosa, a breve distanza dal confine con la Spagna: sorge a 657 metri sul versante nord-orientale della Serra de Nogueira.
Fu fondata nel II secolo a.C dai Celti, che la denominarono Briganzia (Brigantia). Durante l’occupazione romana, l’imperatore Augusto la ribattezzò col nome di Juliobriga, in onore dello zio Giulio Cesare.
Fortificata fin dai primi tempi della Conquista, sostenne più volte gli assalti degli Spagnoli e dei Mori, e fu distrutta da quest’ultimi. Nel 1130 fu acquistata da D. Fernando Mendes, cognato di D. Afonso Henriques, al tempo in cui ricadeva nel territorio di pertinenza del monastero benedettino di Castro de Avelãs. Fu poi ricostruita nella località di Benquerença. Messa sott’assedio da Afonso IX de Leão, fu liberata nel 1199 da D. Sancho I, che impose definitivamente alla città il nome di Bragança. Nel 1442, il reggente D. Pedro nominò Bragança capoluogo del ducato concesso al suo fratello illegittimo D. Alfonso, VIII conte di Barcelos. Fu elevata al rango di città da D. Alfonso V nel 1446.
Conserva i resti del castello medievale e il palazzo municipale del sec. XIII, uno dei pochi edifici romanici del Portogallo. È la sede vescovile della Diocesi di Bragança e Miranda.

Casa di Bragança – Il titolo di Duca di Bragança fu creato nel 1449 a favore di Alfonso, figlio illegittimo del re Giovanni I, e da allora i duchi figurarono fra i primi nobili del Portogallo. Nel 1640, quando il Portogallo riuscì a liberarsi dalla dominazione spagnola, l’ottavo duca di Bragança divenne re col nome di Giovanni IV (João IV); fino alla caduta della monarchia (1910) la casa reale portoghese ha conservato il nome di Bragança, che tuttora porta nell’esilio. Un ramo di essa tenne anche l’Impero del brasile dal 1822 al 1889.

venerdì 29 aprile 2011

Alla Prof.ssa Giulia Lanciani l'Onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordem do Infante Dom Henrique








Giorno 5 maggio, alle ore 12.00. nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Roma Tre, l’Ambasciatore del Portogallo in Italia conferirà alla Professoressa Giulia Lanciani, fra i maggiori lusitanisti italiani, l’Onorificenza di Grand’Ufficiale dell’Ordem do Infante Dom Henrique.
Durante la cerimonia interverranno, oltre all’Ambasciatore del Portogallo in Italia, il Rettore dell’Università, la Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, e la Professoressa Lanciani.
La partecipazione è aperta a tutti.

Ringraziamo per l’invito il Prof. Paulo Cunha e Silva, Consigliere Culturale dell’Ambasciata del Portogallo in Italia.

Il Magnifico Rettore, Prof. Guido Fabiani,
e
S.E. l’Ambasciatore del Portogallo, Fernando d’Oliveira Neves,
sono lieti di invitare la S.V. alla Cerimonia di Conferimento della Onorificenza
di Grande Ufficiale dell’Ordem do Infante Dom Henrique
al Chiar.mo Prof. Giulia Lanciani

Giovedì 5 maggio 2011 alle ore 12.00
Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia
Via Ostiense 234/236 – 00146 Roma

RSVP: Ufficio Cerimoniale e Promozione
tel. 06 57332.207-233-320

Giulia Lanciani, professore ordinario di lingua e letteratura portoghese e brasiliana presso l'Università degli Studi Roma Tre, si è occupata di letteratura sia medievale che moderna e contemporanea, delle aree linguistico-culturali galega, portoghese e brasiliana, con studi sulla poesia lirica dei trovatori, il teatro del Cinquecento, la letteratura di viaggi, la poesia e la narrativa del Novecento, e con traduzioni e analisi critiche di alcuni dei maggiori poeti e prosatori galeghi, portoghesi, brasiliani e catalani. Si è inoltre interessata di problemi relativi alla critica testuale, all'edizione critico-genetica e alla metodologia della traduzione. Membro corrispondente dell'Accademia di Geografia di Lisbona, dottore honoris causa dell'Universidade Nova di Lisbona, nel 2003 le è stato conferito il premio nazionale di traduzione.

INVITO IN FORMATO PDF


À Professora Giulia Lanciani será atribuído o Grau de Grande Oficial da Ordem do Infante D. Henrique

Dia 5 de Maio, pelas 12 horas, na Aula Magna da Faculdade de Letras e Filosofia da Universidade Roma Tre, a Professora Giulia Lanciani, uma das maiores lusitanistas italianas, é condecorada pelo Embaixador de Portugal em Itália com o Grau de Grande Oficial da Ordem do Infante Dom Henrique.
A cerimónia conta com intervenções, além do Embaixador de Portugal em Itália, do Reitor da mesma universidade, da Presidente da Faculdade de Letras e Filosofia, e da Professora Lanciani. A entrada é livre.

Agradecemos o convite ao Professor Paulo Cunha e Silva, Conselheiro Cultural da Embaixada de Portugal em Itália.

O Magnífico Reitor, Prof. Guido Fabiani,
e
S.Exa. o Embaixador de Portugal, Fernando d’Oliveira Neves,
têm a honra de convidar V.Exa. para a Cerimónia de Condecoração
da Professora Doutora Giulia Lanciani
com o Grau de Grande Oficial da Ordem do Infante Dom Henrique

5ª feira, 5 de Maio 2011, às 12.00
Aula Magna da Faculdade de Letras e Filosofia
via Ostiense, 234/236 – 00146 Roma

RSVP: Ufficio Cerimoniale e Promozione
tel. 06 57332.207-233-320
cerimoniale@uniroma3.it

mercoledì 27 aprile 2011

La Follia – Un antico tema musicale portoghese che ha conquistato l’Europa

Dal XVI al XVIII secolo, oltre 150 compositori hanno utilizzato il tema della Folia come base per comporre serie di variazioni altamente virtuosistiche. Memorabili quelle di musicisti italiani come Frescobaldi, Corelli, Alessandro Scarlatti, Vivaldi e Bononcini.

Domenico Condito

La Follia, in portoghese Folia, è un tema musicale portoghese, fra i più antichi della musica europea. Le sue origini risalgono probabilmente al tardo Medioevo come forma di danza popolare e di canto. Letteralmente il termine folia significa “folle divertimento, baldoria, sollazzo”, o anche “follia”, e viene utilizzato per designare una festa popolare parecchio movimentata, caratterizzata da danze, musica e grande allegria. Il termine richiama molto bene il carattere originario del tema musicale, prima che la Folia venisse assorbita dal repertorio di corte tra il XV e il XVI secolo, acquisendo un carattere severo e maestoso. È in quest’ultima forma che si diffuse in tutt’Europa nei secoli XVI-XVIII, attraverso numerose elaborazioni, fino a diventare una delle basi predilette per variazioni strumentali di grande virtuosismo.
La più antica composizione nota costruita su questo tema risale alla metà del Seicento, ma i primi riferimenti sono già presenti in diversi documenti portoghesi della fine del XV secolo. Nelle opere di Gil Vicente, il padre del teatro rinascimentale in Portogallo, la Folia è associata solitamente a pastori e contadini impegnati in balli e canti vivaci; mentre l’origine portoghese della melodia è confermata da Francisco de Salinas nel trattato De musica libri septem, pubblicato nel 1577.

La melodia è costruita su un tempo ternario ed è divisa in due parti di quattro battute ciascuna. Molti autori, ispirandosi a questo tema, hanno utilizzato lo schema musicale della Folia già noto in tutta la penisola iberica nei primi decenni del XVI secolo. Una linea di basso ripetuto sulla quale potevano essere costruiti vari contrappunti standard, mentre l’esecutore era libero di improvvisare serie di variazioni, le diferencias. Una tecnica compositiva che ha trasformato la Folia in un genere affine alla passacaglia e alla ciaccona.

Il tema de "la Follia"

Diego Ortiz, nel suo Tratado de glosas del 1553, illustra diversi esempi di queste serie di variazioni, dove il basso ostinato della Folia viene utilizzato come una base armonica affidata al clavicembalo, una progressione accordale su cui la viola sviluppa elaborazioni melodiche di grande virtuosismo. Su questa struttura armonica e formale si basano anche alcune canzoni che compaiono nel Cancionero de Palacio (1475-1516): Rodrigo Martinez e Adorámoste, Señor, fra i primi esempi di Folia tarda. Ma esistono anche importanti raccolte di canti polifonici e intavolature strumentali, come la versione per organo di Antonio de Cabezón di Para quién crié yo cabellos del 1557.

Dal XVI al XVIII secolo, oltre 150 compositori hanno utilizzato il tema della Folia, sviluppando al massimo grado le sue potenzialità espressive, e consolidando la sua posizione di prestigio nell’ambito della musica d’arte europea. Musicisti dell’importanza di Frescobaldi, Corelli, Alessandro Scarlatti, Vivaldi e Bononcini in Italia; Jean-Baptiste Lully, Marais e D’Anglebert in Francia; Johann Sebastian e Carl Philipp Emanuel Bach in Germania, per citare alcuni esempi fra i più significativi.
Una speciale menzione merita la Follia per antonomasia, quella di Arcangelo Corelli, inclusa nella celebre raccolta di Sonate a Violino e Violone o Cimbalo, Opera Quinta del 1700, e servita come base per simili composizioni di Marais, Vivaldi, Reali e altri. Un serie di variazioni su uno stesso basso, dove Corelli sviluppa un’ampia gamma di idee, metri e andamenti che illustrano al meglio ed esaltano l’antico e fiero tema iberico. Così scrive al riguardo l’allievo Francesco Geminiani: "Non pretendo di esserne l’inventore: altri compositori, della più alta classe, si sono avventurati nello stesso tipo di viaggio; e nessuno con maggior successo che il celebrato Corelli, come si può vedere nell’opera quinta, sull’Aria della Follia di Spagnia [sic]. Io ho avuto il piacere di discorrere con lui su tale soggetto, e l’ho udito di riconoscere quanta soddisfazione ebbe nel comporla, ed il valore che gli attribuiva" (F. Geminiani: A Treatise of Good Taste in the Art of Musick , London 1749).
Fra i compositori dell’età classica, si ricordano Antonio Salieri, che sul celebre tema compose le spettacolari 26 Variazioni per orchestra; e Georg Friederich Händel con la bellissima sarabanda dalla Suite per clavicembalo in Re minore n. 11 (arrangiata per archi, timpani e basso continuo da Leonard Rosenman), utilizzata nella colonna sonora del film Barry Lyndon di Stanley Kubrick.
Luigi Cherubini, di origine portoghese, utilizzò la Follia come tema principale dell’ouverture dell’opera L’hôtellerie portugaise (L’osteria portoghese) del 1798. Nel 1867 persino Liszt utilizzò il tema nella sua Rapsodia Spagnola, e Sergej Rachmaninov compose le Variazioni su un tema di Corelli per pianoforte nel 1931. Più recentemente s’ispirò al tema Vangelis nella colonna sonora del film 1492: la conquista del Paradiso.

Vi proponiamo l’ascolto delle variazioni composte su questo tema dal compositore spagnolo Antonio Martin y Coll (? – dopo il 1734). Le sue Diferencias sobre la Folia, scrive Jordi Savall, “si trovano in un manoscritto che testimonia la prima evoluzione barocca del tema (seconda metà del XVII secolo), che permette variazioni più contrastate, che giocano sull’alternanza di strofe lente e veloci, e la successione di passaggi molto virtuosistici alternati a più o meno tenere cantilene. La strumentazione prescelta, che comporta, oltre alla viola da gamba bassa, un’arpa tripla, una chitarra e della nacchere, corrisponde alle sonorità caratteristiche del gusto e della pratica del tempo nella penisola iberica, specialmente nelle forme, come la Follia, il Fandango o le Jácuras, che conservavano uno stretto legame con le loro origini popolari”.
L’interpretazione è dello stesso Jordi Savall (viola da gamba), che si esibisce con un gruppo di musicisti straordinari: Rolf Lislevand (vihuela), Arianna Savall (arpa), Pedro Estevan (percussioni), Adela Gonzalez-Campa (nacchere). La registrazione è stata effettuata al Festival de Lanvellec nel 2002.

Nella foto, in alto a destra: Juan de las Roelas, Adoración del Nombre de Jesús (particolare), 1604-05, Paraninfo dell’Università di Siviglia, Spagna.

Grazie, Paula!

Oggi la nostra “Biblioteca portoghese” si arricchisce di nuovi titoli. La "nostra", in realtà, è solo una bibliografia essenziale, un elenco di opere prevalentemente di autori portoghesi tradotti in italiano, concepito per orientare chiunque voglia avvicinarsi alla letteratura e, in generale, alla cultura del Portogallo. Un semplice strumento di consultazione per appassionati e cultori della materia, che continuiamo a compilare grazie alle preziose segnalazioni dei nostri lettori.

Questa volta i titoli destinati alla nostra “biblioteca” sono stati segnalati dall'amica Paula, che ci segue da Lisbona fin dalla comparsa della nostra Associazione sul web. A lei il nostro più sentito muito obrigado!

Buona lettura a tutti!

I NUOVI TITOLI
- Avella, Aniello Angelo, Teixeira de Pascoaes e il saudosismo, Roma, Japadre Editore, 1996
- Avella, Aniello Angelo, Parola, immagine, utopia. Scritti in onore di Manoel de Oliveira, Roma, Japadre Editore, 2002
- Castelo Branco, Camilo, Amore di perdizione, Palermo, Sellerio Editore, 2000
- Luís, Agustina Bessa, La sibilla, Firenze, Giunti Editore,1989
- Pascoaes, Teixeira de, Gesù e Pan (traduzione dal portoghese di Domenico Corradini Broussard e Sebastiana Fadda, con una postfazione di José Saramago), Pisa, ETS , 1999
- Telles, Lygia Fagundes, Ragazze, Roma, Cavallo di Ferro, 2006

Biblioteca Joanina dell’Università di Coimbra

martedì 26 aprile 2011

“Os Perestrello: uma família de prazentinos no Império Português (século XVI)”

Conferência pela Doutora Nunziatella Alessandrini da Red Columnaria e do Centro de História de Além-Mar.
Terça-feira, 17 de maio de 2011, 17h30
Sociedade de Geografia de Lisboa - Auditório Adriano Moreira
Rua Portas de Santo Antão, 100 - Lisboa


"Os Perestrello: uma família de prazentinos no Império Português (século XVI)”


Conferenza della dott.ssa Nunziatella Alessandrini della Red Columnaria e del Centro de História de Além-Mar
Martedì 17 maggio 2011, ore 17.30

Sociedade de Geografia de Lisboa,
Auditorium Adriano Moreira
Rua Portas de Santo Antão, 100 - Lisbona

Nell’ambito del 1.º Ciclo de Conferenze: Relações luso-italianas nos séculos XV-XVIII: balanço e novas linhas de investigação no âmbito da celebração dos 150 anos da União de Itália

Nunziatella Alessandrini
Ricercatrice del Cham (Centro de História de Além Mar) dell'Universidade Nova de Lisboa, ha sviluppato importanti studi sulla presenza italiana, soprattutto mercanti, a Lisbona nei secoli XVI-XVII. E’ l’organizzatrice del 1.º Ciclo di Conferenze “Relazioni luso-italiane nei secoli XV-XVIII: bilancio e nuove linee di ricerca nell’ambito della celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia”, un progetto scaturito dalla collaborazione fra l’Ambasciata d’Italia, l’Istituto Italiano de Cultura de Lisboa, la Società di Geografia di Lisbona, il Centro de História de Além-Mar, il Centro Científico e Cultural de Macau.



Leggi anche:
Conferenza: "Os Perestrello: uma família de prazentinos no Império Português (século XVI)”
Grande successo della conferenza di Nunziatella Alessandrini a Lisbona. Molti i riferimenti alla parentela dei Perestrello dell'isola di Madeira con Cristoforo Colombo.

lunedì 25 aprile 2011

25 de Abril sempre! Fascismo nunca mais!

O 25 Abril também é italiano


Em Itália, o dia 25 de Abril também é feriado nacional. O fim do fascismo italiano coincide com a data da queda do Estado Novo.
A data 25 de Abril marcou a história da Europa. Apesar de “25 Aprile” e "25 de Abril" não serem o mesmo, ambos estão irremediavelmente ligados ao fim do fascismo.
O “25 Aprile” deu-se em Itália em 1945. Os "partigiani" (guerrilheiros anti-fascistas) e as forças aliadas protagonizaram a libertação da ocupação das tropas nazis, pondo fim à ameaça do fascismo ressurgir no seu panorama político.
Maria Pia Mottini é cidadã italiana residente em Portugal e professora de italiano no Conservatório de Música do Porto. Segundo a professora, “muita gente sofreu no final da guerra, muita gente moreu”. “Esta última fase levou muita gente para os campos de concentração, trouxe muita fome, destruição, doenças... Faltava tudo! A Itália de 44 e 45 era uma Itália completamente destruída”, concluiu.
O fascismo estava comprometido desde o desembarque dos aliados na Sícilia no Verão de 1943. A 25 de Julho do mesmo ano, o órgão máximo do fascismo decide derrubar e prender o "Duce", devido aos seus fracassos militares. Em 1944, o rei Vitor Emanuel rende-se aos Aliados e declara guerra à Alemanha nazi, que apoiara anteriormente. Entretanto, Hitler ajuda Mussolini a fugir. O italiano constitui a República Social Italiana a norte do país. Iniciou-se, assim, um período bastante negro, onde ao movimento de resistência contra os alemães se juntou a guerra civil entre os "partigiani" e os combatentes da República Social.
Pia Mottini, quando era mais nova, morava numa pequena aldeia a norte de Itália. Lembra-se de ver as “pessoas a chorar”, quando se tocava o tema da resistência ao fascismo. Na sua aldeia “houve também mais do que uma família que ficou sem familiares, na guerra na Rússia. Muitos ficavam adormecidos pelo caminho, sem forças para avançarem”.
O 25 de Abril italiano foi o fim tão desejado e esperado de uma história estremamente dramática. As pessoas sentiam-se finalmente livres e com vontade de recomeçar, o que levou ao "boom económico", continua a professora, contando a história que lhe foi transmitida um dia pelos seus pais e avós.
“Os nossos familiares tentavam, sobretudo, chamar-nos a atenção para que não se voltassem a cometer os mesmos erros do passado e se defender sempre a liberdade”, lembra Pia Mottini, que não consegue compreender o ressurgir de movimentos de extrema-direita, em especial ligados ao fenómeno do futebol.
Com os tempos, o "25 Aprile" tem caído no esquecimento. “Já não é tão falado e vivido”, de acordo com a cidadã italiana. “Há sempre uma vertente política (a esquerda), programas de televisão, actividades que recordam o que se passou durante a Guerra”, mas “já não se fazem aqueles desfiles” como antigamente. “Os italianos mantêm o espírito de protesto, desde os tempos do Império Romano, mas não o revolucionário”, comenta Pia Mottini.

Milene Marques

25 de Abril 1945-2008… 2011… sempre!

sabato 23 aprile 2011

Álvaro Pires de Évora - Cristo Ressuscitado

Álvaro Pires de Évora, Cristo Ressuscitado
Tempera su tavola – 1430 circa (106 x 76 cm)
Szépmüvérzeti Museum - Budapest, Ungheria

Álvaro Pires è il primo pittore portoghese conosciuto, e la sua attività è ben documentata in Toscana (Pisa, Volterra, Firenze) fra il 1411 e il 1434. Vasari, il principale biografo dei pittori del Rinascimento, lo chiama Alvaro di Piero di Portogallo. Di lui non si possiedono molte notizie biografiche, e risulta sconosciuta la data della nascita, come pure quella della morte. Le sue opere si collocano stilisticamente nell’ambito della pittura fiorentina del primo Quattrocento. I suoi principali committenti furono gli ordini religiosi e la ricca borghesia mercantile italiana.
Oltre al Vasari, che ne da qualche notizia in Le Vite de' più Eccellenti Pittori, Scultori e Architettori (1808), l’altro opera biografica di riferimento è di José da Cunha Taborda, che ne traccia un profilo in Regras da arte da pintura, pubblicata in Portogallo nel 1815.

venerdì 22 aprile 2011

D. João IV de Portugal - Crux fidelis

Un gioiello della musica sacra portoghese del XVII secolo. L'opera è attribuita a un re, che fu anche un dottissimo teorico musicale e compositore. Ma l'attribuzione non è certa.

di Domenico Condito

Crucifixo do Mosteiro dos Jerónimos – Lisboa
Foto di Laura Za ©

L’1 dicembre 1640 fu proclamato re del Portogallo D. João IV (Vila Viçosa 1605 – Lisbona 156), il “Restauratore”. Era il primogenito del duca di Braganza e la sua proclamazione coincise con la rivolta contro gli Spagnoli che occupavano il Portogallo dal 1580. Battendosi accortamente contro la Spagna e cercando l’appoggio dei nemici di essa (Francia, Olanda, Inghilterra), riuscì a “restaurare” l’indipendenza del Paese. Anche nelle colonie, e in particolare in Brasile, respinse ogni infiltrazione straniera.
Regnò dal 1640 al 1656 e diede particolare impulso allo sviluppo delle arti. Egli stesso fu valente musicista e compositore. Fu avviato allo studio della musica da suo padre Teodosio che, avendo letto le Etymologiae di Sant’Isidoro di Siviglia, riteneva che “Senza la musica nessuna conoscenza è perfetta”. Fin da ragazzo studiò teoria musicale e composizione, ch’era un metodo certo, secondo il genitore, per acquisire sobrietà, disciplina mentale, ponderazione e prudenza. Fu così che D. João IV divenne non solo un dottissimo teorico musicale e compositore, ma uno dei padri della musica portoghese del XVII secolo. Durante il suo regno realizzò una delle più grandi biblioteche del mondo, che vantava, fra l’altro, una vasta collezione di manoscritti di musica sacra e profana. Purtroppo l’immenso patrimonio librario andò perduto durante il gravissimo terremoto che colpì Lisbona nel 1755 e che provocò più di centomila vittime.
Fu D. João IV ad introdurre in Portogallo il culto dell’Immacolata Concezione, proclamandola Protettrice del Regno. Decise, inoltre, che i monarchi non portassero più la corona in testa, che da allora fu posta su un cuscino accanto al re.

Oggi, nel giorno di Venerdì Santo, Sexta-Feira Santa in portoghese, vi voglio proporre l’ascolto di Crux fidelis, una splendida composizione attribuita proprio al re-musicista. Riporto al riguardo, inoltre, una precisazione dell'amica Manuela Paraíso, autrice del programma di divulgazione della musica classica portoghese "Na Outra Margem" (Rádio Europa Lisboa), nonchè collaboratrice del Jornal de Letras relativamente all’area musicale. Riferisce Manuela che, secondo alcuni musicologi, la composizione, pur essendo attribuita da secoli a D. João IV, potrebbe in realtà essere stata composta da un altro autore. La questione, come succede spesso in questi casi, è controversa. È indubitabile invece che si tratta di un gioiello della polifonia sacra portoghese del Seicento.
Comunque sia, ringrazio Manuela per la preziosa informazione, e auguro a tutti voi un buon ascolto!


mercoledì 20 aprile 2011

Viagem a Portugal: Óbidos

Post bilingue: português-italiano

“Antes de sair de Óbidos, ainda foi visitar a Igreja da Misericórdia, que mostra uma opulenta Virgem de faiança sobre o portal e tem, no interior, bons azulejos, e depois dar uma volta pelo caminho de ronda do castelo, contemplando a paisagem, para enfim escohler a que se estende para norte, funda e plana até à pequena elevação que tapa o horizonte. Estas observações têm a vantagem de situar um lugar entre lugares. Para o viajante, Óbidos não é apenas uma terra com pessoas, ruas exessivamente floridas, boas pinturas e boas sculturas. É também um sítio da paisagem, um acidente, uma dobra de terra e pedra. Parece que assim se reduz a dimensão das obras dos homens. Não é essa a opinião do viajante.”

José Saramago, Viagem a Portugal, Caminho - O Campo da Palavra, Lisboa 1995, pp. 274-275.

Viagem a Portugal: Óbidos
Foto di Laura Za ©, co-fondatrice dell’Associazione Culturale Luís de Camões

Viaggio in Portogallo: Óbidos

“Prima di partire da Óbidos, è andato a visitare anche la Chiesa della Misericordia, che mostra un’opulenta Vergine di maiolica sopra il portale e ha, nell’interno, begli azulejos, e poi a fare un lungo giro lungo la ronda del castello, contemplando il paesaggio, per scegliere infine quello che si stende verso nord, profondo e pianeggiante fino alla piccola elevazione che occlude l’orizzonte. Queste osservazioni hanno il vantaggio di situare un luogo fra tanti altri. Per il viaggiatore, Óbidos non è solo una terra dove ci sono persone, vie eccessivamente fiorite, bei dipinti e belle sculture. È anche un posto del paesaggio, un accidente, una piega di terra e pietra. Sembra così di ridurre la dimensione delle opere umane. Ma non è questa l’opinione del viaggiatore.”

José Saramago, Viaggio in Portogallo, Giulio Einaudi editore, Torino 1999, pp. 355-356.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails