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O Anjo Branco (L’Angelo Bianco) è il titolo dell’ultimo romanzo di José Rodrigues dos Santos, scrittore e giornalista della Rtp. Un volto noto al pubblico italiano che segue le trasmissioni via satellite della tv pubblica portoghese, dove il popolare giornalista conduce il telegiornale nazionale (Rtp1 e Rtpi). 
O Templo da Glória Literária (edizioni Esfera do Caos), questo il titolo del libro, mette in scena un'azione poetica rituale ed evocativa, dove inevitabili ed espliciti sono i riferimenti alla più alta tradizione poetica italiana, ma non solo.
L’idea centrale che percorre tutta l’opera è che da qualche parte, forse nella mente di ciascuno di noi, esiste un tempio, il Tempio della Gloria Letteraria. Una luminosa architettura dello spirito - parole e memoria - costruita dalle letture che abbiamo fatto e che conserviamo per sempre. Il criterio che ha guidato la costruzione dell’Autore è quello della fama e della gloria letteraria, nell’espressione massima della sua universalità attuale e perenne, eterna e immortale, che travalica lo spazio e il tempo. Omero, Pindaro, Virgilio, Ovidio, fra i grandi nomi della poesia greca e latina, ma anche Dante, Petrarca, Camões, Cervantes, Shakespeare, Goethe, Byron, Baudelaire, Rimbaud, Yeats, Pessoa, Eliot, Lorca, Brecht, Neruda, Sophia, O’Neill sono, fra gli altri, il pretesto utilizzato da Miguel Almeida per creare composizioni poetiche originali, da dedicare ai più grandi poeti di tutti i tempi. È che... “L'interno del tempio è abitato solo da (poeti) morti, che non stavano lì quando erano in vita, e da alcuni (poeti) vivi, la maggior parte di loro, che ne sono estromessi quando muoiono”.
È un’opera sui poeti e su quanto di meglio ci hanno lasciato, da Omero a Dante, da Cervantes a Neruda – evocati per essere ricordati e omaggiati. In fondo, è un’opera per tutti coloro che amano fare e leggere poesia.
L’AUTORE
Miguel Almeida è nato nel 1970 a Rãs, un piccolo paese del distretto di Viseu. O Templo da Glória Literária è il suo terzo libro. In passato aveva già pubblicato Um Planeta Ameaçado: A Ciência Perante o Colapso da Biosfera (Esfera do Caos, 2006) e A Cirurgia do Prazer: Contos Morais e Sexuais (Esfera do Caos, 2010). Si è Laureato in Filosofia (indirizzo Filosofia della Scienza) all’Università di Lisbona, dove ha conseguito anche il Master in Filosofia della Natura e dell’Ambiente. Attualmente insegna alla Scuola secondaria Cacilhas-Tejo di Almada. Vive sulla Costa della Caparica con la moglie Carla e il faiglio Gabriele. Sta lavorando alla stesura di altre opere di poesia e prosa.
A seguire la poesia dedicata da Miguel Almeida a Pablo Neruda.
NEFTALÍ RICARDO REYS BASOALTO (1904 – 1973)
O NOME DO POETA
“Coube-me sofrer e lutar, amar e cantar; couberam-me, na partilha do mundo, o triunfo e a derrota,
provei o gosto do pão e o do sangue. Que mais quer um poeta?”
Neruda, Pablo, Confesso que vivi.
Oculta na escolha de um nome, a escolha de ser poeta
Um ser outro, que nos outros se aprecia
E que até se elogia, por vezes
Mas que não queremos que seja a escolha dos nossos.
Mas olhai! Olhai bem! Pensai um pouco!
«Que mais quer um poeta?», se perdido no anonimato de um nome
Entra no labirinto das palavras, e vencendo por elas
Se acolhe num povo, que em breve se fará do tamanho do mundo!
«Que mais quer um poeta?», se na mina de carvão de Lota
Sob o pleno do sol abrasada, na cova escavada da falésia
Encontra um homem, que no rosto traja o trabalho terrível
E pelo fundo escuro dos olhos, com um brilho faiscante
Aquele lhe diz, Irmão, já te conhecia há muito tempo!
«Que mais quer um poeta?», se pelas mãos enegrecidas
Entre calos e rugas, achando entre si as suas
Esse homem lhe diz, Irmão, já te conhecia há muito tempo!
O Templo da Glória Literária, Esfera do Caos, p. 135.
Nella sua Nota biografica, Fernando Pessoa si definisce “iniziato, per comunicazione diretta da Maestro a Discepolo, nei tre gradi minori dell’(apparentemente estinto) Ordine Templare di Portogallo”. Singolare figura di poeta-alchimista, Pessoa era appassionato di Cabbala e aveva una profonda conoscenza della tradizione teosofica e occultistica.
Il poeta riscopre, quindi, nelle sedimentazioni oscure del pensiero esoterico l’eco delle attese profetiche e dei millenarismi di una memoria storica portoghese mai del tutto sopita, ma reinventa la tradizione ermetica spingendosi oltre la tentazione di un misticismo storico di carattere nazionalista, per aspirare a un traguardo più segnatamente filosofico-esistenziale. “Attraverso la profezia del Quinto Impero, - scrive Giulia Lanciani - Mensagem si inscrive nella corrente profetica, quella che di fatto corrisponde ad una identificazione collettiva e di senso positivo. Ma la sua profezia nasce dal sogno e dalla meditazione ed annuncia un Impero di tipo nuovo, spirituale”. Se è vero, infatti, che il recupero in chiave mistico-simbolica della storia del Portogallo assume il significato di un “sogno” impossibile che riscattasse il destino di un paese oppresso dal salazarismo, per Pessoa diventa il pretesto per ricercare le radici di quella «tradizione segreta del cristianesimo» contrapposta alla Chiesa di Roma, e identificata con il dialogo e con l’apertura a tutte le religioni e tradizioni. I Cavalieri del Tempio, infatti, nonostante le guerre e le forti contrapposizioni, erano entrati in stretto contatto con l’esoterismo islamico, il cabbalismo giudaico, lo gnosticismo neoplatonico e il cristianesimo giovanneo. E’ questa ampia prospettiva filosofico-religiosa, accostata alla teosofia, che Pessoa fa propria, riconoscendo alla letteratura e al linguaggio letterario, crocevia fra culture e saperi diversi, il compito di “creare punti di contatto, possibilità di relazioni e scambi fra mondi anche molto distanti”. E’ il percorso della tradizione ermetica, la “ricerca di quel «sincretismo dei pagani e degli occultisti» che, - continua Peloso - fondendo «l’intelligenza analogica e quella razionale», è alla base dell’interpretazione delle profezie e dei simboli a partire da quel grande «trattato di Alchimia scritto in cifra trascendentale» che è rappresentato dalla Bibbia, il Paradigma per eccellenza”.
È trascorso appena un mese dalla comparsa sul web dell’Associazione Culturale Luís de Camões, che possiamo già annunciare il "gemellaggio" fra la nostra Associazione e una prestigiosa realtà editoriale dell’area lusofona. Si tratta del Blog-Revista Culturas e Afectos Lusófonos, il cui Autore ed Editore è Carlos Morais dos Santos (nella foto), personalità di alto profilo culturale e civile, fra i più autorevoli e attivi esponenti del mondo lusofono presenti oggi sulla rete.
Carlos Morais dos Santos (nella foto), intellettuale di spicco della cultura portoghese e lusofona, è nato a Lisbona nel 1935. Poeta, scrittore, saggista ed economista, è autore di una lunga serie di pubblicazioni di grande pregio (si veda la bio-bibliografia in lingua portoghese), che riflettono tanto la ricchezza e la vastità dei suoi interessi culturali e professionali, quanto il suo “illuminato” spirito libertario ispirato ai più alti valori dell’Umanesimo.CARLOS MORAIS DOS SANTOS, nasceu em Lisboa em 1935. Profissionalmente é Economista (U.T.L. - ISCEF - Lisboa) e Gestor formado pela (Univ.St. Gallen-Suiça -.H. E.S.E. Possui M.B.A, em Marketing Management (London Graduate School of Bussiness Studies) e M.B.A. em Finanças (Instituto Superior de Gestão – Lisboa), além de vários cursos de pós-graduação e especialização em instituições académicas da Europa (Espanha, França, Inglaterra, Suiça, Belgica e Alemanha), Brasil, EUA e Japão. |
Ana Moura, che si è esibita ieri sera in Sala Petrassi, è una delle più giovani interpreti del Fado portoghese riconosciuta e apprezzata a livello internazionale per la sua voce straordinaria, la sua bellezza e l'empatia che riesce a stabilire con il pubblico. Recentemente Prince ha dichiarato di essere un amante del fado e di voler lavorare a un progetto insieme a lei. Il suo album del 2007 Para Além da Saudade ha vinto il doppio disco di platino ed è diventato uno degli album di fado di maggior successo nella storia. Dopo un breve tour in Germania e Olanda, Ana Moura si esibisce dal nord al sud del Portogallo, a Madeira e raggiunge il culmine di un’annata incredibile con un concerto al Centro Cultural di Belem. Nello stesso anno si esibisce in Italia, Giappone e Repubblica Ceca. Il 2008 inizia con un tour europeo attraverso Olanda, Belgio, Francia, Germania, Spagna e Portogallo. Nel frattempo l’album raggiunge le 20.000 copie diventando disco di platino e la fondazione Amalia Rodrigues l’ha incoronata miglior interprete del 2008. Il suo ultimo album Leva-me aos Fados (2009) ha ottenuto il disco di platino e contiene straordinarie perle come Leva-me aos Fados, Caso Arrumado, Rumo ao Sul e Fado Vestido de Fado con le quali Ana affascina le platee di tutto il mondo.
Maria Pia de Vito e Huw Warren
Informações
Data: segunda-feira, 18 de outubro de 2010
Horários: 19h00
Local: Embaixada d'tália - Largo Conde Pombeiro, 6 - Lisboa
Organização: IIC - Instituto Italiano de Cultura de Lisboa
N.B.: Marcação obrigatória. É indispensável a apresentação de convite.
Dopo Os Retornados e Um Amor em Tempo de Guerra, lo scrittore portoghese Júlio Magalhães, direttore dei servizi informativi della TVI, torna con un nuovo romanzo, Longe do Meu Coração.
Gli storici Rui Ramos, Bernardo Vasconcelos e Sousa e Nuno Gonçalo Monteiro hanno ricevuto il Prémio D. Dinis 2009 per il libro História de Portugal, pubblicato dalla casa editrice Esfera dos Livros. Il prestigioso riconoscimento, isitituito nel 1980 dalla Fundação da Casa de Mateus, è stato assegnato all’unanimità da una giuria composta da Vasco Graça Moura, Fernando Pinto do Amaral e Nuno Júdice. La consegna avverrà questa sera, alle ore 18.00, nel corso di una cerimonia presieduta da José Manuel Durão Barroso, presidente della Commissione Europea.
Si tratta di un’opera di riferimento fondamentale per la storia del Portogallo, fra le più significative produzioni dell’editoria portoghese degli ultimi anni.
La História de Portugal, scritta in uno stile rigoroso e chiaro, si divide in tre sezioni: il Medioevo, di Bernardo Vasconcelos e Sousa; l’Età Moderna, di Nuno Monteiro; e infine l’Età Contemporanea, di Rui Ramos. Gli Autori, professori universitari che appartengono all’ultima generazione di storici, si distinguono per la novità dell’approccio alla storia del Portogallo. Essi descrivono con grande lucidità le diverse epoche considerate, integrandone gli aspetti politici ed economici con quelli sociali e culturali, ma senza tralasciare di inquadrare il Portogallo nel contesto della storia europea e mondiale.
Un’opera originale, che riunisce nove secoli di storia in un unico volume di 994 pagine, con cadernos de extratextos contenenti 76 immagini a colori, 51 mappe, liste di re e governanti, cronologie. Il risultato è un’opera fondamentale di studio e consultazione, una lettura ineludibile per comprendere il passato e il presente del Portogallo, in un momento di scelte decisive per il futuro del Paese.