mercoledì 3 novembre 2010
Actualidade do antifascismo cultural de Pier Paolo Pasolini
lunedì 1 novembre 2010
O Livro, l’ultimo romanzo di José Luís Peixoto
Grazie, Susete!
L’Autore
In Italia sono stati pubblicati:
Una casa nel buio (Uma Casa na Escuridão), traduzione di V. Russo, introduzione di Luis Sepulveda, La Nuova Frontiera;
Questa Terra ora Crudele (Morreste-me), trad. di G. Lanciani, La Nuova Frontiera;
da dicembre 2010 sarà disponibile:
Cimitero di pianoforti (Cemitério de Pianos), trad. di G. Boni, Einaudi.
O Livro, come lo stesso titolo suggerisce, è un romanzo ambizioso, che aspira a essere riconosciuto come il “libro” per eccellenza della letteratura portoghese contemporanea, e ha tutte le caratteristiche necessarie per riuscirci. L’ultima opera di José Luís Peixoto "mette in scena" un ritratto del popolo portoghese, come a nessun altro scrittore contemporaneo era riuscito fino ad ora. Peixoto porta a compimento la difficile impresa ripercorrendo gli ultimi cinquant’anni della storia del Portogallo, e ponendo al centro della sua narrazione la massiccia emigrazione portoghese verso la Francia negli anni sessanta. Un esodo segnato da sacrifici estremi, una lotta per la sopravvivenza che ha simboleggiato, e in qualche modo accompagnato, le più grandi trasformazioni del paese.L’autore ci cattura fin da subito con l’incipit del libro - «La madre pose il libro nelle mani del figlio» - che ci introduce nello spazio e nel tempo di un mondo rurale, che richiama il villaggio di Galveias, dove Peixoto nacque e trascorse la sua infanzia. Un microcosmo fatto di stradine, canali, fontane, vichi e piccole abitazioni, animato da personaggi come Ilídio, Adelaide, Josué, Cosme, Galopim e la vecchia Lubélia, la cui scelta dei nomi sembra riflettere un particolare tratto stilistico dello scrittore. A questo punto della narrazione non è ancora dato di sapere che O Livro del titolo è molto più di quel “libro” posto dalla madre nelle mani del figlio, e che il “libro” multiforme di Peixoto contiene a sua volta altri libri.
Una delle ragioni per cui, secondo Peixoto, non esiste un romanzo come questo, con questa tematica, nella letteratura portoghese, risiede nel fatto che nelle famiglie che hanno vissuto il fenomeno dell’emigrazione in Francia, solo la sua generazione ha conquistato la capacità di “scrivere”. José Luís Peixoto ricorda con orgoglio i suoi nonni, che non sapevano né leggere né scrivere, e i suoi genitori che, come migliaia di altri portoghesi, affrontarono le asprezze dell’emigrazione in Francia e “mai avrebbero immaginato che un giorno il loro figlio si sarebbe guadagnato da vivere scrivendo libri”. "Il protagonista del libro – spiega Peixoto – cerca di capire da dove viene. Apparteniamo entrambi a una generazione che è nata quasi orfana di memoria, e siamo cresciuti sentendo dire che non abbiamo vissuto né la rivoluzione, né la guerra coloniale e neanche l’ondata dell’emigrazione”. Da questo recupero della memoria collettiva, dove sono le storie degli individui a dare forma e spessore all’identità comune, José Luís Peixoto sviluppa forse l’aspetto più coinvolgente e attuale del suo romanzo. Lo scrittore è rimasto molto colpito dalle grandi trasformazioni che ha registrato il Portogallo negli ultimi decenni, e ne analizza le implicazioni più profonde sia a livello della vita individuale che sociale. Esplicito il riferimento, a questo riguardo, alle ricerche di António Barreto, “che – rivela lo scrittore – sono state per me una fonte molto utile”. O Livro, quindi, parte da lontano per approdare al tempo presente, rappresentando sul proscenio della narrazione, attraverso il tema dell’emigrazione, il cambiamento epocale che ha segnato il Portogallo ridefinendone l’identità. Una trasformazione che ha cambiato la vita dello scrittore come quella dei suoi connazionali, e che è possibile ripercorrere nello svolgimento di questo romanzo. “Diciamo così spesso male del nostro paese – dichiara Peixoto - che a volte dimentichiamo che lo sprint del Portogallo negli ultimi 40–50 anni ha determinato, rispetto al passato, differenze abissali nelle condizioni di vita dei portoghesi”.
venerdì 29 ottobre 2010
Na Cinemateca Portuguesa - Museu do Cinema: Festival Temps d'Images
giovedì 28 ottobre 2010
Leonor M. Vale, Scultura barocca italiana in Portogallo
Igreja de São Roque, Lisbona
(Foto di Laura Za)
martedì 26 ottobre 2010
O Anjo Branco, il romanzo-verità di José Rodrigues dos Santos che racconta la storia del Portogallo in Mozambico
O Anjo Branco (L’Angelo Bianco) è il titolo dell’ultimo romanzo di José Rodrigues dos Santos, scrittore e giornalista della Rtp. Un volto noto al pubblico italiano che segue le trasmissioni via satellite della tv pubblica portoghese, dove il popolare giornalista conduce il telegiornale nazionale (Rtp1 e Rtpi). Dopo aver esordito nell’universo letterario nel 2002 con il romanzo A Ilha das Trevas, lo speaker della televisione pubblica, di 46 anni, propone questa volta un romanzo che profuma d’Africa e registra fatti che hanno segnato la sua vita. Ha negato, però d’essersi immerso in una forma di scrittura “saudosista”: “Ho cerato di scrivere un libro – ha affermato – che raccontasse in modo veritiero la storia del Portogallo in Africa, esponendone sia le virtù che le miserie. Oltre ai giorni di scrittura, alle ricerche e ai viaggi in Mozambico, questa storia mi ha lasciato un’importante eredità: mio padre mi ha insegnato che dobbiamo fare sempre ciò che è giusto, anche se ciò può pregiudicare la nostra posizione. Come sostiene un personaggio del romanzo, se fare sempre ciò che è giusto fosse facile lo farebbero tutti. Ma se i nostri comportamenti non seguissero un’etica, nulla ci distinguerebbe dagli animali. O Anjo Branco (L’Angelo bianco) – conclude lo scrittore - non è solo il titolo del libro, ma è anche il nome con il quale mio padre, protagonista del romanzo, era conosciuto in Mozambico. Leggendo il libro si capisce perché”.

lunedì 25 ottobre 2010
O Templo da Glória Literária, l'omaggio alla grande poesia di Miguel Almeida
O Templo da Glória Literária (edizioni Esfera do Caos), questo il titolo del libro, mette in scena un'azione poetica rituale ed evocativa, dove inevitabili ed espliciti sono i riferimenti alla più alta tradizione poetica italiana, ma non solo.
L’idea centrale che percorre tutta l’opera è che da qualche parte, forse nella mente di ciascuno di noi, esiste un tempio, il Tempio della Gloria Letteraria. Una luminosa architettura dello spirito - parole e memoria - costruita dalle letture che abbiamo fatto e che conserviamo per sempre. Il criterio che ha guidato la costruzione dell’Autore è quello della fama e della gloria letteraria, nell’espressione massima della sua universalità attuale e perenne, eterna e immortale, che travalica lo spazio e il tempo. Omero, Pindaro, Virgilio, Ovidio, fra i grandi nomi della poesia greca e latina, ma anche Dante, Petrarca, Camões, Cervantes, Shakespeare, Goethe, Byron, Baudelaire, Rimbaud, Yeats, Pessoa, Eliot, Lorca, Brecht, Neruda, Sophia, O’Neill sono, fra gli altri, il pretesto utilizzato da Miguel Almeida per creare composizioni poetiche originali, da dedicare ai più grandi poeti di tutti i tempi. È che... “L'interno del tempio è abitato solo da (poeti) morti, che non stavano lì quando erano in vita, e da alcuni (poeti) vivi, la maggior parte di loro, che ne sono estromessi quando muoiono”.
È un’opera sui poeti e su quanto di meglio ci hanno lasciato, da Omero a Dante, da Cervantes a Neruda – evocati per essere ricordati e omaggiati. In fondo, è un’opera per tutti coloro che amano fare e leggere poesia.
L’AUTORE
Miguel Almeida è nato nel 1970 a Rãs, un piccolo paese del distretto di Viseu. O Templo da Glória Literária è il suo terzo libro. In passato aveva già pubblicato Um Planeta Ameaçado: A Ciência Perante o Colapso da Biosfera (Esfera do Caos, 2006) e A Cirurgia do Prazer: Contos Morais e Sexuais (Esfera do Caos, 2010). Si è Laureato in Filosofia (indirizzo Filosofia della Scienza) all’Università di Lisbona, dove ha conseguito anche il Master in Filosofia della Natura e dell’Ambiente. Attualmente insegna alla Scuola secondaria Cacilhas-Tejo di Almada. Vive sulla Costa della Caparica con la moglie Carla e il faiglio Gabriele. Sta lavorando alla stesura di altre opere di poesia e prosa.
A seguire la poesia dedicata da Miguel Almeida a Pablo Neruda.
NEFTALÍ RICARDO REYS BASOALTO (1904 – 1973)
O NOME DO POETA
“Coube-me sofrer e lutar, amar e cantar; couberam-me, na partilha do mundo, o triunfo e a derrota,
provei o gosto do pão e o do sangue. Que mais quer um poeta?”
Neruda, Pablo, Confesso que vivi.
Oculta na escolha de um nome, a escolha de ser poeta
Um ser outro, que nos outros se aprecia
E que até se elogia, por vezes
Mas que não queremos que seja a escolha dos nossos.
Mas olhai! Olhai bem! Pensai um pouco!
«Que mais quer um poeta?», se perdido no anonimato de um nome
Entra no labirinto das palavras, e vencendo por elas
Se acolhe num povo, que em breve se fará do tamanho do mundo!
«Que mais quer um poeta?», se na mina de carvão de Lota
Sob o pleno do sol abrasada, na cova escavada da falésia
Encontra um homem, que no rosto traja o trabalho terrível
E pelo fundo escuro dos olhos, com um brilho faiscante
Aquele lhe diz, Irmão, já te conhecia há muito tempo!
«Que mais quer um poeta?», se pelas mãos enegrecidas
Entre calos e rugas, achando entre si as suas
Esse homem lhe diz, Irmão, já te conhecia há muito tempo!
O Templo da Glória Literária, Esfera do Caos, p. 135.
Serpa (Portogallo) - III Incontro Internazionale “Civiltà o Barbarie” – Le sfide del mondo contemporaneo
L’iniziativa radunerà nella città alentejana intellettuali e politologi provenienti da 16 paesi: Argentina, Bolivia, Brasile, Canada, Colombia, Cuba, Francia, Italia, Libano, Messico, Spagna, Portogallo, Salvador, Stati Uniti d’America, Regno Unito e Venezuela.
sabato 23 ottobre 2010
L’esoterismo di Fernando Pessoa
Nella sua Nota biografica, Fernando Pessoa si definisce “iniziato, per comunicazione diretta da Maestro a Discepolo, nei tre gradi minori dell’(apparentemente estinto) Ordine Templare di Portogallo”. Singolare figura di poeta-alchimista, Pessoa era appassionato di Cabbala e aveva una profonda conoscenza della tradizione teosofica e occultistica.Le prime testimonianze scritte di tali interessi risalgono al 1906. Le ritroviamo in alcuni testi poetici e nel quaderno di appunti del suo eteronimo Alexander Search, dove sono espliciti i riferimenti all’alchimia, l’occultismo e la filosofia ermetica. Ma fra gli oltre venticinquemila documenti che costituiscono lo spoglio Fernando Pessoa nella Biblioteca Nazionale di Lisbona sono tanti i materiali relativi agli interessi esoterici del Poeta. In essi è costante il riferimento alla tradizione ermetica della Chiesa gnostica, che trasmessa in modo occulto ai Cavalieri del Tempio, si sarebbe perpetuata, dopo il loro scioglimento, nell’Ordine di Cristo, nei Rosacroce e nei vari rami della Massoneria europea.
Secondo Silvano Peloso, che ha curato la raccolta Pagine esoteriche del poeta portoghese, il rapporto di Pessoa con la tradizione teosofica e occultista va visto anche “alla luce di un rinnovato interesse per il filone mistico-visionario e profetico della tradizione letteraria portoghese: dal platonismo esoterico di certa lirica di Camões alla grande oratoria barocca di António Vieira, fino a quel simbolismo saudosista novecentesco che, almeno nella versione di Pessoa, reinventando in forme inedite il passato, fornisce a questa poesia un nuovo e più ampio respiro” (vedi post-fazione del volume). La stessa profezia del Quinto Impero, cuore dell’utopia profetica portoghese, acquista così una prospettiva nuova.
Non a caso, nell’opera Mensagem, scrive ancora Peloso, Pessoa allude “a un cammino iniziatico numerologicamente illustrato già dalle otto lettere che compongono il titolo: queste, come lo stesso Pessoa spiega nei suoi appunti, corrispondono alle otto lettere della parola Portugal, e rappresentano non solo il numero dell’armonia, ma anche le otto punte della croce templare, perfettamente esemplata nella pianta ottagonale del convento fortezza che i Cavalieri del Tempio edificarono a Tomar. E quando nel 1317 il re D. Dinis (che proprio per questo Pessoa collocherà nel pantheon dei re-eroi della tradizione portoghese) salverà quel che restava dell’Ordine dalla distruzione totale, inglobandolo nel nuovo ordine di Cristo, la croce delle otto beatitudini passerà sulle vele delle caravelle più tardi lanciate nella grande avventura delle scoperte. L’ordine di Cristo erede e continuatore dell’Ordine del Tempio, si avviava così a realizzare sulla terra la missione ecumenica di cui san Bernardo, D. Dinis e l’Infante D. Henrique erano stati i principali interpreti, e che troverà poi un ulteriore seguito nel sogno profetico e nella grandezza visionaria di quell’António Vieira, definito da Pessoa «l’imperatore della lingua portoghese»”.
della Sacristia Nova del Convento do Cristo – Tomar
Copyright © Laura Za
Il poeta riscopre, quindi, nelle sedimentazioni oscure del pensiero esoterico l’eco delle attese profetiche e dei millenarismi di una memoria storica portoghese mai del tutto sopita, ma reinventa la tradizione ermetica spingendosi oltre la tentazione di un misticismo storico di carattere nazionalista, per aspirare a un traguardo più segnatamente filosofico-esistenziale. “Attraverso la profezia del Quinto Impero, - scrive Giulia Lanciani - Mensagem si inscrive nella corrente profetica, quella che di fatto corrisponde ad una identificazione collettiva e di senso positivo. Ma la sua profezia nasce dal sogno e dalla meditazione ed annuncia un Impero di tipo nuovo, spirituale”. Se è vero, infatti, che il recupero in chiave mistico-simbolica della storia del Portogallo assume il significato di un “sogno” impossibile che riscattasse il destino di un paese oppresso dal salazarismo, per Pessoa diventa il pretesto per ricercare le radici di quella «tradizione segreta del cristianesimo» contrapposta alla Chiesa di Roma, e identificata con il dialogo e con l’apertura a tutte le religioni e tradizioni. I Cavalieri del Tempio, infatti, nonostante le guerre e le forti contrapposizioni, erano entrati in stretto contatto con l’esoterismo islamico, il cabbalismo giudaico, lo gnosticismo neoplatonico e il cristianesimo giovanneo. E’ questa ampia prospettiva filosofico-religiosa, accostata alla teosofia, che Pessoa fa propria, riconoscendo alla letteratura e al linguaggio letterario, crocevia fra culture e saperi diversi, il compito di “creare punti di contatto, possibilità di relazioni e scambi fra mondi anche molto distanti”. E’ il percorso della tradizione ermetica, la “ricerca di quel «sincretismo dei pagani e degli occultisti» che, - continua Peloso - fondendo «l’intelligenza analogica e quella razionale», è alla base dell’interpretazione delle profezie e dei simboli a partire da quel grande «trattato di Alchimia scritto in cifra trascendentale» che è rappresentato dalla Bibbia, il Paradigma per eccellenza”.Il sogno alchemico di riunificare la materia e lo spirito esprime, nel linguaggio oscuro dei simboli, l’unione dell’intelligenza materiale e di quella spirituale, i due poteri della Forza, i due lati della conoscenza: da un lato la scienza, la ragione, la speculazione intellettuale, dall’altro la conoscenza occulta, l’intuizione, la speculazione mistica e cabbalistica. In questo ambito, Pessoa riconosce alla creazione letteraria un ruolo essenziale, la ricerca di quella Parola Perduta, di quella scrittura magica che portasse «all’elaborazione di una lingua nuova in grado di esprimere e spiegare la natura di tutte le cose simultaneamente», e della quale avevano parlato i Rosacroce. Conclude Silvano Peloso che “Pessoa poteva così procedere a una riabilitazione del ruolo fondamentale svolto dall’immaginazione (e quindi anche dalla letteratura) all’interno di una scienza che, se è veramente tale, non può essere considerata in senso ristretto e limitativo, ma deve venir vista nella « complessità » delle relazioni in cui vive”. Un orizzonte poetico e teorico quello di Pessoa poco esplorato, ma nel quale è possibile cogliere alcune sorprendenti analogie in campo scientifico. Il principio di indeterminazione di Heisenberg (1927) e il teorema di Gödel (1931) sulla indecidibilità dei sistemi formalizzati (Pessoa era giunto alla stesse conclusioni riguardo alla matematica) sono dei validi esempi in tal senso, così come le più recenti teorie probalistiche, quelle dello sviluppo dei sistemi non lineari, del caos deterministico, fino ai primi passi delle «teorie della complessità».
Sono imperdibili le Pagine esoteriche di Fernando Pessoa, pubblicate dall’editore Adelphi, per chiunque voglia approfondire l’argomento e avventurarsi nei meandri più intimi e sorprendenti di uno dei più grandi geni letterari del Novecento.
giovedì 21 ottobre 2010
IIC Lisbona - Mostra “Parole e luoghi in transito: l’Italia delle culture migranti”
La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo si conclude sabato 23 ottobre presso l’Istituto di Cultura con un’attività per i bambini dei Corsi di Lingua “Le parole viaggiano, ridono, e raccontano”, con testi di G. Rodari e J. Caroli scelti dal contastorie Matia Losego.
Data: giovedì 21 ottobre 2010
Orari: 19.00
Luogo: Sala Teatro - Istituto Italiano di Cultura (60 posti)
Organizzato da: IIC Lisbona
Data: quinta-feira, 21 de outubro de 2010
Horários: 19h00
Local: Sala Teatro - Instituto Italiano de Cultura (60 lugares)
Organização: IIC Lisboa
lunedì 18 ottobre 2010
Carlos Morais dos Santos, Autore ed Editore del Blog-Rivista "Culturas e Afectos Lusófonos", promuove un gemellaggio con la nostra Associazione
È trascorso appena un mese dalla comparsa sul web dell’Associazione Culturale Luís de Camões, che possiamo già annunciare il "gemellaggio" fra la nostra Associazione e una prestigiosa realtà editoriale dell’area lusofona. Si tratta del Blog-Revista Culturas e Afectos Lusófonos, il cui Autore ed Editore è Carlos Morais dos Santos (nella foto), personalità di alto profilo culturale e civile, fra i più autorevoli e attivi esponenti del mondo lusofono presenti oggi sulla rete.Il Blog-Rivista CeAL nasce per promuovere gli autori e i cultori delle Lettere, Arti e Scienze appartenenti al vasto mare della Lusofonia. L’attenzione del blog è rivolta agli autori appartenenti ai paesi della CPLP, a quelli della diaspora dispersa per i quattro continenti, ma anche ai cultori e agli amici della Lusofonia ovunque essi si trovino nel mondo.
Dobbiamo questa prestigiosa collaborazione all’iniziativa dell’amico Carlos Morais dos Santos, che ringraziamo per la preziosa opportunità che ha offerto alla nostra Associazione di essere conosciuta “oltremare”. In ragione di questa parceria, L’ACLC potrà riprodurre in questo spazio gli articoli della rivista CeAL, provvedendo a tradurli opportunamente in italiano, così come alcuni nostri articoli compariranno sulla rivista lusofona nella versione in lingua portoghese.
Personalmente ringrazio, inoltre, Carlos Morais dos Santos per avermi invitato a far parte del Consiglio Editoriale e Redazionale della sia rivista. Ho accettato l’incarico con entusiasmo, sperando di corrispondere al meglio a tanta fiducia.
A seguire, vi proponiamo una breve sintesi in italiano della biografia di Carlos Morais dos Santos e la sua bio-bibliografia in lingua portoghese.
Carlos Morais dos Santos (nella foto), intellettuale di spicco della cultura portoghese e lusofona, è nato a Lisbona nel 1935. Poeta, scrittore, saggista ed economista, è autore di una lunga serie di pubblicazioni di grande pregio (si veda la bio-bibliografia in lingua portoghese), che riflettono tanto la ricchezza e la vastità dei suoi interessi culturali e professionali, quanto il suo “illuminato” spirito libertario ispirato ai più alti valori dell’Umanesimo.Professore universitario, oggi in pensione, è fra i maggiori esperti di economia e finanza del suo paese. Ha insegnato all’Instituto Superior de Gestão, all’Universidade Moderna de Lisboa e, in qualità di Professor Convidado dell’Universidade Autónoma de Lisboa, ha svolto lezioni nel M.B.A. in Estratégia de Negócios Internacionais di Madeira. Per le sue elevate competenze nell’ambito dell’Organizzazione e dello Sviluppo Strategico è stato Consulente di numerose società nazionali e multinazionali, e ha collaborato con importanti Istituzioni Governative di diversi paesi. È stato inoltre Direttore, Amministratore e Presidente di diverse imprese nazionali e internazionali.
Uomo di grande ingegno, ha sviluppato una cultura poliedrica. Numerose sono le sue partecipazioni a seminari e congressi in vari paesi, dove ha tenuto conferenze su temi economici, sociali, storici e filosofici.
Durante la dittatura di Salazar si è battuto contro le forze oscurantiste del suo paese, finendo per essere perseguitato dalla polizia politica. Ha partecipato alle lotte studentesche degli anni 50-60-70, e fu uno dei protagonisti, in qualità di dirigente e attivista, della rivolta sindacale degli anni 60-70. Il suo impegno politico è proseguito negli anni con la fondazione del MRD (Movimento di Rinnovamento Democratico) e poi del PRD (Partito di Rinnovamento Democratico). Come dirigente del PDR è stato candidato al Parlamento della Repubblica e al Parlamento Europeo.
È Autore ed Editore dei seguenti blog:
CULTURAS E AFETOS LUSÓFONOS
Blog che promuove gli autori e i cultori delle Lettere, Arti e Scienze di origine lusofona. L’attenzione del blog è rivolta agli autori appartenenti ai paesi della CPLP, a quelli della diaspora dispersa per i quattro continenti, ma anche ai cultori e agli amici della Lusofonia ovunque essi si trovino nel mondo.
http://www.culturaseafectoslusofonos.blogspot.com/
PRO-CIVITAS UNIVERSALIS
Blog di forte impegno civile e umanista, di analisi e riflessione sullo stato della società, a favore dei diritti umani e della democrazia, della pace, della biodiversità animale e vegetale, e per la difesa degli ecosistemi del pianeta.
http://www.pro-civitas.blogspot.com/
LUSOTUR-REVISTA DE TURISMO E NEGÓCIOS
Il Blog promuove lo sviluppo del turismo nei paesi lusofoni della CPLP, e divulga notizie ed eventi relativi agli affari e agli investimenti in quei paesi.
http://www.lusotur.blogspot.com/
CARLOS MORAIS DOS SANTOS, nasceu em Lisboa em 1935. Profissionalmente é Economista (U.T.L. - ISCEF - Lisboa) e Gestor formado pela (Univ.St. Gallen-Suiça -.H. E.S.E. Possui M.B.A, em Marketing Management (London Graduate School of Bussiness Studies) e M.B.A. em Finanças (Instituto Superior de Gestão – Lisboa), além de vários cursos de pós-graduação e especialização em instituições académicas da Europa (Espanha, França, Inglaterra, Suiça, Belgica e Alemanha), Brasil, EUA e Japão. |
sabato 16 ottobre 2010
Concerti di Ana Moura e Mafalda Arnauth all'Auditorium Parco della Musica di Roma
Ana Moura, che si è esibita ieri sera in Sala Petrassi, è una delle più giovani interpreti del Fado portoghese riconosciuta e apprezzata a livello internazionale per la sua voce straordinaria, la sua bellezza e l'empatia che riesce a stabilire con il pubblico. Recentemente Prince ha dichiarato di essere un amante del fado e di voler lavorare a un progetto insieme a lei. Il suo album del 2007 Para Além da Saudade ha vinto il doppio disco di platino ed è diventato uno degli album di fado di maggior successo nella storia. Dopo un breve tour in Germania e Olanda, Ana Moura si esibisce dal nord al sud del Portogallo, a Madeira e raggiunge il culmine di un’annata incredibile con un concerto al Centro Cultural di Belem. Nello stesso anno si esibisce in Italia, Giappone e Repubblica Ceca. Il 2008 inizia con un tour europeo attraverso Olanda, Belgio, Francia, Germania, Spagna e Portogallo. Nel frattempo l’album raggiunge le 20.000 copie diventando disco di platino e la fondazione Amalia Rodrigues l’ha incoronata miglior interprete del 2008. Il suo ultimo album Leva-me aos Fados (2009) ha ottenuto il disco di platino e contiene straordinarie perle come Leva-me aos Fados, Caso Arrumado, Rumo ao Sul e Fado Vestido de Fado con le quali Ana affascina le platee di tutto il mondo.giovedì 14 ottobre 2010
Il Portogallo paese ospite al Pisa Book Festival
Il Portogallo ha un amore particolare per la letteratura ed é forse l’unico paese al mondo che dedichi una festa nazionale alla data di nascita di un poeta, Luis de Camoes, autore del poema ‘I Luisiadi’, ha ricordato l’ambasciatore Fernando d’Oliveira Neves.
Sette saranno gli ospiti portoghesi: Jose Eduardo Agualusa, Helder Macedo, Valter M. Mae, Franciso José Viegas e le tre poetesse Alice Branco, Filipa Leal e Caterina Nunes de Almeida, in rappresentanza di un paese e una lingua che, dal suo affaccio sull’Oceano, apre porte sull’Africa, dal Mozambico all’Angola e Capo Verde, e il Sudamerica, col Brasile.
Molti anche gli invitati italiani di questa edizione, tra cui saranno Vincenzo Cerami, Ugo Riccarelli, Gian Luca Favetto, Carlo D’Amicis, Michela Murgia, reduce dalla vittoria al Campiello, oltre a Marcia Theophilo, poetessa latinoamericana candidata al Nobel, come ha sottolineato la direttrice del Festival Luciana Della Porta.
In un momento di forte cambiamento dell’industria del libro, il Festival propone la zona e-biblio dedicata ai nuovi formati digitali (iPad, Kindle e Nook) e seminari con esperti del settore per l’aggiornamento di editori, librai e distributori, come per la curiosità del pubblico. Tra le novità di questa edizione, annunciate da Silvia Pagnin e Silvia Panichi, assessori alla cultura della Provincia e del Comune di Pisa, c’é la Borsa del Libro, tavola rotonda con alcuni Centri per la Promozione del Libro italiani e di Belgio, Olanda, Portogallo e Svizzera, che dedicherà particolare attenzione alla traduzione.
Nuova apertura anche al mondo dell’illustrazione per l’infanzia, con una mostra legata a un Concorso per illustratori esordienti, organizzato in collaborazione con Bibiana, la biennale d’illustrazione di Bratislava e il Museo della Grafica di Pisa. Torna infine l’iniziativa Green Book, un premio che riconoscerà il lavoro dell’autore che ha contribuito di più a diffondere l’amore per le piante e la natura.
Il Festival, attorno al quale sono promosse dal Comune una serie di manifestazioni apposta nel mese di ottobre, mentre al Teatro di Pontedera si dedicano due spettacoli al Portogallo, ha la Fondazione Caripisa come sponsor principale, che organizza a Palazzo Blu anche una grande mostra su Joan Mirò, e il sostegno del Centro per il Libro e la Lettura, della Regione Toscana, della Provincia e del Comune di Pisa.
mercoledì 13 ottobre 2010
Lisboa - Concerto Jazz “Diálektos” de Maria Pia De Vito (voz) e Huw Warren (piano)
Segunda-feira, 18 de outubro de 2010 - 19h00
Maria Pia de Vito e Huw Warren
Informações
Data: segunda-feira, 18 de outubro de 2010
Horários: 19h00
Local: Embaixada d'tália - Largo Conde Pombeiro, 6 - Lisboa
Organização: IIC - Instituto Italiano de Cultura de Lisboa
N.B.: Marcação obrigatória. É indispensável a apresentação de convite.
Data: lunedì 18 ottobre 2010
Orari: 19.00
Luogo: Ambasciata d'Italia - Largo Conde Pombeiro, 6 - Lisbona
Organizzato da: IIC - Istituto Italiano di Cultura di Lisbona
N.B. Prenotazione obbligatoria. Ingresso su presentazione dell’apposito invito.
martedì 12 ottobre 2010
Júlio Magalhães lancia il suo ultimo romanzo, Longe do Meu Coração
Dopo Os Retornados e Um Amor em Tempo de Guerra, lo scrittore portoghese Júlio Magalhães, direttore dei servizi informativi della TVI, torna con un nuovo romanzo, Longe do Meu Coração.L’ultima opera di Magalhães descrive il fenomeno dell’emigrazione portoghese verso la Francia negli anni sessanta. Il protagonista è Joaquim, un giovane portoghese che si trasferisce a Parigi sperando in una vita migliore, ma si scontra presto con un mondo molto diverso da quello che aveva immaginato. Joaquim vorrebbe costituire un’impresa di costruzioni in società con un amico, mettere su casa, comprare una macchina e chiedere la mano a una professoressa di francese, ma scopre che esistono barriere più difficili da superare che non quelle dei Pirenei, dove aveva rischiato di perdere la vita durante il viaggio.
Júlio Magalhães aveva già venduto 75.000 copie con i suoi romanzi precedenti. Retornados narra dei portoghesi che lasciarono l’Angola fra il 1974 e il 1975, mentre Um Amor em Tempo de Guerra è incentrato sulla guerra dell’Ultramar, e racconta il dramma di un soldato che ritorna in patria per onorare la sua vecchia promessa di matrimonio, ma deve rinunciare al suo vero amore lasciato in Angola.







